I due capitoli seguenti dimostrano che il mio lavoro degli ultimi 14 anni – riassunto in un libro pubblicato poche settimane fa per fornire una panoramica generale – prosegue in modo continuativo e porta alla luce spunti nuovi e di grande interesse. Oggi mi risulta molto più facile classificare e collegare le nuove informazioni, grazie al quadro più ampio che è emerso; proprio per questo motivo, non posso che consigliare di approfondire l’argomento leggendo il libro.



Gli sforzi del Giappone nella modificazione meteorologica e nella mitigazione degli eventi estremi

Di Maria Heibel (Nogeoingegneria.com) 

Il Giappone ha una lunga tradizione nella ricerca sulla modificazione meteorologica, motivata dalla sua vulnerabilità a tifoni, piogge estreme (incluse le bande lineari di precipitazione), nevicate abbondanti e siccità locali. A differenza di interventi operativi su larga scala (che attualmente non esistono), il Paese ha sempre privilegiato progetti di ricerca e sviluppo, passando da applicazioni pratiche locali a obiettivi ambiziosi di controllo dei fenomeni estremi.

Le origini scientifiche e i primi esperimenti (1936–1960)

Le basi teoriche risalgono al 1936, quando il fisico Ukichiro Nakaya (Università di Hokkaido) creò il primo fiocco di neve artificiale in laboratorio. Il suo lavoro di classificazione dei cristalli di neve (il “Nakaya Diagram”) e la celebre frase «I fiocchi di neve sono lettere inviate dal cielo» fornirono le fondamenta fisiche per comprendere la formazione dei nuclei di ghiaccio, essenziali per tutte le tecniche di cloud seeding successive.

LA NEVE È UNA LETTERA DAL CIELO – L’UOMO CHE CREÒ IL PRIMO FIOCCO DI NEVE (1936)

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le sperimentazioni operative iniziarono nel 1947 (primo esperimento documentato a Saga, Kyushu, con dispersione di ghiaccio secco da aereo). Tra il 1947 e il 1960 si sviluppò la prima fase importante:

Ricerche condotte principalmente nelle università, sponsorizzate da compagnie elettriche (Tokyo Electric, Chubu Electric, ecc.) per aumentare le precipitazioni nevose/piovose sui bacini idrici a monte delle centrali idroelettriche.

Le techniche adoperate furono generatori a terra con ioduro d’argento o ghiaccio secco, e test aerei.

L’obiettivo pratico dichiarato fu la sicurezza energetica e l’approvvigionamento idrico nella fase di ricostruzione post-bellica.

Negli anni ’60 seguirono progetti più strutturati (finanziati dall’agenzia governativa per la scienza e tecnologia), mentre dagli anni ’70 l’interesse operativo diminuì a favore di ricerca di base e previsioni.

Oggi il Giappone investe pesantemente in ricerca a lungo termine. Nel breve termine privilegia la gestione pratica degli eventi estremi: sistemi avanzati di previsione e allerta, infrastrutture adatti e piani per le ondate di calore (kokushobi).

Il programma di punta è il Moonshot Goal 8 (lanciato intorno al 2022, gestito da JST e coordinato da Takemasa Miyoshi di RIKEN):

Obiettivo 2050

Si vuole realizzare una società libera dalla minaccia di venti e piogge estreme controllando e modificando tifoni, piogge intense e bande lineari di precipitazione (cambiando intensità, timing e posizione dei fenomeni). Entro il 2030 si vuole dimostrare la fattibilità su simulazioni realistiche e iniziare esperimenti all’aperto.

Progetti principali:

Controllo tifoni (es. progetto Fudeyasu): simulazioni di seeding per indebolire lo sviluppo dei cicloni.

Controllo piogge estreme (es. progetto AMAGOI di Kotsuki, Chiba University): indurre precipitazioni in mare aperto (“a monte”) per ridurre il vapore acqueo che alimenta eventi estremi sulla terraferma. Include anche ricerche su riscaldamento atmosferico con microonde.

FONTE https://www.cn.chiba-u.jp/en/infographics/infog_e22/

Sviluppo di sensori avanzati (droni marini), modelli di danno economico e studi su accettabilità sociale/etica.

Sperimentazione recente

Nel gennaio 2026 si è svolto un esperimento preliminare nella baia di Toyama (Mar del Giappone). Un piccolo aereo ha disperso pellet di ghiaccio secco su nuvole invernali. Si tratta di un test controllato per validare la tecnologia dell’inseminazione in vista di applicazioni future contro le piogge estreme. È uno dei primi esperimenti all’aperto del Moonshot e tra i primi al mondo con questo specifico obiettivo preventivo.

Conclusioni

Il Giappone ha mantenuto una continuità di quasi 80 anni: dalle applicazioni locali degli anni ’50 (per risorse idriche) alla ricerca di frontiera attuale, che mira a mitigare disastri su scala regionale grazie a supercomputer, osservazioni integrate e un approccio multidisciplinare (inclusi aspetti sociali e ambientali).Nakaya ha fornito le basi scientifiche, gli esperimenti post-1947 hanno dato esperienza pratica, e il Moonshot Goal 8 rappresenta l’evoluzione da “aumentare la pioggia” a “controllare gli estremi”.

Un articolo in arrivo a breve descrive un’operazione estremamente interessante, che rappresenta la prosecuzione delle attività del team impegnato durante l’operazione “POPEYE” in Vietnam. Si tratta dell’operazione GROMET III, che ebbe luogo nel 1971 a Okinawa.

Le seguenti fonti sono state individuate con assistenza di Grok.

FONTI

Fukuta, Norihiko (1971) — “Weather Modification Activities in Japan”. Bulletin of the American Meteorological Society, Vol. 52, No. 1, pp. 4-14.
(Rassegna fondamentale sulle attività dal 1947 al 1970, con le tre fasi storiche.)  https://journals.ametsoc.org/view/journals/bams/52/1/1520-0477_1971_052_0004_wmaij_2_0_co_2.xml

Abe, M., Fudeyasu, H., & Sasaoka, M. (2025) — “Historical Review of Research Activities toward Typhoons/Hurricanes Modification in Japan and the United States”. Journal of the Meteorological Society of Japan, Ser. II, Vol. 103. https://www.jstage.jst.go.jp/article/jmsj/103/3/103_2025-015/_article
(Articolo recente che copre le discussioni su tifoni dagli anni ’40 in poi, inclusi i tentativi degli anni ’60.)

Nakaya, Ukichiro — Opere principali: Snow Crystals: Natural and Artificial (1954).
(Il lavoro fondativo sui cristalli di neve artificiali del 1936.)

Hatakeyama, H. et al. — “Report of Rain-making in Japan, 1954-1956” (Meteorological Research Institute).
(Raccolta di esperimenti operativi degli anni ’50.)

Fonti ufficiali sul Moonshot Goal 8 (2022–2026)

Cabinet Office / JST — “Moonshot Goal 8: Realization of a society safe from the threat of extreme winds and rains by controlling and modifying the weather by 2050”.
Sito ufficiale: https://www.jst.go.jp/moonshot/en/program/goal8/ e versione giapponese su cao.go.jp.

Kotsuki, Shunji et al. — Progetto AMAGOI (“Artificial generation of upstream maritime heavy rains…”). Progress reports e descrizioni su JST Moonshot (2023–2026).

Chiba University / Toyama University — “人工降雪に係る予備実験” (esperimento gennaio 2026 nella baia di Toyama). PR Times e siti universitari.

Altre fonti utili

Japan Meteorological Society e RIKEN — Pubblicazioni su simulazioni di controllo tifoni/piogge (2023-2026).

WMO (World Meteorological Organization) — Rapporti generali su weather modification (contesto internazionale, con menzioni al Giappone).

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Obiettivo Moonshot 8: una visione animata del 2050

 

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