Di Maria Heibel – NoGeoingegneria,com
È certamente molto sorprendente che, in occasione di grandi disastri, si riscontri così spesso che si tratti di una zona in cui grandi progetti attendono di trasformare il territorio.
Al 31 agosto, il disastro alluvionale che ha colpito il Nepal e il Tibet ha causato un bilancio drammatico e in continuo aggiornamento: più di 1.200 vittime accertate (di cui quasi 1000 solo in Nepal) e circa 4.700 dispersi, dopo che milioni di metri cubi di acqua, fango e detriti si sono precipitati lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli. In una sola mattina, le acque di piena hanno spazzato via le centrali elettriche di superficie, paralizzato la rete energetica e inondato i terreni agricoli proprio durante la stagione di picco della semina. Decine di ponti e strade cruciali, tra cui l’arteria vitale per Kathmandu, sono stati completamente distrutti. I danni ingenti alle infrastrutture avranno conseguenze a lungo termine. ed è supportata dalle più recenti analisi degli esperti. Nel catastrofico crollo è stato lo strato roccioso a cedere per primo, trascinando con sé l’enorme massa di ghiaccio sovrastante. Inizialmente si era ipotizzato il semplice scivolamento di una porzione della lingua glaciale a circa 5.200 metri di quota. Tuttavia, gli studi fisici e geologici successivi hanno svelato una dinamica diversa.
Kristen Cook, geomorfologa dell’Università Grenoble Alpes, analizzando le stazioni sismiche a nord di Katmandu ha subito capito che l’ipotesi del terremoto non reggeva: le frequenze registrate non mostravano la scossa rapida di un sisma, bensì il rombo prolungato e a bassa frequenza tipico di un imponente movimento franoso. Vedi anche qui .
Questo crollo e la conseguente alluvione improvvisa rappresenta ora un “stresstest” e un punto di svolta critico per la pianificazione urbana e regionale del Paese, mettendo in discussione ambiziosi progetti di “smart city” e lo sviluppo delle nuove aree urbane.
NEPAL IN 2030
Cosa si sta preparando? Gli abitanti del Paese lo sanno bene, le proteste del passato ne sono la prova. Le proteste in Nepal si intrecciano con la spinta alla modernizzazione infrastrutturale, in particolare i progetti delle reti ferroviarie e delle smart cities. Si tratta del progetto “Nepal in 2030” (consultabile su Nepali Times), un progetto di sviluppo a lungo termine noto come Envisioning Nepal 2030, nato nel 2016 in collaborazione con la Banca Asiatica di Sviluppo (ADB), basandosi su studi nazionali precedenti del 2015.
Esistono anche visioni accademiche intitolate “Nepal 2030: A Vision for Peaceful and Prosperous Nation”, risalenti intorno al 2012. Quindi, una visione Nepal 2030 nel 2015, non è una novità assoluta.
Già nel 2015 il World Economic Forum aveva mostrato un vivo interesse per il futuro economico del Paese (What’s next for Nepal’s economy?), a seguito di un altro evento devastante per la valle di Kathmandu: una scossa di magnitudo 7.8 (con ipocentro tra gli 8 e i 10 km di profondità) che uccise quasi 9.000 persone, danneggiando o distruggendo 900.000 abitazioni e causando danni per oltre 7 miliardi di dollari. A quel tempo, i dati satellitari dimostrarono come il sisma avesse generato perturbazioni elettroniche temporanee nella ionosfera superiore (come documentato da GPS World).
I dibattiti che hanno accompagnato la nascita di Nepal 2030 hanno focalizzato gli investimenti statali su tre pilastri chiave:
Infrastrutture e trasporti: Modernizzazione degli aeroporti internazionali, delle reti stradali e dei collegamenti trans-himalayani.
Energia pulita: Sfruttamento massiccio dell’energia idroelettrica nazionale.
Inclusione sociale e agricoltura: Potenziamento dell’agricoltura commerciale e “riduzione delle forti disparità tra aree rurali e urbane”.
Ci troviamo di fronte a un concetto di “Grande Reset” infrastrutturale.
Il piano prevede la costruzione di un nuovo aeroporto internazionale a Nijgad, il potenziamento dello scalo di Kathmandu, la realizzazione di due gallerie autostradali verso Rasuwagadi, l’avvio di uno studio di fattibilità sulla linea ferroviaria Kathmandu-Tarai Expressway, l’accelerazione della ferrovia Est-Ovest ( East-West Railway,) e l’aggiunta di almeno 10.000 MW di energia idroelettrica alla rete nel corso del decennio.
Qui si possono osservare con stupore due mappe e confrontare la zona colpita dalla recente alluvione e il corridoio della progettata ferrovia Kerung–Kathmandu.
(disponibile su Meta)
Per approfondimenti storici sui passaggi istituzionali del ampio piano di sviluppi, è possibile consultare i report dedicati sul portale ufficiale della Banca Asiatica di Sviluppo (ADB) e la rassegna Towards 2030.
La trasformazione della valle di Kathmandu in un sistema di smart cities e grandi infrastrutture ha incontrato la resistenza di diverse comunità locali. Il caso più emblematico è quello di Khokana e Bungamati, storici centri Newa nella parte meridionale della valle, dove gli abitanti contestano l’acquisizione di terreni agricoli e proprietà Guthi, legate a istituzioni religiose e culturali. La prevista Kathmandu–Terai/Madhesh Fast Track, insieme ad altri progetti di espansione urbana, rischia secondo i residenti di compromettere il paesaggio, le pratiche agricole e il patrimonio storico locale.
Le proteste riguardano anche l’assenza di consultazioni adeguate, l’incertezza sulle compensazioni e il timore di trasferimenti forzati.
Propongo di seguito la traduzione di un articolo del 2019 intitolato “Kathmandu Valley to get four smart cities in five years”, firmato da Sabina Karki.
La valle di Kathmandu avrà quattro città intelligenti in cinque anni
KATHMANDU: la Kathmandu Valley Development Authority ha programmato di trasformare l’attuale area urbana in quattro “città intelligenti” e sta procedendo rapidamente per rendere concreto il progetto.
L’Autorità è pronta a trasformare la capitale del Nepal in una città intelligente conforme agli standard internazionali, dotata di strutture moderne e di numerosi servizi, per offrire un’esperienza di alto livello a residenti, visitatori e turisti.
Il progetto preliminare per la costruzione delle città intelligenti nella valle di Kathmandu è pronto. Il DPR (Detailed Project Report, rapporto dettagliato di progetto) per la realizzazione della città intelligente di Bhaktapur era già stato preparato l’anno scorso, mentre quello relativo ad altre due città è stato completato nel primo mese dell’attuale anno finanziario.
L’Autorità è ancora in attesa del completamento del quarto DPR, necessario per trasformare Kathmandu in una città intelligente. Dopo che tutti e quattro i rapporti saranno stati presentati all’Autorità, verrà istituito un “Comitato per la gestione del progetto” per avviare i lavori sul territorio, ha dichiarato Bhaikaji Tiwari, commissario dell’Autorità.
Tutti e quattro i DPR saranno sottoposti al Consiglio dei ministri. Dopo l’approvazione, verranno reperite le risorse finanziarie necessarie a completare con successo il progetto delle città intelligenti. Tiwari ha aggiunto:
«Sono certo che tutte e quattro le città verranno trasformate in città intelligenti, dotate di infrastrutture moderne, non appena inizieranno i lavori».
Per il progetto delle città intelligenti, nell’anno fiscale nepalese 2075/076 BS il overno del Nepal aveva stanziato 180 milioni di rupie. Di questa somma, 120 milioni erano stati destinati al progetto della città di Bhaktapur, mentre i restanti 60 milioni erano stati distribuiti in parti uguali fra le altre tre città intelligenti proposte, con 20 milioni di rupie assegnati a ciascun progetto nella valle.
È così che il progetto della città intelligente di Kathmandu ha ricevuto 20 milioni di rupie dal bilancio federale complessivo di 180 milioni.
In base alla decisione adottata dal Kathmandu Valley Development Committee il 24 Baisakh 2074, sono state delimitate e riservate specifiche aree di terreno sulle quali realizzare le infrastrutture delle quattro città intelligenti proposte.
Le aree individuate per la costruzione delle quattro città intelligenti prendono il nome dalle direzioni utilizzate nell’antica tradizione edilizia, comunemente chiamata Vastu Shastra. Si tratta di:
Ishaan, nord-est;
Agneya, sud-est;
Nairitya, sud-ovest;
Uttar, nord.
Il DPR di Kathmandu-Ishaan è in fase di preparazione da parte di HelEnCo Architect JV e JJ Associates. Attualmente lo studio è in corso e, secondo Tiwari, il DPR definitivo dovrebbe essere completato con ogni probabilità nel mese nepalese di Mangsir, corrispondente al periodo compreso tra il 16 ottobre e il 15 novembre.
Ishaan-Kathmandu si estenderà su una superficie di 100.000 ropani — un’unità di misura nepalese; un ropani equivale a 508,74 metri quadrati, cioè 16 anna o 5.476 piedi quadrati. Secondo Tiwari, questa sarà la più grande delle quattro città intelligenti proposte.
La costruzione è già iniziata nella zona nord-orientale di Ishaan-Kathmandu, che si estende da Bhaktapur, a est, fino al passo di Telkot Bhanjyang, nella zona di Nagarkot.
A ovest, l’area raggiunge il campo da cricket di Jorpati, passando per Mulpani, Gothatar e il ponte Manohara di Bhaktapur. A nord, si collega a una strada che conduce al bazar di Sankhu.
Kathmandu-Agneya sarà la seconda città intelligente della valle di Kathmandu. Il relativo DPR è stato preparato dalla società MRC Nest/ADE. La città proposta coprirà un’area di 10.000 ropani.
Si estenderà da Surya-Binayak Chowk, situata lungo l’autostrada Arniko, fino alla parte più bassa della strada di uscita di fronte al tempio di Surya-Binayak.
A ovest comprenderà diversi punti importanti, tra cui Khahare Khola, la strada Balkot-Biruwa, Pani Tanki — la cisterna dell’acqua — e Balkot Amarnagar, arrivando fino all’Araniko Rajmarg.
A nord, Kathmandu-Agneya raggiungerà l’autostrada Arniko; a sud arriverà fino a Bhaktapur, includendo vari luoghi di interesse, tra cui Silamagal, la foresta di Ranikot, la zona di Anantligeshwor, Tarkhgaal, Patletaar, Biruwa e Khahare.
Il DPR della terza città intelligente, Kathmandu-Nairitya, è stato preparato dalla società TEAC Full-Bright Giocom JV, che ha già presentato il rapporto all’Autorità.
La città intelligente di Nairitya è stata progettata su un’area di 10.000 ropani. A est si estenderà fino a raggiungere il confine di Chhiyasi-kot e proseguirà verso Pharsidol e il ponte sospeso sul fiume Bagmati. A sud arriverà fino al fiume Bagmati.
Il quarto progetto, Kathmandu-Uttar, coprirà anch’esso un’area di 10.000 ropani. Comprenderà luoghi come Samakhushi, la strada di Tokha, Kabhre-sthali, Sapanatirtha e Greenland Chowk, oltre ad altre aree.
Il DPR di questa città intelligente è già stato completato.
Come sarà una città intelligente?
Una città intelligente è dotata in misura maggiore di tecnologie dell’informazione e della comunicazione — ICT — che servono a migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi urbani, come l’energia, i trasporti e le utenze. L’obiettivo è ridurre il consumo di risorse, gli sprechi e i costi complessivi.
Lo scopo principale di una città intelligente è migliorare sensibilmente la qualità della vita dei cittadini attraverso l’impiego di tecnologie avanzate. Le tecnologie utilizzabili possono essere numerose e non esiste un limite definitivo, poiché il settore continua a svilupparsi nel tempo.
L’introduzione di un’ampia gamma di tecnologie digitali ed elettroniche nella città e nelle sue comunità comporta tuttavia anche alcune difficoltà per i residenti, che dovranno imparare come comportarsi e utilizzare i nuovi servizi.
Una città intelligente dovrebbe disporre di una pianificazione urbana più efficiente, nella quale venga data priorità agli spazi aperti, ai parchi per bambini, alle aree dedicate allo sport e al gioco e ai parchi pubblici. Dovrebbe inoltre offrire soluzioni intelligenti per affrontare i cambiamenti climatici, servizi online per la vendita e la prenotazione, pagamenti digitali, acquisto online dei biglietti per autobus, treni e aerei, pagamento delle bollette attraverso internet e servizi bancari online.
Tutti i servizi più importanti sarebbero disponibili con un semplice clic, sia quelli pubblici sia quelli privati. Le diverse aree della città verrebbero progettate e assegnate in modo funzionale: zone residenziali, commerciali e industriali, ospedali, scuole, spazi aperti e altre strutture.
Data di pubblicazione: 25 agosto 2019,
Fonte: Khabarhub
Note bibliografiche per chi vuole approfondire
Smart cities nella valle di Kathmandu
- Khabarhub. (2019, 25 agosto). Kathmandu Valley to get four smart cities in five years.
Articolo orginale qui tradotto
Descrive le quattro città proposte — Ishaan, Agneya, Nairitya e Uttar —, le aree previste, i DPR e i finanziamenti iniziali. - The Himalayan Times. (2018, 28 giugno). DPR for four smart cities in valley within next year.
Leggi l’articolo
Utile per ricostruire la cronologia amministrativa del progetto e la preparazione dei rapporti dettagliati. - Maharjan, H. M. (2021, 24 settembre). Issues on Smart Cities. Martin Chautari.
Leggi l’analisi
Analizza criticamente l’origine del programma, il rapporto con il terremoto del 2015 e i problemi di pianificazione, trasparenza e partecipazione.
Aeroporto internazionale di Nijgadh
- The Kathmandu Post. (2022, 27 maggio). Supreme Court says no to Nijgadh airport over environmental concerns.
Leggi l’articolo
Fonte essenziale sulla decisione della Corte Suprema e sulle contestazioni relative alla foresta, alla valutazione ambientale e alla localizzazione dell’aeroporto. - The Himalayan Times. (2022, 30 giugno). Full text of verdict barring airport at Nijgadh out.
Leggi il resoconto
Riassume la sentenza della Corte Suprema e le motivazioni ambientali e procedurali. - Geschewski, A. (2022). A political ecology of aviation and development: An analysis of relations of power and justice in the (de)construction of Nepal’s Second International Airport. Journal of Political Ecology, 29.
Leggi l’articolo
Studio accademico utile per esaminare il conflitto tra sviluppo aeroportuale, tutela forestale, interessi economici e diritti delle popolazioni locali.
- Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights. (2024). Communication concerning the Kathmandu–Terai/Madhesh Fast Track Expressway Project.
Consulta il documento ONU
Documenta le preoccupazioni riguardanti gli abitanti Newar di Khokana e Bungamati, l’acquisizione delle terre e i possibili effetti sui diritti culturali e fondiari. - Cultural Survival. (2026, 13 luglio). Nepal’s New Government’s Fast Track Project Priority Sparks Conflict over Indigenous Newar Lands.
Leggi l’articolo
Offre un aggiornamento sulle proteste e sulla posizione delle comunità indigene Newar. - Community Empowerment and Social Justice Network. No Fast Track in Khokana and Bungamati.
Consulta il dossier
Raccoglie le principali opere che interessano la stessa area e le rivendicazioni locali.
- Nepali Times. (2025, 5 gennaio). Nepal train project struggles to stay on track.
Leggi l’articolo
Descrive i ritardi della ferrovia Est–Ovest, i problemi di acquisizione dei terreni e le preoccupazioni ambientali. - Lagani News. (2026, 19 agosto). Landowners demand compensation for East-West electric railway.
Leggi l’articolo
Documenta le richieste di compensazione avanzate dai proprietari dei terreni. - Japan International Cooperation Agency. Nepal: The Fifteenth Plan, fiscal years 2019/20–2023/24.
Consulta il rapporto
Fonte istituzionale per gli obiettivi nazionali relativi a ferrovie, energia, connettività e sviluppo al 2030.
- World Bank. (2016). Energy Projects in Nepal: Options for Conflict-Sensitive Development.
Scarica il rapporto PDF
Esamina i conflitti legati alle opere energetiche e propone una maggiore partecipazione delle comunità nella progettazione. - Saklani, U. The case of Arun-III in Nepal. FutureDAMS Working Paper 017.
Scarica lo studio
Analizza gli effetti sociali e territoriali di un grande progetto idroelettrico nella valle dell’Arun.
- NEFEJ. (2020). Environmental Impacts of Melamchi Water Supply Project.
Scarica il rapporto PDF
Utile per gli impatti su fiumi, irrigazione, pesca, mulini ad acqua, alberi e popolazioni locali. - Asian Development Bank. Melamchi Water Supply Project: Safeguard Case Study.
Consulta il documento
Presenta le controversie relative a consultazione, compensazioni e tutela delle persone coinvolte. - Reddy, V. R. et al. (2013). Contesting large-scale water supply projects at both ends of the pipe in Kathmandu and Melamchi Valleys, Nepal.
Scheda bibliografica
Studio accademico sul conflitto tra il fabbisogno idrico di Kathmandu e gli interessi delle comunità della valle di Melamchi.
Fonti sul terremoto e la ricostruzione
- Government of Nepal, National Planning Commission. (2015). Nepal Earthquake 2015: Post Disaster Needs Assessment.
Scarica il rapporto della Banca Mondiale
Documento fondamentale sui danni, i costi della ricostruzione e il principio del build back better. - Japan International Cooperation Agency. Kathmandu Valley Resilient Plan.
Consulta il rapporto JICA
Riguarda la pianificazione urbana dopo il terremoto e la ricostruzione della valle.
Fonte di sintesi sul “Nepal 2030”
- Nepali Times. (2019, 20 dicembre). Nepal in 2030.
Leggi l’articolo
Riassume la visione nazionale che collegava smart cities, aeroporti, ferrovie, autostrade, energia idroelettrica e maggiore connettività regionale.
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