La Russia ha inviato un convoglio senza precedenti di petroliere soggette a sanzioni lungo la Rotta del Mare del Nord, portando quasi venti navi a meno di 500 miglia nautiche dal Polo Nord. Si tratta di una delle rotte commerciali più settentrionali mai percorse da una flotta di queste dimensioni, utilizzata per trasportare greggio dai terminal artici verso i mercati asiatici…La scelta di questa rotta è stata determinata dalle particolari condizioni dei ghiacci. La persistente presenza di banchisa nello Stretto di Vilkitsky ha infatti spinto le autorità russe a deviare il traffico commerciale a nord dell’arcipelago di Severnaya Zemlya, lungo un percorso che, secondo gli esperti di navigazione artica, non era mai stato utilizzato da una flotta commerciale di queste dimensioni. Più a est, tuttavia, la navigazione resta complessa e tre rompighiaccio nucleari russi sono impegnati nella scorta delle navi lungo il tragitto. Vedi qui https://www.shipmag.it

La Russia con la flotta ombra verso il Polo Nord

Di Abele Carruezzo

(Petroliere sulla NSR o dirette verso l’Artico il 3 agosto 2026; fonte MagicPort Maritime Intelligence)

La Russia ha inviato un convoglio -la prima volta – di petroliere autorizzate fino a 500 miglia nautiche dal Polo Nord, su una delle rotte commerciali più settentrionali mai tentate nell’Artico

Mosca. La Northern Sea Route (NSR) corre lungo le coste artiche della Russia e sta diventando sempre più navigabile grazie al ritiro dei ghiacci artici, accelerato dal cambiamento climatico. La rotta può ridurre la distanza tra l’Estremo Oriente e l’Europa di circa il 40%, traducendosi in un risparmio di 10-15 giorni di navigazione rispetto al Canale di Suez. 

La NSR è percorribile senza rompighiaccio solo per pochi mesi all’anno, tipicamente da luglio a ottobre, anche se alcune sezioni possono essere navigate in inverno con navi rinforzate e con rompighiaccio. La navigazione richiede navi con Ice-Class, equipaggi specializzati e spesso l’assistenza di rompighiaccio nucleari russi, aumentando i costi operativi.

La rotta ha un ruolo strategico per la Russia e la Cina, in particolare per il trasporto di idrocarburi e gas naturale liquefatto, creando un asse economico alternativo ai canali tradizionali e aggirando alcune sanzioni occidentali. 

Su questa rotta nell’Artico, la Russia ha assemblato una flotta – senza precedenti – di petroliere mentre accelera le esportazioni di greggio verso l’Asia. La rotta passa a 81° Nord – circa 10° più a Nord rispetto a Utqiagvik, Alaska – che si trova a circa 71° di latitudine Nord.

Si tratta di navi che trasportano circa 8 milioni di barili di petrolio già in transito o in attesa di entrare nella rotta marittima NRS, coperta di ghiaccio.

Più di una dozzina di petroliere Suezmax, Aframax e di medio raggio erano già in navigazione, lo scorso 3 agosto, lungo la rotta o raccolte nel Mare di Kara, probabilmente in attesa di rompighiaccio nucleari o di condizioni migliori del ghiaccio prima di proseguire verso Est.

Del convoglio nel Mar di Kara, fanno parte la Suezmax Dinasty, cinque petroliere Aframax – Viktor Bakaev, Vostochny Prospect, Liteyny Prospect, Jagger e Ligovsky Prospect – insieme a diverse petroliere di medio raggio.

Nella posizione attuale della flotta – fonte MagicPort Maritime Intelligence – solo quattro navi operano più a Nord: il rompighiaccio svedese Oden, il rompighiaccio polare cinese Xue Long, il rompighiaccio da ricerca norvegese Kronprins Haakon e la nave da spedizione Ice-Class Virgo; lo testimoniano immagini satellitari della flotta riportate lo scorso 5 agosto (Sentinel 1 ).

Invece di utilizzare lo Stretto di Vilkitsky, la tradizionale porta d’accesso tra i Mari di Kara e Laptev a Sud dell’arcipelago Severnaya Zemlya, quasi venti petroliere sono state instradate a Nord delle isole attraverso acque oltre 81° di latitudine Nord.

Gli esperti di navigazione artica affermano di non ricordare traffici commerciali di questa portata utilizzando questa rotta, rendendo l’operazione senza precedenti nonostante viaggi isolati dell’era sovietica di diversi decenni fa.

Le difficoltà sono emerse la scorsa settimana quando la petroliera Aria ha invertito rotta nel Mar della Siberia orientale il 31 luglio, probabilmente a causa delle forti condizioni di ghiaccio imminenti.

La Russia ha progressivamente ampliato le esportazioni di greggio artico verso Est negli ultimi anni, mentre reindirizza le spedizioni di energia verso l’Asia a seguito delle sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina.

Il convoglio di questa settimana rappresenta tuttavia una nuova strategia nella navigazione commerciale Artica.

Abele Carruezzo

FONTE https://www.ilnautilus.it/trasporti/2026-08-07/la-russia-con-la-flotta-ombra-verso-il-polo-nord_193024/

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