Could space become the world’s next power plant?
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Persino il National Geographic ormai riferisce di alcuni progetti davvero spaventosi del passato e spiega che già un secolo fa si sognavano stazioni spaziali dalle quali si voleva intervenire sulle condizioni della Terra. Il nome del genio da citare in questo contesto è Herman Oberth, che dopo la fine della seconda guerra mondiale fu portato negli Stati Uniti ( via operazione «Paperclip»), dove collaborò con Wernher von Braun, di cui era stato maestro.
Non si tratta più affatto di progetti di fantascienza, come quelli ideati da Oberth: viene annunciato apertamente che si intende collocare «soli artificiali» in quota. Cosa sta realmente succedendo in alto? Da fonti attendibili sappiamo che nel settore militare si è in anticipo di decenni rispetto alla realtà che conosciamo. Il giovane regista Roland Emmerich ne aveva conoscenza di certi progetti. Il suo film di esordio del 1984 parla proprio di questo.
Comunque sia,.le fantasie dei visionari stanno diventando realtà. Sono previsti 50.000 Satelliti specchio in orbita entro il 2035.
Ma veniamo all’articolo del National Geographic.
La folle idea di Hitler per sconfiggere l’URSS con una «macchina del tempo»
Gli ingegneri nazisti hanno elaborato un progetto di geoingegneria per vincere la Seconda guerra mondiale che sembra uscito da Star wars.
Abel G.M.
Durante la Seconda guerra mondiale, il Terzo Reich prese in considerazione idee sempre più folli per sconfiggere i propri nemici. Nel pieno della corsa agli armamenti degli anni quaranta, Hitler era convinto che la vittoria sarebbe stata ottenuta grazie alla superiorità tecnologica della Germania. Ciò diede il via a una vera e propria valanga di progetti bizzarri, dalle armi soniche ai cannoni orbitali.
Tra questi spicca un progetto dimenticato negli archivi tedeschi che all’epoca sembrava pura fantascienza: una stazione spaziale con uno specchio gigante per deviare la luce solare e alterare il clima terrestre, dotata di uno specchio concavo di quasi due chilometri di diametro, in grado di concentrare i raggi solari e dirigerli verso punti specifici della terra.
Questo progetto aveva un duplice obiettivo. Da un lato, quello più «normale» era quello di riscaldare le regioni fredde del Reich per renderle abitabili tutto l’anno: questo sarebbe stato particolarmente importante nell’ambito dei piani per invadere l’Unione Sovietica e trasformarla nello «spazio vitale» per lo sviluppo del «Reich dei mille anni». Dall’altro lato, Hitler voleva un’arma in grado di generare calore sufficiente per incenerire città e prosciugare i campi.
Era possibile?
Sebbene sembri un romanzo di fantascienza, l’idea fu presa sul serio per un certo periodo da scienziati tedeschi come Hermann Oberth, uno dei pionieri dell’astronautica. Oberth immaginava una gigantesca struttura metallica in orbita geostazionaria, dove gli astronauti avrebbero vissuto e controllato lo specchio come se fosse una lente cosmica.
Questo progetto non è nato dal nulla, ma da un’idea dell’astronomo tedesco Johannes Kepler, che già nel XVII secolo aveva ipotizzato l’uso di specchi per deviare la luce solare. Lo stesso Oberth, prima dell’ascesa del nazismo, pubblicò un’opera in cui descriveva una stazione spaziale simile per illuminare le regioni buie del pianeta.
Ma nelle mani del regime nazista, il concetto fu deviato verso fini militari: si parlava di creare siccità artificiali sul fronte russo, incendiare foreste nei Paesi nemici, far bollire il mare o persino sciogliere i poli per far salire il livello del mare e inondare le zone costiere della Gran Bretagna. Questo è stato interpretato come una prova della crescente alienazione mentale di Hitler, disposto ad alterare il clima dell’intero pianeta per sconfiggere i suoi nemici.
Naturalmente, il progetto era completamente irrealizzabile con la tecnologia dell’epoca. La metallurgia non permetteva di costruire uno specchio così grande, non esisteva ancora alcun modo per lanciarlo nello spazio (lo sviluppo dei razzi era ancora agli albori) e i sistemi di controllo sarebbero stati impensabili anche decenni dopo. Inoltre, calcolare l’orientamento preciso per incidere con il calore su un punto della terra dallo spazio era, di per sé, pura fantasia. Le stime più ottimistiche indicavano che per sviluppare quest’arma sarebbero stati necessari almeno cinquant’anni.
Considerando che Hitler sperava di vincere la guerra contro l’URSS in pochi mesi, è comprensibile che il progetto fosse stato scartato. Il cosiddetto Sonnengewehr o «raggio solare» non è mai andato oltre la fase progettuale, ma il solo fatto che sia stato preso in considerazione è molto rappresentativo di un momento in cui scienza, potere e fantasia delirante si sono combinati in un mix pericoloso. L’ossessione di controllare le forze della natura ha portato il regime nazista a proporre soluzioni tanto grandiose quanto inutili, al limite della follia tecnologica.
Ma la cosa più inquietante è che alcune di queste follie non scomparvero del tutto con la fine della Seconda guerra mondiale e, durante la Guerra fredda, gli Stati Uniti ripresero l’idea degli specchi orbitali in preparazione contro lo spettro sempre presente di un conflitto imminente con l’URSS. Fortunatamente, anche in questo caso l’idea non passò dalla carta alla realtà.
FONTE https://www.storicang.it/a/folle-idea-di-hitler-per-sconfiggere-lurss-macchina-tempo_17419
Hermann Julius Oberth (Sibiu, 25 giugno 1894 – Feucht, 28 dicembre 1989) è stato un fisico tedesco, nato all’epoca nell’Impero austro-ungarico, e uno dei pionieri della missilistica e dell’astronautica.
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PIANI MILITARI PER LO SPAZIO – IL SOLAR SATELLITE PROJECT DEL 1968 (SPS)
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