La crescita delle puntate e i rischi di incentivare la criminalità.

Francesca Santolini

Che temperatura farà a Roma alla fine di agosto? Quanti ettari bruceranno in Spagna? Il 2026 sarà l’anno più caldo della storia? Sulle piattaforme di prediction market (mercati predittivi) il futuro del clima ha ormai un prezzo.

È uno degli sviluppi più curiosi e inquietanti della nuova economia delle previsioni: gli eventi climatici sono diventati materia da scommessa. Non soltanto le elezioni, le guerre o le partite di calcio, anche le ondate di calore, gli uragani, gli incendi, lo scioglimento dei ghiacci.

Le piattaforme più note sono Polymarket e Kalshi. Il meccanismo è semplice: gli utenti comprano e vendono contratti legati all’esito di un evento futuro. Il prezzo del contratto cambia in base alla domanda e, almeno in teoria, riflette la probabilità (stimata) che quell’evento si verifichi.

Nel gennaio 2025, mentre Los Angeles era devastata dagli incendi, su Polymarket era possibile scommettere sull’estensione delle fiamme nella zona di Pacific Palisades e, secondo i media locali, le puntate complessive sugli incendi arrivarono a circa 1,2 milioni di dollari.

Ed è proprio il confine tra scommessa e mercato a rendere interessante, e controverso, il fenomeno.

La questione non è soltanto etico-estetica, e cioè il modo in cui una catastrofe viene rappresentata sulla piattaforma. C’è anche un possibile incentivo economico di tipo criminale: se un incendio diventa un evento sul quale si può guadagnare, qualcuno potrebbe avere interesse a provocarlo o ad alimentarlo. È una possibilità estrema, ma sufficiente a mettere in discussione l’opportunità stessa di creare questi mercati. Eppure i numeri sulle scommesse climatiche sono esplosi. Una ricerca dell’Università nazionale di economia del Vietnam, ha esaminato 353 milioni di transazioni relative a 429 mila contratti su Kalshi e Polymarket tra luglio 2021 e dicembre 2025. Secondo lo studio, i mercati legati a clima e meteo hanno rappresentato il 13% delle scommesse disponibili e il 6,8% delle transazioni, per un valore complessivo di circa 279 milioni di dollari.

IL DOSSIER

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Nei primi nove mesi del 2025, sostiene la ricerca, sugli eventi meteorologici sono stati scambiati 125 milioni di dollari: quasi il doppio dell’intero volume del 2023.

E non tutti gli eventi suscitano lo stesso interesse. Le temperature quotidiane generano un’attività più costante, mentre uragani, grandi tempeste e incendi producono picchi improvvisi.

È la logica dell’economia dell’attenzione applicata alla catastrofe: più l’evento è spettacolare, più diventa interessante. E più è interessante, più denaro vi affluisce.

In Italia, almeno per ora, non esiste una piattaforma sulla quale sia possibile puntare denaro, per esempio, sulla temperatura massima di Milano o sulla superficie che verrà bruciata dagli incendi durante l’estate. Il motivo è soprattutto regolatorio. Nel nostro Paese il gioco a distanza con vincite in denaro è sottoposto alla disciplina pubblica e alla vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’Adm. Polymarket non è un operatore autorizzato e oggi il suo dominio compare nell’elenco dei siti di gioco sottoposti a inibizione pubblicato dall’Adm il 5 agosto.

FONTE https://www.lastampa.it/cronaca/2026/08/20/news/dagli_incendi_agli_uragani_il_business_milionario_delle_scommesse_sul_clima-15718120/

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