Nell’era delle armi nucleari

Germania e Francia lanciano i primi esercizi militari concreti per una cooperazione in caso di eventuale impiego dell’arma nucleare francese. Parallelamente, prosegue il dibattito su una «bomba tedesca».

20 luglio 2026 PARIGI/BERLINO (dalla nostra redazione) – Germania e Francia hanno condotto le loro prime esercitazioni concrete in vista di una cooperazione nell’ambito di eventuali interventi francesi che coinvolgano armi nucleari. In occasione del Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza, tenutosi venerdì presso la base aerea di Nörvenich, a sud-ovest di Colonia, due aerei da combattimento Mirage delle forze nucleari francesi e due Eurofighter tedeschi hanno effettuato esercitazioni, tra cui rifornimenti in volo. È previsto per quest’autunno l’invio di militari tedeschi come osservatori a un’esercitazione francese riguardante le armi nucleari. Questa iniziativa rientra nella strategia di «deterrenza avanzata» che il presidente Emmanuel Macron ha presentato pubblicamente il 2 marzo e che prevede il coinvolgimento di altri Stati europei, inclusa la Germania. Tuttavia, gli Stati coinvolti non devono partecipare né a un’eventuale decisione sull’uso di armi nucleari, né alle decisioni riguardanti la pianificazione di tali operazioni. Parigi mantiene così il comando esclusivo. Ecco perché Berlino si è a lungo opposta. Inoltre, il dibattito su una «bomba tedesca» continua nella Repubblica Federale.

La «deterrenza avanzata»

Il nuovo concetto di «deterrenza avanzata» è stato presentato il 2 marzo dal presidente francese Emmanuel Macron durante un discorso programmatico sull’arma nucleare francese, tenutosi presso la base navale dell’Île Longue, in Bretagna, dove sono di stanza i sottomarini nucleari della forza di deterrenza francese (Force de dissuasion nucléaire française). In questo discorso, in cui ha evocato l’inizio di una nuova «era delle armi nucleari», Macron ha annunciato diversi cambiamenti riguardanti gli organici e la dottrina delle forze nucleari francesi. Pertanto, la Francia aumenterà il numero delle proprie testate nucleari, finora stimato a 290, senza tuttavia specificare esattamente quante ne deterrà in futuro. Questa strategia mira a creare incertezza negli avversari potenziali, così come il fatto che le «linee rosse» della Francia non siano «del tutto chiaramente identificabili».[1] Secondo la riflessione strategica sottostante, tale incertezza rafforza l’effetto deterrente. Quest’ultimo dovrebbe derivare anche dal fatto che i danni che comporterebbe un ricorso alle armi nucleari francesi non sono più descritti come «inaccettabili», ma come talmente massicci che lo Stato colpito, indipendentemente dalle sue dimensioni, non potrebbe «più riprendersi».[2]

La componente europea

La componente europea della nuova strategia nucleare prevede diversi elementi. Da un lato, i caccia Rafale, dotati di capacità nucleare e appartenenti alle forze nucleari francesi, saranno schierati su basi in altri paesi europei, ma solo in modo temporaneo, e non permanente come nel quadro della «condivisione nucleare» delle armi nucleari USA. Questo schieramento temporaneo mira a «complicare i calcoli dei nostri avversari», ha spiegato Macron.[3] È inoltre previsto di associare i partner della cooperazione nucleare ai dibattiti strategici comuni. Al contrario, non verrà loro concesso alcun diritto di veto sull’impiego delle armi nucleari né sulla sua pianificazione. Gli «interessi vitali», la cui protezione richiede le forze nucleari, continueranno inoltre a essere definiti esclusivamente dalla Francia. Di conseguenza, non può esserci per i partner europei di cooperazione alcuna «garanzia nel senso stretto del termine». Tuttavia, un attacco contro di loro colpirebbe, per il solo fatto dello stretto intreccio dei paesi europei, gli interessi fondamentali della Francia. Gli interessi fondamentali della Francia, e quindi le sue «linee rosse», sono dunque legati strutturalmente nel modo più stretto a quelli degli altri Stati europei.

Opzioni di partecipazione attiva

Riguardo alle opzioni di partecipazione attiva dei partner europei alla «deterrenza avanzata», Macron ha dichiarato il 2 marzo che, in primo luogo, si potrebbe prendere in considerazione un supporto in materia di ricognizione satellitare e radar. Si tratterebbe di rilevare i missili nemici in arrivo.[4] In secondo luogo, sarebbero necessarie «misure rafforzate di difesa aerea e protezione» contro i «missili e droni» in arrivo. In terzo luogo, si tratta di mettere in atto «capacità di attacco in profondità», lontano nell’entroterra nemico. Incentrando tutto ciò in modo intensivo sulle forze nucleari francesi, Parigi si dota di una posizione forte nella corsa agli armamenti del continente. Secondo Macron, lo «scudo nucleare» francese non deve in alcun caso sostituire la «condivisione nucleare» nel quadro della NATO, ma semplicemente completarla. La Germania sarebbe un «partner chiave». Già all’inizio di marzo, anche Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Polonia, Danimarca e Svezia si sono uniti all’iniziativa parigina. A maggio si è aggiunta la Norvegia – un passo considerato piuttosto notevole, poiché la Norvegia è considerata un paese molto orientato verso gli Stati Uniti.[5] Anche l’Estonia sta valutando di partecipare a questa «deterrenza avanzata».[6] Altri Stati potrebbero seguire.

Gruppo di pilotaggio nucleare

Fin dal 2 marzo, Macron e il cancelliere federale Friedrich Merz hanno firmato una dichiarazione d’intenti in cui annunciavano la creazione di un gruppo di pilotaggio nucleare; questo doveva costituire il «quadro degli scambi in materia di politica di difesa e del coordinamento delle misure strategiche». Si trattava in particolare di identificare, per la «deterrenza nucleare», la «combinazione adeguata di capacità convenzionali, difesa antimissile e capacità nucleari francesi».[7] Già all’epoca si parlava di una prima «partecipazione convenzionale della Germania a esercitazioni nucleari francesi» prevista nel corso di quest’anno. Parallelamente, erano previste «visite congiunte a installazioni strategiche».

Prime esercitazioni

Nel quadro del Consiglio di difesa e sicurezza franco-tedesco, tenutosi venerdì scorso presso la base aerea di Nörvenich, a sud-ovest di Colonia, sono stati compiuti i primi passi concreti. Il giorno precedente, due caccia Mirage delle forze nucleari francesi avevano effettuato le loro prime esercitazioni comuni con due Eurofighter dell’aeronautica militare tedesca, durante le quali sono stati riforniti da un aereo cisterna francese del modello MRTT Phenix; sono poi atterrati alla base di Nörvenich.[8] Lì sono stati sistemati in un hangar dove venerdì si è tenuto il Consiglio di difesa e sicurezza franco-tedesco; i media hanno diffuso foto che mostravano Merz, Macron e i ministri degli Esteri e della Difesa dei due paesi riuniti in riunione accanto ai caccia. In autunno, i soldati tedeschi dovrebbero essere invitati per la prima volta nel centro di comando sotterraneo di Taverny, vicino a Parigi, per partecipare come osservatori all’esercitazione annuale delle forze nucleari francesi battezzata «Poker», che si tiene quattro volte l’anno.[9] L’anno scorso, ufficiali britannici erano stati invitati per la prima volta a un’esercitazione di questa serie.

La bomba tedesca

Un’integrazione nella sua «deterrenza nucleare» era stata proposta più volte dalla Francia alla Germania; Macron lo aveva già fatto nel 2020.[10] Finora, Berlino aveva sempre declinato questa offerta, poiché Parigi si riserva la decisione su un eventuale impiego delle armi nucleari. Venerdì, Macron ha voluto sottolineare con insistenza che la Francia continua a finanziare interamente con i propri mezzi le sue forze nucleari. Ciò riveste un’importanza particolare, poiché un cofinanziamento potrebbe giustificare una richiesta di partecipazione alle decisioni. Parigi vi si oppone categoricamente. Nella Repubblica Federale, il dibattito sull’acquisizione di armi nucleari proprie prosegue dunque. La Fondazione Konrad Adenauer, vicina alla CDU, ha ad esempio annunciato per il 24 giugno un dibattito sul tema: «Il ritorno della questione nucleare – La Germania ha bisogno della bomba atomica?».[11] Come sottolinea la fondazione, questa «vecchia questione» si pone ora «di nuovo».

[1] Discorso del Presidente sulla deterrenza nucleare. uk.diplomatie.gouv 04.03.2026.

[2] Chloé Hoorman: «La dissuasion nucléaire française fait un grand pas vers l’Europe» [La deterrenza nucleare francese fa un grande passo verso l’Europa]. lemonde.fr, 3 marzo 2026.

[3], [4] Discorso del Presidente sulla deterrenza nucleare. uk.diplomatie.gouv 04.03.2026.

[5] La Norvegia si unisce all’iniziativa francese sulla deterrenza nucleare, l’autonomia europea si organizza. radiofrance.fr 29.05.2026.

[6] Fabrice Wolf: L’Estonia si dice pronta a discutere dell’estensione dell’ombrello nucleare francese. meta-defense.fr 10.03.2026.

[7] Dichiarazione congiunta del Presidente Macron e del Cancelliere Merz. elysee.fr 2 marzo 2026.

[8] Starkes Duo für Europa: Deutsch-Französischer Verteidigungs- und Sicherheitsrat [Un duo forte per l’Europa: Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza]. bmvg.de 17.07.2026. Conclusioni del Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza del 17 luglio 2026. elysee.fr, 17 luglio 2026.

[9] Michaela Wiegel, Matthias Wyssuwa: Gemeinsam abschrecken [Dissuadere insieme]. Frankfurter Allgemeine Zeitung 18.07.2026.

[10] Si veda a tal proposito: Ein Nuklearschild für die EU [Uno scudo nucleare per l’UE].

[11] Konrad-Adenauer-Stiftung: Gegenwart und Zukunft der Kriegsführung. Politisches Bildungsforum Sachsen [Fondazione Konrad Adenauer: Presente e futuro della guerra. Forum di educazione politica della Sassonia].

FONTE https://www.german-foreign-policy.com/fr/news/detail/10485

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