Almeno 150 nazioni al mondo usano l’analisi biometrica per indagini o attività repressive. Dalla Dfesa Usa a Cina e Russia fino al caso di Israele. In Europa i limiti più stringenti
(afp)
Nel campo dell’analisi dei dati biometrici e facciali, c’è una società che è il punto di riferimento globale. Si chiama Clearview Ai. Ed è statunitense. È il motore di ricerca di volti della polizia americana. Ha miliardi di immagini di decine di milioni di cittadini. Il suo è per molti il sistema migliore al mondo. Ma nell’analisi dei dati a fini repressivi, per rimanere negli Usa c’è un’altra società che è lo standard globale. Palantir. La società fondata da Peter Thiel. Quella che è diventata il braccio tecnologico della Difesa degli Stati Uniti. Clearview è l’occhio. Palantir la mente. Pentagono e agenzie federali lavorano sul campo. Washington è solo uno dei modelli dell’uso dell’Ai e del riconoscimento biometrico nel mondo. Un modello non applicabile nelle stesse forme in Europa. Non con le leggi dell’Ai Act che fanno da schema legislativo anche ai decreti approvati in Italia.
Ma i software migliori vengono al momento da lì. Dai laboratori e dalle aziende della Silicon Valley. Secondo i report più recenti almeno 150 nazioni nel mondo usano sistemi di analisi biometrica e facciale per il controllo del territorio, le indagini, le azioni repressive. Diversi i modelli. Alcuni sono più rigidi, come le grandi autocrazie orientali. Altri lo sono molto meno, come in Europa, continente che da questo punto di vista è un’isola felice. Altri si mettono nel mezzo, come gli Usa.
Dalla parte opposta abbiamo la Cina. Pechino ha affidato la sorveglianza pubblica al più potente e ramificato sistema di telecamere di videosorveglianza al mondo. Si chiama Skynet e conta oltre 600 milioni di telecamere. Occhi e analisi sono concentrati soprattutto nelle grandi città dove la densità demografica rende la sorveglianza fattibile. I software di Pechino possono analizzare i volti in tempo reale: tratti somatici, caratteristiche, capaci di individuare un sospetto. Il sistema traccia i movimenti gli spostamenti, analizza la camminata, l’abbigliamento. La sua accuratezza è stimata intorno al 99,8%, secondo le autorità di Pechino. Skynet aggrega dati video con altre informazioni digitali. E lo fa con società in larga parte pubbliche, tranne l’appalto di rami a privati.
Sistema analogo, in Russia. Il riconoscimento facciale e la video analisi sull’Ai è sviluppato da una società privata ma partecipata in modo significativo da Mosca. Il suo software di punta si chiama FindFace. Nome inglese, che significa “trova facce”. Nata nel 2016, oggi è una piattaforma di sorveglianza di massa tra le più invasive al mondo. Efficiente, è in grado di elaborare simultaneamente migliaia di flussi video provenienti da telecamere a circuito chiuso. Riconosce attributi delle persone, corpo, abbigliamento, accessori ricorrenti nello stile. Traccia veicoli e movimenti. È l’occhio che sorveglia Mosca giorno e notte. Ha limitazioni molto contenute rispetto.
Israele per ragioni storiche e geografiche usa diversi sistemi. Tutti sviluppati dal potente apparato tecnologico di Tel Aviv. Il più noto è Blue Wolf, un sistema usato dall’esercito israeliano nei territori occupati della Cisgiordania. Sviluppato per tracciare gli spostamenti della popolazione palestinese, ha sollevato diverso polemiche internazionali. I soldati lo possono usare come un’app per lo smartphone. Scattano foto ai palestinesi in strada, o ai posti di blocco, e li identificano. Immagini che vengono raccolte e analizzate nei database che ridà l’immagine con una peretta: rosso, verde o giallo, in relazione al grado di pericolosità riscontrata. Ma sistemi di sorveglianza biometrica sono usati anche in Iran (tecnologia e software russi), in tutti i paesi dell’America latina, del Medio Oriente, dell’Asia centrale.
Tutti con leggi meno restrittive dell’Europa. Isola felice dei diritti che però rischia di scontrarsi con una realtà frammentata, aggressiva e in rapida evoluzione.
FONTE https://www.lastampa.it/cronaca/2026/06/11/news/la_sorveglianza_totale_dei_governi_attraverso_l_ai-15654648/
Sorveglianza multi-dominio, a Pisa il confronto sulla sicurezza del futuro
La crescente integrazione tra spazio, mare, ambiente digitale e infrastrutture terrestri è stata al centro del workshop “Dallo spazio al mare: un ecosistema digitale per la sorveglianza multi-dominio e la difesa del territorio”, organizzato il 29 maggio a Pisa dal Laboratorio Nazionale di Radar e Sistemi di Sorveglianza (RaSS) del CNIT in occasione del quindicesimo anniversario dalla sua fondazione.
L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dell’industria per discutere le prospettive della sicurezza e della difesa multi-dominio in un contesto tecnologico in rapida evoluzione: radar, cybersicurezza, spazio, sorveglianza marittima e innovazione tecnologica.
La Direzione Nazionale degli Armamenti (DNA) ha partecipato all’evento con il personale del III Reparto Innovazione Tecnologica, che ha illustrato le principali sfide tecnologiche per il comparto Difesa e le linee di sviluppo della ricerca militare italiana nei prossimi anni. È stato anche evidenziato il ruolo della DNA nel favorire la collaborazione tra Forze Armate, industria, università e centri di ricerca, sostenendo lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie innovative.
Particolare attenzione è stata dedicata alle tecnologie emergenti destinate a influenzare il settore della sicurezza, tra cui intelligenza artificiale, sistemi autonomi, tecnologie quantistiche, capacità spaziali e underwater e architetture multi-dominio. Soluzioni che trovano applicazione anche nella protezione delle infrastrutture critiche, nel monitoraggio ambientale e nella sicurezza del territorio.
Nel corso del workshop è stato inoltre presentato l’insieme delle iniziative e degli strumenti di supporto alla ricerca e all’innovazione promossi dalla DNA a livello nazionale, europeo e NATO, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra università, startup, PMI innovative e grande industria.
L’incontro ha confermato l’importanza della cooperazione tra istituzioni, ricerca e industria come elemento chiave per trasformare l’innovazione tecnologica in capacità operative e opportunità di sviluppo per il Paese. FONTE https://www.difesa.it/dna/notizie/sorveglianza-multi-dominio-a-pisa-il-confronto-sulla-sicurezza-del-futuro/101492.html
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Società della sorveglianza – Infografiche https://www.tni.org/en/surveillance-society

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