Di Maria Heibel
Poiché da molti anni si parla dell’alluminio come causa principale di avvelenamenti e ciò viene attribuito soprattutto alle sostanze che cadono dal cielo, con particolare attenzione alle scie degli aerei, vorrei segnalare a questo proposito due articoli.
C’è una causa fondamentale che viene trascurata e, quando l’ho scoperta, ne sono rimasto estremamente sorpreso. Le piogge acide, un problema noto da decenni, dissolvono l’alluminio presente in abbondanza nella crosta terrestre sotto forma di composti e lo rilasciano nell’ambiente, rendendolo un fattore pericoloso.
Non c’è quindi da stupirsi che l’alluminio libero sia onnipresente, e questo nesso con le piogge acide non è stato approfondito abbastanza.
Negli anni ’80 e ’90 si parlava solo di pioggia acida. Cosa è successo? La pioggia ha smesso di essere acida?
Sembra esserci una sorta di blocco mentale che rende difficile aprire lo sguardo su questa prospettiva a coloro che credono di aver già individuato la causa di tutti i mali. È tutto più complesso di quanto si pensi.
Ciò che emerge chiaramente dall’analisi del ruolo delle piogge acide è che dobbiamo senza dubbio considerare l’inquinamento atmosferico nella sua totalità.
L’alluminio è presente nel nostro cibo (vedi qui, qui e qui), nell’approvvigionamento idrico e del suolo (vedi qui), nell’ aria e in numerose altre fonti di uso quotidiano per cui la maggioranza delle persone soffre di un certo grado di tossicità (anche elevato) da alluminio.
L’alluminio è il secondo elemento più comune e il metallo più abbondante nella crosta terrestre. È presente in tutti i terreni. Esso costituisce circa il 8,2 per cento della crosta terrestre. È presente in diverse forme, molti dei quali non influenzano la crescita vegetale o animale. La forma che produce tossicità di alluminio nelle piante è un catione solubile di alluminio, Al +++. Alluminio non esiste come metallo libero. Alluminio puro non è stato estratto fino al 1825 (da Hans Oersted). Diventa alluminio solubile quando si stacca ed è libero nel suolo. Anni fa avevo scoperto diversi brevetti relativi allo sviluppo di piante resistenti all’alluminio. VEDI QUI
Mentre ascoltavo di recente la presentazione della petizione per l’EPA sono rimasta sconcertata da un punto specifico, il che mi ha portato ad approfondire un argomento che negli ultimi anni avevo completamente trascurato: le piogge acide e le conseguenze che riguardono l’alluminio.
Da anni l’attenzione per il problema delle piogge acide sembra essere diminuita; nell’opinione pubblica è addirittura scomparsa del tutto.
La petizione americana all’EPA mi ha invece spinta a pormi nuovamente alcune domande. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che negli ultimi anni abbiamo riscontrato ovunque un vero e proprio avvelenamento da alluminio.
E la causa di ciò è stata attribuita a ciò che cade dal cielo, con particolare attenzione a ciò che lasciano dietro di sé le scie degli aerei. Si pensava quindi che cadesse direttamente dall’alto.
VEDI QUI: GLI EFFETTI DELLE PIOGGE ACIDE SUGLI ECOSISTEMI
A questo proposito vorrei segnalare nuovamente un testo di Paolo de Santis che avevo pubblicato anni fa. Paolo aveva analizzato più volte il pH dell’aria, ottenendo risultati preoccupanti.
Scrisse Paolo: l recente articolo che vi allego, fornisce in modo chiaro le correlazioni, in molti casi strettissime, tra l’uso di questa sostanza in agricoltura e molte patologie gravi. Anche per il Glifosato, come per il Fluoro, esiste una sinergia con l’Alluminio, che ne aumenta la tossicità.
A titolo di assaggio, vi riporto una figura e relativi commenti presi dal lungo articolo. Da questo scenario di orrori non si salvano né i vegetariani né i carnivori…… Paolo de Santis
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