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In realtà, il titolo dovrebbe essere più lungo: Programmi di manipolazione meteorologica nel Bihar, in India (GROMET I), in Vietnam (POPEYE), nelle Filippine (GROMET II) fino a GROMET III a Okinawa, in Giappone, con il coordinamento fondamentale di Pierre Sain Amand. Il Progetto GROMET era un programma classificato del governo degli Stati Uniti per la modificazione del tempo, attivo dalla metà degli anni ’60, volto a indurre precipitazioni attraverso le nuvole.

Il 23 gennaio 1967 a Nuova Delhi, atterrò un aereo militare statunitense con a bordo, tra gli altri, lo scienziato-militare Ammiraglio Pierre Saint-Amande. Saint-Amand era membro della Naval Ordnance Test Station (NOTS) e ha fornita alla Marina statunitense e ad altre forze armate una notevole capacità di modificare l’ambiente. Ha guidato spedizioni “di soccorso” contro la siccità in India, Filippine, Messico, Okinawa, Giappone

La carestia del Bihar in India permise a Lyndon B. Johnson di promuovere l’Operazione Gromet – un importante esercizio di modificazione delle condizioni meteo nella regione. Al commando fu appunto Saint-Armand ( molto impegnato anche a studiare i grandi terremoti ).

St. Armand è citato in questa udienza 1976 Hearings on Weather Modification.

La squadra GROMET non ha riferito quanta pioggia ha colpito la terra e la misura del successo, anzi il Progetto GROMET in India non è proprio menzionato nei libri storici di controllo del meteo.

Abbiamo a disposizione molto materiale su Popeye, grazie alla rivelazione della guerra meteorologica segreta.

Un terzo capitolo si aprì nelle Filippine, il suo nome era Gromet II. Di nuovo troviamo l’ammiraglio Saint-Armand. Dunque, il commandante e la sua troupe  svolgevano operazioni di guerra in Vietnam e operazioni di ‘“aiuto civile” in contemporanea. Stessa squadra, stesse tecnologie e stessi strumenti.

Mentre pioveva troppo in Vietnam, pioveva poco o niente nelle Filippine. VEDI https://www.nogeoingegneria.com/timeline/storia-del-controllo-meteo-e-clima/sistemare-il-cielo-la-storia-accertata-del-controllo-del-tempo-e-del-clima-2/

GROMET III a Okinawa

Al rapporto sintetico già presentato sulla manipolazione meteorologica in Giappone vorrei aggiungere questo episodio che stabilisce collegamenti con altri campi sperimentali e teatri di guerra. Il ruolo degli Stati Uniti a livello mondiale risulta evidente.
Si tratta dell’anno 1971, quando le attività della «guerra meteorologica» in Vietnam erano ancora in corso; l’operazione Popeye durò dal 1967 al 1972. Il programma militare segreto di modifica meteorologica dell’Aeronautica Militare statunitense fu condotto dal 20 marzo 1967 al 5 luglio 1972.

È stato proprio in quel lasso di tempo che Piere Saint-Amand e la sua squadra sono stati inviati in missione a Okinavwa per svolgere l’operazione GROMET III.

Grazie alla sua conoscenza delle operazioni di inseminazione delle nuvole GROMET di China Lake (e di quelle in corso nel Sud-est asiatico), il Comandante in Capo del Pacifico richiese il supporto dal Naval Weapons Center (NWC) di China Lake. Questo progetto fu istituito per sostenere uno sforzo di soccorso contro una siccità grave e prolungata a Okinawa. La siccità, definita la peggiore degli ultimi 50 anni, aveva causato l’esaurimento dei bacini idrici, il fallimento dei raccolti e il razionamento dell’acqua tra la popolazione di Okinawa e le installazioni militari statunitensi sull’isola. Alla Naval Air Facility (NAF) di Naha, l’acqua era razionata: il sistema di distribuzione dell’acqua della base veniva attivato solo per 12 ore ogni due giorni. In realtà, le nuvole della regione stavano producendo precipitazioni in quel periodo. Tuttavia, l’aumento delle temperature dell’aria e dell’umidità nei mesi precedenti la siccità aveva fatto sì che le piogge normali evaporassero prima di raggiungere il suolo.

A causa della mancanza di risorse aeree dedicate al progetto, Saint-Amand si rivolse nuovamente all’uso di un aereo P-3 Orion della US Navy, equipaggiato e appartenente a uno Squadron di pattugliamento antisommergibile (ASW). Gli equipaggi del Patrol Squadron 40 (VP-40), schierati alla NAS Naha (Okinawa), furono addestrati personalmente da Pierre Saint-Amand su come individuare e colpire le nuvole in mare, la cui traiettoria le avrebbe portate sopra Okinawa, e su come inseminarle per generare la massima precipitazione.

Nota: Non era la prima volta che le forze statunitensi intervenivano in Giappone per combattere la siccità attraverso la cosiddetta “semina delle nuvole” (la tecnica per indurre la pioggia).

Già all’inizio degli anni ’50, alcuni ricercatori giapponesi avevano noleggiato aerei della Civil Air Transport (una compagnia di proprietà della CIA) per spargere ioduro d’argento sulle nuvole sopra Osaka. Più tardi, nel 1958, furono impiegati anche grandi aerei militari C-130 Hercules dell’aeronautica americana: in quel caso spruzzavano una soluzione di cloruro di calcio direttamente dai portelloni posteriori aperti per provocare le precipitazioni.

Nel caso del squadrone VP-40, invece, l’operazione avveniva tramite speciali “razzi” (o cartucce) di ioduro d’argento, lunghi circa 5-18 centimetri. Questi dispositivi venivano lanciati da appositi eiettori installati nella parte posteriore della coda del velivolo P-3B Orion, sotto i piccoli ali laterali.

In origine, questi eiettori (il modello Mod-9A Lambert) erano stati progettati per scopi militari totalmente diversi: servivano infatti a illuminare il terreno per le fotografie notturne, oppure a rilasciare sistemi di difesa come i frammenti metallici anti-radar o i razzi termici per sviare i missili a infrarossi. Ciascuna unità poteva contenere fino a 24 cartucce.

Per realizzare questo progetto di “semina delle nuvole”, i dispositivi di lancio (gli eiettori) dovettero essere rimontati su tre aerei P-3B dello Squadrone.

Pierre Saint-Amand si recò personalmente a Okinawa insieme a due tecnici di China Lake per insegnare agli equipaggi del reparto VP-40 le tecniche della semina delle nuvole. Mostrò ai piloti della Marina come riconoscere i banchi di nubi adatti, come avvicinarli e a quale quota rilasciare i razzi di ioduro d’argento (l’altezza ideale si aggirava tra i 5.100 e i 5.500 metri).

Le squadre incaricate della pioggia artificiale impararono a compiere veri e propri voli di “caccia alle nuvole” in mare aperto, intercettando quelle che si muovevano verso l’isola. Nel momento in cui le nubi raggiungevano la massima altezza, i velivoli P-3 ci volavano letteralmente dentro. Nonostante i forti scossoni causati dalla turbolenza interna, l’equipaggio attendeva le correnti ascensionali per lanciare i razzi: in questo modo il materiale chimico veniva spinto verso l’alto, mentre i dispositivi continuavano a bruciare durante la caduta per quasi due chilometri all’interno della nube.

Saint-Amand svelò inoltre agli uomini del “Rainron 40” una tecnica insolita e avanzata: l’arte di “radunare le nuvole” come se fossero un gregge di bestiame, unendole in grandi gruppi prima di seminarle. Agendo sui bordi esterni di una singola nube, infatti, se ne alterava la termodinamica creando una zona di bassa pressione artificiale. Ripetendo l’operazione sui lati, i piloti riuscivano letteralmente a trascinare la nuvola nella direzione desiderata. Una volta agglomerate sopra l’area di interesse, gli aerei ne perforavano la cima sganciando diverse cartucce di ioduro d’argento per scatenare il nubifragio.

Durante l’addestramento, Saint-Amand partecipava spesso ai voli di prova, sedendosi in cabina dietro l’ingegnere di volo per guidare i piloti nelle manovre di aggregazione e semina. In un’occasione, le nubi furono individuate a sud-ovest di Naha, nei pressi dell’isola di Miyakojima: dopo essere state pazientemente raggruppate, vennero trattate con precisione per riempire un bacino idrico locale. L’operazione riuscì così bene che la pioggia prodotta non solo riempì completamente il bacino, ma provocò anche qualche allagamento nella zona. Nel complesso, il progetto di semina delle nuvole a Okinawa fu un grande successo e mise fine alla siccità.

Fonti bibliografiche e riferimenti

Queste fonti derivano principalmente da rapporti tecnici militari declassificati, articoli scientifici del Naval Weapons Center e ricostruzioni storiche basate su documenti d’archivio.

St.-Amand, P. et al. – Rapporti tecnici del Naval Weapons Center (NWC) su GROMET II (Filippine, 1969) e relativi estesi a GROMET III. (NWC TP 5097 e documenti correlati).

Descrizione dettagliata di GROMET III a Okinawa (fonte principale usata per il testo)
→ “The Unrealized History of Weaponized Weather” (PDF) https://p-3publications.com/PDF/TheUnrealizedHistoryofWeaponizedWeather2015.pdf
 (pagine rilevanti: sezione su GROMET III – Okinawa, Saint-Amand e VP-40)

GROMET II (Filippine) – Rapporto tecnico ufficiale
→ St.-Amand, P. et al., GROMET 2. Rainfall Augmentation in the Philippine Islands (NWC TP 5097, 1971) https://apps.dtic.mil/sti/citations/AD0723815 Versione PDF completa

GROMET I (Bihar, India) e contesto diplomatico
→ Articolo storico dettagliato su Project GROMET in India (1967) https://www.downtoearth.org.in/science-technology/governing-the-clouds

Operation Popeye e collegamento con il team di China Lake
→ Documenti declassificati e panoramica storica
(Cerca su DTIC o National Archives per “Operation Popeye”)

Weather Control as State Tool on Military and Diplomatic Fronts https://academic.oup.com/chicago-scholarship-online/book/18781/chapter-abstract/177038590?redirectedFrom=fulltext

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