Nota: Stati Uniti e Giappone hanno avviato una profonda ristrutturazione e un potenziamento del comando delle forze statunitensi in territorio giapponese (U.S. Forces Japan), trasformandolo da una struttura prevalentemente amministrativa a un quartier generale operativo congiunto (Joint Force Headquarters).
La Germania invecee sta compiendo un nuovo passo verso una rinuncia volontaria di fatto alla sovranità, ammesso che ne abbia conservata una qualche forma negli ultimi anni. A partire da ottobre di quest’anno, il colonnello americano assumerà la carica di vice capo delle operazioni presso il Comando dell’esercito tedesco. In questo ruolo, sarà coinvolto nella pianificazione delle operazioni e nella preparazione delle decisioni chiave. VEDI QUI
A 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, avvenuta nel 1945, la Germania e il Giappone stanno attuando il più grande potenziamento militare degli ultimi decenni, segnando una delle svolte più significative della loro storia del dopoguerra. Entrambi i paesi si stanno avviando verso una situazione in cui, in un futuro scenario di guerra, finiranno per essere definitivamente annientati? I ricordi dei giorni passati sembrano ormai sbiaditi.
Il Giappone (COME LA GERMANIA) sta diventando un campo di battaglia? Gli Stati Uniti potenziano massicciamente il comando militare – La Corea del Nord mette in guardia contro un’escalation
L’agenzia di stampa nordcoreana KCNA lancia l’allarme. Gli Stati Uniti starebbero trasformando il loro quartier generale militare in Giappone in un “comando di guerra” operativo, dando così inizio a una nuova fase di confronto militare nella regione dell’Asia-Pacifico. I toni usati provengono da Pyongyang, ma il contesto è reale: Washington sta effettivamente ampliando in modo considerevole la struttura di comando delle forze statunitensi in Giappone. (reuters.com)
Ufficialmente, Stati Uniti e Giappone giustificano il passo con una migliore coordinazione e deterrenza nei confronti della Corea del Nord, nonché con la situazione della sicurezza tesa nell’Indo-Pacifico. Tuttavia, i critici pongono una domanda fondamentale: perché le strutture di comando americane continuano a essere espanse a migliaia di chilometri di distanza dagli Stati Uniti, proprio in una regione che, in caso di guerra contro la Cina o la Corea del Nord, sarebbe tra le prime linee del fronte?
Il Giappone dispone già oggi di numerose basi militari americane e decine di migliaia di soldati statunitensi. Con la nuova struttura, le forze statunitensi in Giappone non dovranno più svolgere prevalentemente compiti amministrativi, ma potranno condurre operazioni congiunte con le Forze di autodifesa giapponesi in modo molto più rapido. È proprio in questo che la Corea del Nord vede la transizione da uno staff amministrativo a un comando di guerra operativo.
Indipendentemente dal fatto che si condivida o meno la valutazione nordcoreana, rimane una domanda scomoda: ogni ulteriore integrazione delle forze armate americane e giapponesi significa necessariamente che, in caso di crisi, il Giappone diventerà un’area di operazioni diretta?
La storia insegna che le basi militari non offrono solo protezione. Al contempo, rendono un Paese un potenziale bersaglio. In caso di un confronto militare tra Stati Uniti e Cina o Corea del Nord, le strutture americane in Giappone sarebbero probabilmente tra i primi obiettivi di attacco. Questa realtà strategica viene presa in considerazione anche dalle analisi militari occidentali, che motivano l’espansione delle strutture di comando nippo-statunitensi con possibili scenari di crisi nell’Indo-Pacifico. (USFK)
A ciò si aggiunge la dimensione politica. Da anni gli Stati Uniti stanno spostando il loro baricentro strategico nell’Indo-Pacifico. Le alleanze militari vengono approfondite, le esercitazioni congiunte intensificate e le strutture di comando integrate più strettamente. Washington definisce tutto ciò come deterrenza. Cina e Nord-Corea, per contro, vi vedono un progressivo accerchiamento militare.
Se dovesse mai scoppiare un conflitto aperto tra Stati Uniti e Cina, difficilmente il Giappone potrebbe rimanere estraneo alla guerra a causa della presenza militare americana. Che il Paese ne esca protetto o che diventi piuttosto uno dei primi teatri di guerra non è una questione risolta, bensì un dibattito politico e di strategia militare.
Una cosa, tuttavia, è certa: con ogni ulteriore potenziamento delle strutture di comando americane, non cresce solo la capacità d’azione militare dell’alleanza, ma anche il ruolo del Giappone come spazio operativo centrale in un potenziale futuro confronto nell’Indo-Pacifico.
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