Le illustrazioni generate dall’IA fanno rabbrividire: Extreme Weather Chaos in Italy! Catanzaro Floods, Giant Hail, Tornado Caught on Camera

Di Maria Heibel

Mentre nel 2003 il caldo estremo fece scalpore per la sua unicità, gli ultimi anni invece hanno reso queste ondate di calore piuttosto normali. L’estate 2026 si conferma come una delle più roventi di sempre, mettendo in discussione il primato storico del 2003. 

E ci sono persone che intervengono con lungimiranza, affinché possiamo restare sereni: “Potrebbe anche darsi  che questa sarà l’estate più fresca dei prossimi 30 anni”.

Mario Giuliacci ridimensiona: “L’estate 2026 tra le più calde, ma il 2003 rimane il record”

In questo clima caldo, vorrei tornare su alcune considerazioni e domande  e ricordare qualche articolo degli ultimi anni. 

Parto dal presupposto che siamo di fronte a un sistema estremamente complesso. Nel corso degli ultimi 100 anni – e in particolare degli ultimi 80 – l’uomo ha esercitato un’enorme influenza in tutti gli ambiti della vita, con conseguenze imprevedibili.
Un sistema complesso non può essere ridotto a un unico «cattivo», né alla CO₂ né alle scie chimiche. Sembra un po’ strano mettere a confronto questi due punti di vista?

È necessaria un’analisi approfondita.

Comunque sia, intorno all’anno 2000 si sono verificati cambiamenti significativi nelle zone di alta quota, proprio in quella fascia in cui si forma il tempo. Le condizioni meteorologiche e il clima sono infatti determinati innanzitutto dalle condizioni atmosferiche. Questo è uno degli aspetti più evidenti che sono stati travisati, distorti e non chiariti in modo adeguato. Ciò è particolarmente evidente perché lo vediamo con i nostri occhi e perché da anni non ci viene fornita alcuna risposta convincente. Che senso aveva ridicolizzare chi poneva domande? Quale giustificazione c’è, dunque, nel considerare normale un cielo deturpato?

È una domanda che possiamo porci, tuttavia, in molti ambiti in cui l’assurdo e il malsano sono diventati la normalità. 

Di seguito segnalo alcuni aspetti e gli articoli pubblicati al riguardo. 

ANNI NOVANTA: LA NATO INTRODUSSE UN CARBURANTE STANDARDIZZATO – E IL CIELO INIZIO’ A CAMBIARE

Ciò di cui non si parla mai è l’impatto regolare, causato dal traffico aereo in forte espansione (con emissioni inquinanti più abbondanti rispetto al carburante utilizzato in passato), sulla corrente a getto, che riveste un ruolo così importante per il clima e le condizioni meteorologiche sulla Terra.

IL JET STREAM CHE GUIDA IL CLIMA – “INSEMINATO” DAL TRAFFICO AEREO

Le temperature che ci vengono sbattute in faccia ogni giorno, particolarmente infernali nelle città: i nostri centri urbani sono stati ulteriormente cementificati, sono stati eliminati grandi quantità di alberi e viene prodotta molta più energia rispetto al passato (riscaldamento in inverno e raffreddamento in estate…).

HANNO ABBATTUTO GLI ALBERI, ASFALTATO TUTTO E ORA CERCANO I RESPONSABILI DEL CLIMA INSOPPORTABILE

ALTRI FATTORI

Vaste aree agricole non vengono più coltivate, mentre altre sono diventate sterili a causa dell’agricoltura intensiva.

Si stanno realizzando impianti solari ed eolici sempre più grandi, che di per sé non contribuiscono al raffreddamento dell’ambiente – anzi, sembra che sia proprio il contrario. È un tema dalle molteplici sfaccettature.

Le centrali nucleari prelevano grandi volumi di acqua da fiumi, laghi o mari per raffreddare i condensatori e smaltire il calore in eccesso generato durante la produzione di elettricità. La maggior parte di quest’acqua viene poi restituita all’ambiente, ma a una temperatura più elevata.

C’è molta più energia nell’aria

Me lo disse molti anni fa un ingegnere elettronico, uno di quelli che ha costruito parchi eolici su numerose isole in tutto il mondo, e che collegava a questo fenomeno le anomalie meteorologiche. Mi sembra plausibile. Questo surplus energetico agisce come il “motore” di eventi meteorologici sempre più intensi ed estremi

Nel corso dell’ultimo secolo, l’elettrificazione ha introdotto nell’ambiente una componente antropica costituita da campi elettrici e magnetici, radiazioni elettromagnetiche, luce artificiale, calore disperso e infrastrutture tecnologiche terrestri e spaziali. L’elettricità ha inoltre agito come infrastruttura di trasformazione dell’intero sistema Terra, favorendo l’urbanizzazione, l’industrializzazione, la combustione, l’aumento dei flussi energetici, le emissioni atmosferiche e la modificazione della superficie terrestre. Gli effetti biofisici di questa trasformazione devono essere valutati anche come somma di fattori locali, regionali e planetarie che possono interagire tra loro. La parola chiave potrebbe essere “impronta biofisica dell’elettrificazione”. Essa comprenderebbe almeno cinque componenti: termica, chimico-atmosferica, elettromagnetica, fotobiologica e infrastrutturale. 

Oggi una complessa infrastruttura elettromagnetica circumterrestre connette tecnologicamente la superficie terrestre, l’atmosfera, la ionosfera e le orbite satellitari. Il suo effetto complessivo sull’ambiente resta da caratterizzare.

https://www.earthdata.nasa.gov/topics/atmosphere/atmospheric-electricity

La “plastificazione” del pianeta riguarda l’accumulo diffuso di polimeri sintetici e microplastiche nell’aria, negli oceani, nel suolo e negli organismi viventi della Terra. Miliardi di tonnellate di plastica di scarto hanno dato origine a un ciclo globale pseudo-biogeochimico, alterando in modo radicale gli ecosistemi naturali e incorporando materiali sintetici nei sistemi vitali della Terra, quindi non per ultimo influenzando il clima. È ragionevole supporlo. 

Gli scienziati sono preoccupati per la quantità di energia che il Mediterraneo sta accumulando in queste settimane. La realtà è questa: gli oceani sono diventati la pattumiera del pianeta. Ci saranno delle conseguenze?

Quando si troverà finalmente un approccio olistico per analizzare i fattori reali e interconnessi che determinano condizioni meteorologiche e climatiche caotiche? Per farlo sarebbero necessarie una grande e profonda apertura mentale, un atteggiamento privo di pregiudizi e la disponibilità a tenere conto di tutte le interrelazioni.

È proprio questa domanda che tratto nell’ultimo capitolo del mio libro, pubblicato di recente.

APRITI CIELO! MANIPOLAZIONE DEL TEMPO E DEL CLIMA. QUANTO É REALE?

 

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