Quei granuli bianchi non sono di plastica”. Le analisi sui residui comparsi sulle spiagge di mezza Toscana

Le prime analisi Arpat escludono la presenza di residui plastici nel materiale rinvenuto tra Rimigliano, Baratti, il Golfo di Follonica e l’Isola d’Elba. Si tratta prevalentemente di alginato di sodio. Ancora da chiarire la provenienza del fenomeno

San Vincenzo, 22 settembre 2026 – Non sono frammenti di plastica i granuli bianchi comparsi nei giorni scorsi su diversi tratti della costa toscana, da San Vincenzo e Piombino fino all’Isola d’Elba. A chiarirlo sono i primi accertamenti effettuati da Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, sui campioni del materiale rinvenuto lungo il litorale tra Rimigliano e Baratti, nel Golfo di Baratti, nel Golfo di Follonica e a Rio Marina, all’Isola d’Elba…. Resta invece ancora aperto l’interrogativo sull’origine del fenomeno e sulle ragioni della sua diffusione su un’area così vasta.

Un fenomeno senza precedenti nel Mediterraneo

Secondo Arpat, al momento non risultano fenomeni analoghi di questa portata né precedenti documentati nel Mediterraneo  ARTICOLO INTEGRALE 


Una breve digressione mentale: Poiché questa fascia costiera è stata colpita nei giorni precedenti da forti piogge, mi sono chiesta se questo materiale potesse essere utilizzato per la manipolazione delle precipitazioni.
In Italia non si utilizzano ufficialmente tecniche di inseminazione delle nuvole, tuttavia mi sono chiesta se questo materiale abbia, o possa avere, un ruolo in questo campo. Ebbene, questa intuizione ha avuto una risposta positiva.

L’alginato di sodio è stato proposto e brevettato come materiale per il warm-cloud seeding,

L’alginato di sodio compare già in un brevetto statunitense del 1975 come materiale idrofilo da disperdere in nebbie e nubi per favorire la crescita delle goccioline e la precipitazione.

L’alginato di sodio è un polisaccaride idrofilo, derivato soprattutto da alghe brune. Se disperso sotto forma di particelle fini o aerosol in una nube prossima alla saturazione, può assorbire acqua e favorire la crescita delle goccioline. L’idea è accelerare i processi di condensazione, collisione e coalescenza, fino alla formazione di gocce abbastanza grandi da precipitare.

Il fatto che elenchi alcuni brevetti non significa, ovviamente, che vi sia un nesso con il granulato presente sulla spiaggia toscana. È però anche vero che non tutto avviene in piena trasparenza. 

Perpelexity IA ha fornito i seguenti dati.

Brevetti principali

  1. Serpolay, J. (1975). Process for Local Modification of the Structure of Fog and Clouds for Triggering Their Precipitation and for Hindering the Development of Hail Producing Clouds. U.S. Patent No. 3,896,993, concesso il 29 luglio 1975.
    Scheda Google Patents È il riferimento più diretto. Il brevetto descrive la dispersione di
    particelle idrofile di alginato di sodio in nebbie e nubi, con l’obiettivo di modificarne la struttura, favorire la precipitazione e ostacolare lo sviluppo di nubi grandinigene.patents.google Nota bibliografica: il motore dei brevetti riporta come data di pubblicazione il 29 luglio 1975; alcuni risultati secondari mostrano date diverse perché confondono pubblicazione, indicizzazione o scansioni successive.

  2. Procédé de modification artificielle des précipitations atmosphériques ainsi que compositions à base de diméthylsulfoxyde destinées à mettre en œuvre ce procédé (1980/1981). EP0028573A1, domanda di brevetto europeo.
    Scheda Google Patents Questo documento riguarda principalmente composizioni a base di dimetilsolfossido.
    Tuttavia, nella descrizione generale del warm-cloud seeding afferma che, per stimolare le precipitazioni nelle nubi calde, sono stati proposti materiali igroscopici come cloruro di sodio e cloruro di calcio, oltre a materiali idrofili come i sali dell’acido alginico, in particolare l’alginato di sodio.patents.google È quindi utile come testimonianza documentale della proposta tecnica, ma non va presentato come un brevetto specificamente dedicato all’alginato.

  3. Device for Seeding a Cloud Cell (2023). U.S. Patent No. 11,559,010, pubblicato inizialmente come US20200178481A1; assegnatario indicato: Selerys.
    Scheda Justia Il brevetto riguarda un dispositivo per la semina di celle nuvolose. Nella descrizione cita, per le cosiddette “hot zones”, sali igroscopici di sodio, calcio o magnesio e anche gli
    alginati come possibili sostanze attive.patents.justia Anche in questo caso, il riferimento agli alginati compare nella descrizione delle possibili sostanze: non dimostra che l’alginato di sodio sia stato impiegato come agente operativo principale.

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