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È uno schema ormai noto: prima si delinea uno scenario di catastrofe globale, poi si presentano come risposta programmi da miliardi di dollari e nuove strutture di controllo internazionali. Durante la pandemia di coronavirus, Bill Gates è stato uno degli attori privati più influenti al mondo nei settori dei vaccini, dei programmi sanitari e della lotta globale alle pandemie. Ora, al centro dei suoi avvertimenti si colloca il prossimo grande rischio per l’umanità: l’intelligenza artificiale.

Gates ha dichiarato a NBC che l’IA è abbastanza potente da innescare eventi in grado di causare «un miliardo di decessi». Ritiene persino plausibile uno scenario in cui l’IA finisca per cancellare l’umanità. La sua motivazione: mai prima d’ora c’è stata un’arma così potente come la combinazione tra persone con intenzioni malvagie e gli strumenti di IA più avanzati.

Ma Gates non si limita all’avvertimento. Già ad agosto ha chiesto la creazione di nuove istituzioni nazionali per governare lo sviluppo dell’IA, nonché di un’organizzazione internazionale che possa assumere funzioni simili a quelle della sorveglianza nucleare e della regolamentazione del trasporto aereo internazionale. A suo dire, probabilmente sosterrebbe un piano mondiale credibile volto a rallentare lo sviluppo dell’IA.

Ciò ripropone la stessa domanda di fondo già dibattuta durante la pandemia: chi definisce il pericolo globale – e chi, di conseguenza, progetta la soluzione?

Durante il COVID, la Fondazione Gates ha stanziato, secondo quanto dichiarato, oltre due miliardi di dollari per la lotta alla pandemia. I fondi sono stati destinati, tra l’altro, allo sviluppo e alla produzione di vaccini, ai test diagnostici, ai farmaci, all’OMS, al CEPI e all’iniziativa vaccinale internazionale COVAX. Fino a 920 milioni di dollari sono stati impiegati tramite lo Strategic Investment Fund della fondazione in garanzie, prestiti e altri strumenti finanziari. La fondazione sottolinea che eventuali rendimenti finanziari derivanti da questi investimenti verranno reinvestiti nei suoi programmi filantropici.

Ora si ripete, almeno a livello strutturale, un elemento degno di nota: Gates avverte dei pericoli enormi posti da una nuova tecnologia e, al tempo stesso, attraverso la sua fondazione è profondamente coinvolto nel suo futuro utilizzo.

Solo pochi giorni fa, la Fondazione Gates ha annunciato che nei prossimi due anni investirà almeno un miliardo di dollari in IA e in applicazioni basate sull’IA. Circa il 40% sarà destinato all’istruzione, un altro 40% alla sanità – tra cui diagnosi, supporto alle decisioni cliniche e sviluppo di nuovi farmaci e vaccini. Ulteriori risorse andranno all’agricoltura e alle infrastrutture digitali su cui si baseranno i sistemi di IA.

Questo rende gli attuali avvertimenti di Gates politicamente particolarmente rilevanti. Da un lato c’è il messaggio: l’IA, nei casi estremi, potrebbe uccidere un miliardo di persone. Dall’altro, si investono miliardi per integrare profondamente questa stessa tecnologia nella sanità, nell’istruzione, nell’agricoltura e nelle infrastrutture digitali.

E Gates non è solo nella sua richiesta di regolamentazione. Anche esponenti di primo piano dell’industria dell’IA stanno ora spingendo per regole internazionali e meccanismi di sicurezza. In una sessione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, rappresentanti di OpenAI, Anthropic e Hugging Face hanno chiesto collaborazione internazionale, standard comuni e una sorveglianza più rigorosa sui sistemi di IA più potenti.

Non si tratta più soltanto di tecnologia. Si tratta di chi stabilirà le regole per una tecnologia destinata a permeare quasi ogni ambito della società: medicina, istruzione, mondo del lavoro, amministrazione pubblica, sistemi finanziari e apparati di sicurezza.

La paura di scenari estremi viene ora utilizzata per legittimare un’architettura globale di controllo nella cui definizione proprio quelle fondazioni miliardarie, grandi aziende tecnologiche e istituzioni politiche che già investono miliardi in questa tecnologia otterrebbero un’influenza particolarmente ampia?

Con il coronavirus si parlava di una crisi sanitaria globale, di programmi vaccinali e di strutture sanitarie internazionali, e naturalmente di profitti miliardari per le grandi case farmaceutiche e i loro sostenitori. Con l’IA, l’avvertimento è ora: potenzialmente un miliardo di morti.

Questo schema merita attenzione: chi definisce il pericolo, finanzia la soluzione e al tempo stesso influenza le regole, ottiene un enorme potere su come verrà plasmato il futuro.

Fonte: Bill Gates warns AI is powerful enough to cause “a billion deaths”

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