L’entusiasmo con cui viene descritto l’impatto di SpaceX sulla Luna mette in luce il rapporto dell’uomo con il creato. La fantasia con cui è stato intitolato questo evento denota una totale mancanza di buon gusto. Ecco cosa si legge sul sito web della Rai: «Una parte del razzo SpaceX, grande quanto uno scuolabus, si schianta sulla Luna».

Su questo gigantesco parco giochi distruttivo vengono espresse poche o nessuna critica. Ecco un’eccezione. Un Falcon 9 si schianta sulla Luna, rifiuti spaziali senza regole
Il 5 agosto un razzo colpirà la Luna. Bastava spingerlo in orbita solare, ma per i rifiuti spaziali oltre la Terra non c’è nessuna regola. VEDI QUI

Elon Musk offre una simulazione del crash sulla sua pagina X.

Certo, si può imparare da tutto, ma in questo caso qual è l’obiettivo?

C’era già stata la follia di voler bombardare la nostra Luna con una bomba atomica; a tal fine, ciò sarà probabilmente utile per poter effettuare calcoli più accurati. Il piano americano, battezzato Project A119 (noto ufficialmente come “A Study of Lunar Research Flights”), fu sviluppato in segreto dalla United States Air Force tra il 1958 e il 1959.  

Di seguito un articolo che documenta l’entusiasmo di una specifica “scienza”.

 

Schianto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna a 8.700 km/h: l’impatto utile per la ricerca

Uno stadio del razzo Falcon 9 di SpaceX si è schiantato sulla Luna a 8.700 km/h. L’impatto si è rivelato un prezioso esperimento per analizzare i modelli di collisione e la geologia lunare.

Un pezzo del razzo Falcon 9 di SpaceX, lungo ben 12 metri e pesante circa 4 tonnellate, si è schiantato mercoledì 5 agosto 2026 sulla superficie della Luna alla velocità di circa 8.700 km/h. Ma non si è trattato di una missione segreta o di un attacco mirato: è stato un vero e proprio “incidente controllato” che si è trasformato in una miniera d’oro per gli scienziati di tutto il pianeta. Ma per quale motivo? Facciamo un passo indietro per capire la dinamica.

Attenzione, è necessaria una piccola precisazione. Al momento non disponiamo di immagini dell’impatto – fatta eccezione per quella utilizzata in copertina e scattata da una sonda coreana – quindi tutti i video che stanno circolando, incluso quelle che segue, non possono essere considerati come autentici.

Cosa sappiamo sullo schianto di SpaceX

Tutto ha inizio nel gennaio 2025, quando SpaceX lancia un Falcon 9 dalla Florida per portare nello spazio due lander diretti verso la Luna – il Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e il lander Resilience della giapponese ispace. Dopo aver fatto il suo lavoro e aver rilasciato il carico, lo stadio superiore del razzo avrebbe dovuto rientrare nell’atmosfera terrestre per bruciare. Dal punto di vista fisico, si tratta di un cilindro vuoto realizzato con una lega di alluminio e litio lungo circa 12 metri, largo 4 e pesante circa 4 tonnellate. Le manovre di correzione della rotta, però, non sono state inviate e quindi il razzo è rimasto bloccato in orbita per ben 18 mesi, subendo la debole attrazione della Terra, del Sole e della Luna, ma anche la pressione della radiazione solare. Sì, persino i fotoni, cioè le particelle di luce emesse dal Sole, hanno esercitato una spinta piccolissima ma costante sulla sua superficie, modificando pian piano la sua rotta in modo imprevedibile.

L’impatto, alla fine, è avvenuto mercoledì 5 agosto 2026 alle 08:35 (ora italiana). Il razzo si è schiantato nei pressi del cratere Einstein, sul bordo occidentale del disco lunare, a circa 2,43 km/s – ovvero circa 8.700 km/h. Pensate che la NASA stima che lo scontro abbia scavato una voragine profonda circa 3,6 metri e larga ben 18 metri. Lo schianto è avvenuto nella parte della Luna illuminata dal Sole: questo ha reso impossibile l’osservazione di un lampo luminoso a occhio nudo dalla Terra, visto che la luce solare lo ha letteralmente “coperto”. Tuttavia, gli scienziati sono sicuri al 100% dell’avvenuto impatto: misurazioni eseguite da Terra (tra cui quelle del VLT in Cile) hanno rilevato un enorme pennacchio di detriti alto decine di chilometri subito dopo la collisione. L’analisi dello spettro ha mostrato tracce di sodio, sollevato dal suolo lunare, e di litio, proveniente proprio dalla lega di alluminio-litio di cui era fatto il razzo.

Perché questa collisione è così importante?

Molti potrebbero pensare: “Ma come, lasciamo spazzatura spaziale in giro e la facciamo schiantare sulla Luna?”. In realtà, lo smaltimento controllato degli stadi dei razzi sulla superficie lunare è una pratica accettata e sicura dal punto di vista tecnico. Ma in questo caso, l’incidente si è trasformato in un esperimento scientifico perfetto. Quando un meteorite naturale colpisce la Luna, noi non sappiamo nulla di lui: né quanto fosse grande, né a che velocità viaggiasse, né di cosa fosse fatto. Questa volta, invece, conoscevamo tutto del Falcon 9: massa, dimensioni e velocità esatta d’impatto.

Questo trasforma lo schianto in un laboratorio in tempo reale per testare innanzitutto i modelli di impatto, fornendo agli scienziati un modo per testare la bontà delle loro simulazioni matematiche sulla formazione di crateri e sulla propagazione di onde sismiche. Ma non solo: l’impatto fornirà preziosi elementi di geologia lunare e studi come questo potranno permetterci di progettare basi lunari più sicure ed effettuare un monitoraggio più mirato della spazzatura spaziale.

FONTE https://www.geopop.it/schianto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna-a-8-700-km-h-limpatto-utile-per-la-ricerca/?utm_source=firefox-newtab-it-it
https://www.geopop.it/

Se volete essere aggiornati sulle ultime novità, iscrivetevi al CANALE TELEGRAM https://t.me/NogeoingegneriaNews

PROJECT A119: IL PIANO AMERICANO TOP SECRET DI FAR DETONARE BOMBE NUCLEARI SULLA LUNA

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.