La società ha pubblicato un rapporto di convalida che dettaglia l’operazione.
Il cloud seeding (inseminazione delle nuvole) esiste dagli anni ’40, ma dimostrare che funzioni è sempre stato il problema centrale del settore. Senza un gruppo di controllo, gli operatori non sono stati in grado di dimostrare se la pioggia sarebbe caduta comunque. Il Government Accountability Office (Ufficio di Responsabilità del Governo degli Stati Uniti) ha storicamente definito i benefici “non dimostrati”. L’approccio di Rainmaker utilizza radar a doppia polarizzazione e precisi piani di volo dei droni per isolare le precipitazioni di origine umana dal contesto naturale. All’inizio di quest’anno l’azienda ha annunciato di aver identificato 82 inequivocabili firme di inseminazione su Oregon e Utah, pari a 143 milioni di galloni (circa 540 milioni di litri) di acqua dolce da quando ha avviato le operazioni invernali. Il test in Alaska estende tale storico a condizioni estive e a nuovi territori. VEDI QUI
Rainmaker riporta i risultati dell’inseminazione delle nuvole in Alaska
Qual è la situazione? Il 25 agosto 2026, il fondatore di Rainmaker, Augustus Doricko, ha dichiarato che l’azienda ha prodotto circa 19 milioni di galloni (circa 72 milioni di litri) d’acqua in Alaska attraverso tre ore di operazioni di inseminazione delle nuvole (cloud-seeding) di nuova generazione. Ha descritto questo risultato come la prima volta che un’azienda ha prodotto precipitazioni in modo dimostrabile in Alaska, aggiungendo che Rainmaker ha allegato all’annuncio un documento tecnico (white paper) e i relativi dati di supporto. L’affermazione è attribuita a un post pubblico dell’azienda su X e non è stata verificata in modo indipendente in questa sede.
Come funziona la tecnologia: I materiali pubblici di Rainmaker descrivono un sistema integrato che combina software di monitoraggio meteorologico, radar e aeromobili senza pilota (droni). L’azienda afferma che le sue operazioni di inseminazione delle nuvole prendono di mira nuvole esistenti che presentano condizioni adatte alla crescita di goccioline o cristalli di ghiaccio; i nuclei immessi favoriscono la nucleazione e la crescita di goccioline d’acqua o cristalli di ghiaccio fino a quando non diventano abbastanza pesanti da cadere sotto forma di precipitazione. Ciò significa che il sistema è concepito per potenziare sistemi meteorologici idonei, anziché creare pioggia da cieli sereni.
Ricerca e validazione: Rainmaker afferma che la propria organizzazione di ricerca utilizza dati radar e satellitari per validare le firme dell’inseminazione e stimare le precipitazioni, adattando la metodologia dello studio SNOWIE del 2017. I droni di ricerca dell’azienda sono attrezzati per misurare in tempo reale le condizioni atmosferiche, la dinamica delle nuvole e le interazioni tra aerosol e nuvole. L’azienda sostiene che l’obiettivo a lungo termine sia supportare la disponibilità idrica, il ripristino degli ecosistemi, la ricarica delle falde acquifere e la riduzione del rischio di incendi boschivi, estendendo al contempo la validazione a sistemi convettivi più caldi e a nuove regioni geografiche. I materiali pubblici di Rainmaker enfatizzano la trasparenza scientifica e le operazioni responsabili.
FONTE https://app.dealroom.co/news/note/rainmaker-reports-alaska-cloud-seeding-result
Se volete essere aggiornati sulle ultime novità, iscrivetevi al CANALE TELEGRAM https://t.me/NogeoingegneriaNews
UN RAINMAKER SPIEGA: COSA DEVI SAPERE SULL’ INSEMINAZIONE DELLE NUVOLE
IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
