Giornata mondiale dell’elettrosensibilità: un manifesto chiede il riconoscimento dell’EHS come malattia neurologica

In occasione della Giornata mondiale dell’elettrosensibilità del 16 giugno, associazioni e comitati impegnati sul tema dell’inquinamento elettromagnetico hanno presentato un Manifesto per il riconoscimento dell’Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS), lanciando un appello alle istituzioni affinché venga garantita tutela sanitaria e sociale alle persone che dichiarano di soffrire di questa condizione.  

Il documento sostiene che la crescente diffusione delle tecnologie wireless e l’aumento dell’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali possano rappresentare un problema di salute pubblica per una parte della popolazione particolarmente vulnerabile. Secondo il manifesto, l’EHS sarebbe caratterizzata da sintomi multiorgano – tra cui cefalea, insonnia, affaticamento, disturbi cognitivi, vertigini e problemi cardiovascolari – che si manifesterebbero in concomitanza con l’esposizione a fonti di campi elettromagnetici e tenderebbero a ridursi con l’allontanamento dalle sorgenti.  

Gli estensori ricordano che l’elettrosensibilità è stata descritta nella letteratura scientifica già dalla seconda metà del Novecento e richiamano studi e documenti internazionali che ne sostengono il riconoscimento come condizione patologica. Viene inoltre evidenziato come alcune ricerche abbiano individuato biomarcatori associati a processi infiammatori e alterazioni neurologiche nei soggetti affetti da EHS.  

Il manifesto sottolinea che, pur non essendo attualmente riconosciuta come malattia a livello nazionale in Italia, l’elettrosensibilità ha già ottenuto diverse forme di riconoscimento in alcuni Paesi e territori. In Italia viene citato il caso della Regione Basilicata, che nel 2013 ha inserito l’EHS tra le malattie rare regionali.  

Tra le richieste avanzate figurano il riconoscimento dell’EHS come malattia neurologica a livello regionale e nazionale, l’istituzione di tavoli tecnici dedicati, la definizione di protocolli sanitari e sociali per i pazienti e l’adozione di misure preventive volte a ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici, privilegiando ove possibile sistemi di comunicazione cablati negli ambienti di vita, lavoro e studio.  

Il documento è promosso dal Comitato Cittadini 1000 Volt in Salute, da AMICA APS, dall’Associazione Italiana Elettrosensibili (AIE) e da A.P.P.L.E. – Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog, che chiedono alle istituzioni nazionali e regionali di aprire un confronto sul tema e di garantire percorsi di diagnosi, assistenza e inclusione per le persone che si identificano come elettrosensibili.  

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L’Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) è oggetto di dibattito nella comunità scientifica internazionale. Attualmente non esiste un consenso scientifico univoco sulle cause della sindrome e l’Organizzazione Mondiale della Sanità non la riconosce come una diagnosi medica distinta. Il manifesto rappresenta la posizione delle associazioni promotrici e delle persone che chiedono il riconoscimento

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Appello: “Per il riconoscimento della ipersensibilità elettromagnetica (EHS)”

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