Il lessico stesso è rivelatore: “defence readiness”, “Eastern Flank Watch”, “European Air Shield”, “European Drone Defence Initiative”, “military mobility area”, “full defence readiness by 2030”. Sono formule tecniche, ma dietro il linguaggio tecnico c’è una scelta politica enorme: l’Unione europea sta diventando sempre meno progetto civile e sempre più piattaforma strategico-militare complementare alla NATO.
Le trame USA per colpire la Russia e destabilizzare il Vecchio Continente. Un indagine controcorrente di Marco Pizzuti, dal golpe a Kiev del 2014, ai bio-laboratori segreti e alle provocazioni della NATO, usando l’Ucraina come esca, sull’abisso della Terza guerra mondiale. Ritengo che l’analisi di Marco Pizzuti sia decisamente interessante. La storia sembra ripetersi. Solo che questa volta si preannuncia ancora più cupa.
Segnalo inoltre l’articolo di Carmen Tortora, una lucida e inquietante analisi capace di ricomporre i frammenti di un mondo che sta mutando sotto i nostri occhi, trasformando l’Europa in una proiezione industriale – militare.
Marco Pizzuti: «Il ridimensionamento dell’Europa e la crisi ucraina nascono da precise strategie geopolitiche d’oltreoceano»
Marco Pizzuti richiama le dichiarazioni pubbliche di autorevoli analisti americani, come George Friedman (fondatore di Stratfor), per evidenziare come la priorità strategica di Washington sia da sempre quella di impedire la saldatura tra il capitale e la tecnologia dell’Europa occidentale (specialmente tedesca) e le immense risorse naturali della Russia. In quest’ottica, la rivalità permanente tra i due blocchi si rivela funzionale agli interessi economici e militari americani, a scapito della prosperità dei cittadini europei.
I retroscena della crisi ucraina
L’intervista affronta in modo dettagliato la complessa genesi del conflitto in Ucraina, andando oltre la narrativa mediatica dominante. Pizzuti ripercorre le tappe storiche fondamentali:
Le promesse verbali sul non allargamento della Nato a est fatte a Gorbachev dopo la caduta del Muro di Berlino.
I fatti di piazza Maidan nel 2014, descritti come un vero e proprio regime change pianificato ed eterodiretto.
La composizione del primo governo ucraino post-rivoluzione, caratterizzato da figure chiave prive originariamente della cittadinanza locale e legate ad agenzie di consulenza statunitensi.
Le conseguenze sulle popolazioni russofone del Donbass e la successiva reazione militare di Mosca.
Il costo economico per l’Europa
Il quadro tracciato si conclude con una dura riflessione sull’attuale situazione energetica e militare dell’Unione Europea. Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream ha di fatto interrotto l’approvvigionamento a basso costo, costringendo i paesi europei ad acquistare il gas liquefatto americano a prezzi quadruplicati e a investire quote crescenti del PIL nel riarmo bellico.
Un’analisi controcorrente che invita a riflettere sui reali motori della politica internazionale e sulle pesanti ricadute per il nostro continente.
L’intervista integrale – 11 minuti che connettono i puntini
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