Stati Uniti, Cina, Russia e Arabia Saudita impediscono l’accordo per limitare l’agente inquinante. Il ruolo delle lobby: ben 234 rappresentanti registrati durante i colloqui a Ginevra.

L’accordo per un Trattato globale sulla plastica è saltato (di nuovo)

Greenpeace Italy

Ancora un rinvio. Dopo tre anni di negoziati e speranze, il percorso verso un Trattato globale contro l’inquinamento da plastica ha subito un nuovo stop. Durante l’incontro avvenuto dal 5 al 9 agosto 2025, a Ginevra, i 183 Paesi riuniti non sono riusciti a trovare un’intesa. A bloccare il processo sono stati soprattutto i Paesi produttori di petrolio, sostenuti dalla potente lobby dei combustibili fossili, preoccupati che i limiti alla produzione di plastica possano intaccare i loro interessi economici. Un braccio di ferro che, ancora una volta, mette a rischio il futuro del pianeta.

Lo scontro tra i Paesi

Il cuore del dibattito è stato questo: ridurre la produzione di plastica o puntare solo sul riciclo e la gestione dei rifiuti?

La “High Ambition Coalition”, che riunisce circa 100 Paesi, ha spinto per introdurre limiti vincolanti alla produzione e all’uso di sostanze chimiche pericolose. Dall’altra parte, un gruppo ristretto ma influente di nazioni produttrici di petrolio – tra cui Stati Uniti, Cina, Russia e Arabia Saudita – ha fatto muro, difendendo soluzioni più deboli e concentrate soltanto su riciclo e smaltimento. Ma queste misure, da sole, non bastano: la sovrapproduzione di plastica è già fuori controllo e, secondo alcuni studi, potrebbe addirittura triplicare entro il 2050.

Il diritto di veto concesso a ogni Stato ha infine paralizzato i negoziati, producendo due bozze di Trattato deboli e vanificando la possibilità di raggiungere un accordo equo. Ancora una volta, il lavoro per definire un Trattato globale è stato ostacolato da un sistema che ha permesso a una piccola minoranza di Paesi di mandare in fumo i negoziati.

L’assedio delle lobby fossili

A bloccare ulteriormente i lavori ci hanno pensato le lobby dei combustibili fossili, che hanno invaso i colloqui di Ginevra con una presenza da record: ben 234 rappresentanti registrati, secondo il Center for International Environmental Law. Una pressione che ha pesato enormemente sui negoziati, minandone la credibilità. È un po’ come lasciare che siano le aziende produttrici di tabacco a scrivere le leggi sul fumo: questi inquinatori non dovrebbero nemmeno avvicinarsi ai tavoli dei colloqui!

L’inquinamento da plastica: i numeri di un problema che sta soffocando il pianeta

La radice del problema della plastica è chiara: il mondo ne produce troppa. Secondo le stime, la produzione attuale di plastica raddoppierà i volumi del 2015 entro il 2030-35 per triplicarli entro il 2050.

Ma c’è dell’altro. La plastica è dannosa ancora prima di entrare in commercio: il 99% viene prodotta da petrolio e gas fossile e inquina in ogni fase del ciclo di vita, dalla produzione all’incenerimento minacciando il pianeta e la nostra salute. Inoltre, se dispersa in natura, si degrada in tempi estremamente lunghi: una bottiglia di plastica può rimanere nell’ambiente addirittura per 500 anni.

Il mondo ha bisogno di un Trattato globale che riduca la produzione di plastica

Il fallimento dei negoziati di Ginevra è un campanello d’allarme: senza un Trattato globale sulla plastica, il pianeta rischia di affogare nei rifiuti. L’inquinamento da plastica non può più essere affrontato con soluzioni parziali: serve un accordo forte, che riduca davvero la produzione e metta fine al potere delle lobby fossili.

Chiediamo ai governi di sviluppare un accordo globale sulla plastica sotto l’egida delle Nazioni Unite per:

  • definire strumenti legislativi, legalmente vincolanti per aziende e governi, che coprano l’intero ciclo di vita della plastica, comprese l’estrazione e la produzione delle materie prime da cui si produce, ma anche l’uso e lo smaltimento

  • vincolare le grandi multinazionali a vendere sempre più prodotti sfusi o con packaging riutilizzabile

  • fare in modo che ogni paese sia responsabile della gestione dei propri rifiuti. I governi devono inoltre garantire una transizione giusta per i lavoratori e la tutela della salute delle comunità più colpite dall’inquinamento.

Mettiamo fine all’era della plastica!

Chiedi insieme a noi ai leader mondiali azioni concrete affinché sia raggiunto un accordo per un Trattato globale contro l’inquinamento da plastica.

FIRMA LA PETIZIONE

FONTE https://www.greenpeace.org/italy/storia/28732/accordo-trattato-globale-plastica-saltato/

UN NUOVO STUDIO SULLE MICROPLASTICHE NELL’ATMOSFERA E IL LORO IMPATTO SUL TEMPO E SUL CLIMA

I NOSTRI CIELI SONO PIENI DI MINUSCOLE PARTICELLE DI PLASTICA CHE CREANO PROBLEMI DI SALUTE (UNO STUDIO)

SMALTIRE LA PLASTICA CON I FUNGHI? SI PUÒ!

UN DOCUMENTARIO ILLUMINANTE: UNA RETE SOTTERRANEA CHE PUÒ GUARIRE IL NOSTRO PIANETA

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.