La «pace attraverso la neutralità» descrive il concetto di politica di sicurezza volto a evitare i conflitti e a promuovere la stabilità attraverso l’assenza di alleanze militari e la non partecipazione alle guerre. Questo approccio, spesso associato a un’attiva mediazione diplomatica, è considerato un contributo alla sicurezza soprattutto in Austria (dal 1955) e in Svizzera.
Mentre l’esercito tedesco si prepara alla Grande Guerra, sta prendendo piede una tendenza che va nella direzione opposta. Per ora è ancora modesta, ma la situazione potrebbe cambiare molto rapidamente. https://abfang.org/neutralitaetskonferenz/
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Al congresso di tre giorni della Nuova Società di Psicologia, tenutosi a fine marzo 2026 a Berlino con il titolo «Distruzione Furiosa», i relatori hanno ammonito con forza che Germania e Unione Europea stanno dirigendosi attivamente verso una guerra contro la Russia. Non meno di 19 oratori hanno partecipato all’evento, di cui Sophia Maria Antonulas ha riportato. Tra loro figurano nomi di spicco come Karin Leukefeld, Eugen Drewermann, Wolfgang Effenberger, Hannes Hofbauer, Patrick Baab e Uli Gellermann.
Critiche alla politica pandemica
Diversi relatori hanno visto nella politica anti-Covid una condizionatura sistematica della popolazione: attraverso addestramento all’obbedienza, promozione della crudeltà e depoliticizzazione mirata della società, si sarebbe creato un clima che alla fine serve al fascismo e alla propensione alla guerra. Il psicoanalista Klaus-Jürgen Bruder, ad esempio, ha descritto come le istituzioni totalitarie spezzino la volontà popolare e rendano le persone docili. Lo storico Wolfgang Krieger ha chiesto una politica tedesca autonoma invece del ruolo attuale di vassalli verso gli USA. E l’autore Wolfgang Bittner ha parlato di una manipolazione e indottrinazione completa che prepara psicologicamente la popolazione alla guerra.
Critiche alla militarizzazione
Altri relatori hanno criticato duramente la crescente militarizzazione della Germania, il suo ruolo di snodo NATO in Europa, l’abuso del concetto di «resilienza» e la forte influenza transatlantica su politica e media.
Per porre fine alla guerra imminente e alla sottomissione a interessi estranei, i relatori hanno chiamato all’ disobbedienza civile, al disarmo unilaterale, a una posizione neutrale della Germania, a uno sciopero generale e all’uscita dalla NATO.
La posizione svizzera
Per la Svizzera, in questo contesto, si tratta ora di preservare la neutralità intaccata. Questo obiettivo se lo è posto una nuova alleanza di sinistra che ha unito partiti progressisti, movimenti per la pace e organizzazioni della società civile.
L’alleanza critica decisamente l’avvicinamento crescente della Svizzera a progetti NATO come Sky Shield o PESCO, nonché l’adozione in gran parte automatica delle sanzioni UE, che vede come una violazione della neutralità. A differenza dei socialdemocratici consolidati, che respingono una corrispondente iniziativa popolare, l’alleanza esige una neutralità chiara, ancorata constitucionalmente, che tenga la Svizzera permanentemente lontana da alleanze militari e da partecipazioni a conflitti internazionali.
FONTE TRANSITION NEWSLETTER https://transition-news.org
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