Di Maria Heibel
Fin dall’annuncio, il progetto Tianhe ha ricevuto forti critiche da parte di scienziati cinesi e internazionali. Le principali obiezioni riguardano: L’impossibilità tecnica di creare e mantenere un corridoio atmosferico stabile su centinaia di chilometri – La dipendenza dalle condizioni meteorologiche preesistenti: l’inseminazione delle nuvole può aumentare le precipitazioni solo in nuvole già favorevoli, ma non crea pioggia dal nulla – I Rischi di effetti collaterali imprevedibili, come alterazioni della distribuzione delle piogge a monte o a valle, e possibili impatti su ecosistemi e Paesi confinanti.
Nel 2022 il progetto era già stato ridimensionato significativamente e da allora i canali ufficiali cinesi hanno smesso di parlarne, facendo ipotizzare a molti esperti che sia stato silenziosamente accantonato o fortemente ridimensionato. I canali ufficiali cinesi sono «rimasti silenziosi» sul tema dopo il 2022
Il Piano quinquennale 2026-2030 fa riferimento a «miglioramenti nella modifica del tempo» ma non menziona Tianhe/Sky River specificamente
Il progetto Tianhe rappresenta un esempio emblematico dei limiti e delle ambizioni di questo tipo di tecnologia. La vicenda illustra come Stati siano disposti a mettere in pratica soluzioni estreme, anche quando la comunità scientifica ne mette in dubbio l’efficacia e la sicurezza.
I cinesi si occupano davvero di inseminazione delle nuvole da molto tempo…
Cercando delle foto del progetto cinese di inseminazione delle nuvole, ho trovato queste illustrazioni degli anni ’70 su un sito web chiamato Chineseposters.net. https://chineseposters.net/tags/cloud-seeding
Riassunto di un ampio articolo di James Price, pubblicato due giorni fa su Live Science
Il progetto Tianhe (“Fiume nel Cielo”): il piano della Cina per creare un corridoio atmosferico di precipitazioni
La Cina affronta una grave crisi idrica che colpisce centinaia di milioni di persone. Per rispondere a questa emergenza ha avviato progetti idrici di scala senza precedenti. Tra questi spicca il progetto Tianhe (“Fiume nel Cielo”), annunciato nel 2018: un piano ambizioso per creare un corridoio permanente di umidità nell’atmosfera sull’Altopiano del Tibet, trasferendo precipitazioni artificiali da un bacino idrico all’altro mediante tecniche di inseminazione delle nuvole.L’iniziativa era pensata come complemento al colossale Progetto di Trasferimento Idrico Sud-Nord, finalizzato a portare acqua dalle regioni meridionali più umide verso il Nord e l’Est del Paese, densamente popolati e storicamente soggetti a scarsità idrica.
Le operazioni di modifica del tempo in Cina
La Cina è leader mondiale nell’inseminazione delle nuvole. Impiega decine di migliaia di persone, migliaia di lanciarazzi, decine di aerei e droni, investendo l’equivalente di miliardi di dollari. Le operazioni includono il lancio di razzi e proiettili contenenti ioduro d’argento, oltre al rilascio di sostanze da aerei e droni per stimolare le precipitazioni.Sebbene più di 50 Paesi pratichino l’inseminazione delle nuvole su piccola scala, la Cina opera su una dimensione completamente diversa, sia per estensione territoriale che per risorse impiegate.
Obiettivi dichiarati
Aumentare le precipitazioni nelle regioni di origine dei grandi fiumi asiatici.
Creare un “fiume atmosferico” artificiale per trasferire umidità verso il bacino del Fiume Giallo.
Ridurre la vulnerabilità alla siccità di aree agricole e urbane.
Sostenere il grande progetto di trasferimento idrico Sud-Nord.
Critiche scientifiche e limiti tecnici
Fin dall’annuncio, il progetto Tianhe ha ricevuto forti critiche da parte di scienziati cinesi e internazionali. Le principali obiezioni riguardano:
L’impossibilità tecnica di creare e mantenere un corridoio atmosferico stabile su centinaia di chilometri.
La dipendenza dalle condizioni meteorologiche preesistenti: l’inseminazione delle nuvole può aumentare le precipitazioni solo in nuvole già favorevoli, ma non crea pioggia dal nulla.
Rischi di effetti collaterali imprevedibili, come alterazioni della distribuzione delle piogge a monte o a valle, e possibili impatti su ecosistemi e Paesi confinanti.
Nel 2022 il progetto era già stato ridimensionato significativamente e da allora i canali ufficiali cinesi hanno smesso di parlarne, facendo ipotizzare a molti esperti che sia stato silenziosamente accantonato o fortemente ridimensionato.
Implicazioni geopolitiche, sociali e ambientali
L’investimento massiccio in una soluzione così radicale, nonostante le forti perplessità scientifiche, rivela fino a che punto la Cina è disposta ad arrivare per risolvere i suoi problemi idrici e climatici. Alcuni studiosi interpretano questa tendenza come espressione di una visione che considera la natura principalmente come un’infrastruttura da controllare e modellare su larga scala.Questo approccio solleva questioni importanti di governance: chi decide quando e come intervenire sull’atmosfera? Come vengono valutati i rischi? Come si gestiscono gli impatti su comunità vulnerabili e Paesi vicini?Pur non esistendo al momento evidenze che la Cina stia perseguendo progetti di geoingegneria climatica su scala globale (come la modifica della radiazione solare), il caso Tianhe mostra una chiara propensione verso interventi tecnologici estremi sull’atmosfera.
Conclusione
Il progetto Tianhe rappresenta un esempio emblematico dei limiti e delle ambizioni della geoingegneria. Sebbene l’inseminazione delle nuvole possa offrire benefici locali in condizioni favorevoli, non è in grado di risolvere problemi strutturali di scarsità idrica su scala continentale. La vicenda sottolinea come alcuni Stati siano disposti a esplorare soluzioni estreme, anche quando la comunità scientifica ne mette in dubbio l’efficacia e la sicurezza.
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LA CINA, “DA GRANDE ATTORE NELLA MODIFICA ARTIFICIALE DEL TEMPO A LEADER GLOBALE” (BBC)
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