Di Nogeoingegneria

Ieri era la Giornata Internazionale della Neutralità, istituita nel 2017 dall’ONU con l’indicazione che una politica di neutralità contribuisce a rafforzare la pace e la sicurezza. Inoltre, essa svolge un ruolo importante nello sviluppo di relazioni vantaggiose per tutte le parti tra i Paesi del mondo.

.A livello internazionale la Giornata Internazionale della Neutralità non ha ricevuto nessuna attenzione. Questo silenzio è sintomatico. L’idea di una neutralità attiva e preventiva – che potrebbe ridurre tensioni e spese belliche – non piace certo in questo clima di riarmo. 

L’unico contesto in cui la giornata è stata menzionata è stato quello degli eventi ad Ashgabat (Turkmenistan), per il 30º anniversario della neutralità permanente del Paese e il forum internazionale su “Anno Internazionale della Pace e della Fiducia”.

Neutralità: Turkmenistan, un modello per il mondo

 Il 12 dicembre 1995 le Nazioni Unite hanno riconosciuto il passo del Turkmenistan di dichiarare la neutralità permanente. Da allora, il 12 dicembre è festa nazionale in Turkmenistan. Nel 2025 si celebra il 30º anniversario della neutralità permanente.

Con questo passo, il Turkmenistan ha seguito l’Ucraina, che già il 16 luglio 1990, nella sua Dichiarazione sulla sovranità statale, aveva solennemente dichiarato di voler essere uno Stato di neutralità permanente e di non partecipare a blocchi militari. (Le influenze «occidentali» che hanno reso vana questa dichiarazione sono note.)

E il Turkmenistan ha seguito l’Austria, che nel 1955 ha dichiarato la neutralità perpetua, e la Svizzera, la cui neutralità si basa sulla Convenzione dell’Aia sulle leggi e gli usi della guerra terrestre del 1907.Dal 2017 il 12 dicembre è la Giornata Internazionale della Neutralità.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso con la risoluzione 71/275 del 2017 di istituire questa giornata – e precisamente «ribadendo la grande importanza del rispetto dell’uguaglianza sovrana degli Stati, dell’integrità territoriale, dell’autodeterminazione, della non ingerenza negli affari interni degli Stati e della risoluzione pacifica delle controversie internazionali in modo da non mettere in pericolo la pace e la sicurezza internazionali nonché la giustizia, riconoscendo che tali politiche nazionali di neutralità mirano a promuovere l’uso della diplomazia preventiva […], considerando che la diplomazia preventiva è un compito centrale delle Nazioni Unite e occupa un posto di primo piano tra i compiti del Segretario Generale delle Nazioni Unite, e in questo contesto riconoscendo l’importante ruolo delle missioni politiche speciali delle Nazioni Unite e dei buoni uffici del Segretario Generale nei settori della costruzione della pace, del mantenimento della pace e del consolidamento della pace […]»

Lo storico svizzero Pascal Lottaz commenta: «Il campione indiscusso della neutralità tra gli ex Stati sovietici è senza dubbio il Turkmenistan… Grazie al Turkmenistan, l’ONU ha ufficialmente dichiarato il 12 dicembre «Giornata della Neutralità» – Grazie Turkmenistan.»

La campagna «Per una Germania neutrale» invita a prendere esempio da ciò e a dichiarare, mediante un’integrazione alla Legge Fondamentale:«Animato dalla volontà di servire la pace nel mondo, la Germania dichiara la propria neutralità perpetua. Di conseguenza, la Germania in futuro non apparterrà ad alcuna alleanza militare, metterà a disposizione le proprie forze armate solo per la difesa del Paese, non esporterà materiale bellico, non finanzierà parti belligeranti straniere e non consentirà sul proprio territorio basi militari di Stati stranieri. La Germania utilizza la propria neutralità perpetua per prevenire e risolvere conflitti e si rende disponibile come mediatore attivo e promotore di pace.» Al più tardi per il 10º anniversario della Giornata della Neutralità, il 12 dicembre 2027, questo dovrebbe essere attuato. Raggiungere tale obiettivo è un compito degno per il movimento per la pace e per tutte le forze sociali che non sono ancora cadute nella follia della guerra.

Campagna trasversale «Per una Germania neutrale»
(iniziata dal gruppo di lavoro Pace di dieBasis Colonia)
Anneliese Fikentscher, Andreas Neumann e Wolfgang Pawlik
https://deutschlandNEUTRAL.de

E cito ancora:  

La campagna «Per una Germania neutrale» invita a prendere sul serio questa visione e a tradurla in pratica, seguendo il principio fondamentale della Svizzera e dell’Austria. Solo così il Paese potrà ottenere una sicurezza duratura. Entro due anni dovrebbero essere introdotte le corrispondenti modifiche alla Legge Fondamentale. Si tratterebbe di un compito degno per tutte le forze sociali che non sono ancora cadute nella follia della guerra. Non si può che essere d’accordo, e continuo a essere convinto che la grande maggioranza della popolazione respinga la funesta preparazione alla guerra che viene perseguita senza scrupoli su molti livelli. Il segretario generale della NATO Mark Rutte, in un recente evento a Berlino, ha nuovamente evocato la presunta minaccia russa arrivando ad avvertire di una guerra «di dimensioni tali quali le hanno vissute i nostri nonni e bisnonni». L’Iniziativa per la Democrazia e l’Illuminazione commenta a ragione: «I politici adatti, come quelli dei tempi dei nostri nonni e bisnonni, li abbiamo già». Queste stesse figure politiche continuano intanto allegramente a gettare benzina sul fuoco, sia per alimentare ulteriormente le paure sia per distrarre la nostra attenzione da altri temi…Da Transition Newsnews@transition-news.org

Il tema della neutralità come strumento per una sicurezza duratura e per relazioni internazionali più equilibrate merita di essere discusso seriamente anche in Italia.

L’Italia, con la sua posizione geopolitica al centro del Mediterraneo, una storia di ponti tra culture diverse e una Costituzione che all’articolo 11 ripudia esplicitamente la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, avrebbe in teoria tutte le carte in regola per riflettere su una politica di neutralità attiva sul modello svizzero o austriaco. Una neutralità non passiva, ma impegnata.

Una campagna “Per un’Italia neutrale” potrebbe quindi trovare terreno fertile in ampi settori dell’opinione pubblica stanchi di escalation continue, aumenti delle spese militari e rischi inutili.

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