Di Nogeoingegneria.com
Gli attacchi a oleodotti e raffinerie sono una tattica strategica consolidata nelle guerre attuali. In visto di una possibile guerra Russia-NATO va ricordato il ruolo fondamentale del NATO POL che fornisce il carburante agli aeroporti militari e non solo. Alla ricerca di risposte ai cambiamenti avvenuti nel cielo negli ultimi decenni, questa realtà è chiaramente emersa e sta assumendo un significato sempre più rilevante in vista di un’escalation militare.
Per decenni, l’esistenza stessa di questa rete in Italia è stata coperta dal segreto militare, diventando di dominio pubblico solo nel 2007, il che non vuol dire che la notizia sia stata diffusa. In pratica non lo sa quasi nessuno.
In Italia – come nel resto d’Europa – si estende una fitta rete di tubature sotterranee della Nato, all’interno delle quali scorre carburante avio a uso militare e civile. La rete alimenta le basi aeree di Ghedi, Aviano, Rivolto, Villafranca Veronese, Cervia e altre infrastrutture. Via camion o treno il carburante per jet arriva anche alle basi del Sud Italia. La sezione italiana della rete Nato POL (Petroleum, Oil and Lubricants) è denominata North Italian Pipeline System (NIPS).
Punti focali della geografia militare italiana sono le installazioni di Aviano e Ghedi — che ospitano le bombe nucleare della NATO — e nodi logistici marittimi come La Spezia rappresentino, per definizione, “punti di massima attenzione”. La Spezia è un obiettivo critico perché è il “cervello” e il “cuore” operativo della Marina Militare per il Mediterraneo. La difesa di questo porto implica oggi non solo la protezione contro attacchi aerei o missilistici, ma anche la sorveglianza costante contro minacce asimmetriche (droni subacquei, sabotaggi sottomarini), che sono diventate una priorità tattica dopo i recenti sabotaggi a infrastrutture energetiche in Europa. FONTI https://www.cittadellaspezia.com/2026/01/07/in-partenza-i-lavori-per-il-nuovo-molo-carburanti-della-nato-a-ruffino-cantiere-fino-al-2030-634770/
Ho pubblicato questo articolo nel 2014
L’interrogazione parlamentare del deputato Devis Dori ha chiesto di recente chiarimenti al Governo sul potenziamento dell’oleodotto NATO La Spezia-Ghedi, un’opera da 38 milioni di euro che suscita preoccupazioni per la sicurezza dei civili a causa dei possibili collegamenti con il deposito di armi nucleari Bresciaoggi.
Dettagli dell’opera e del tracciato:
Potenziamento marittimo: Nel Golfo di Ruffino (La Spezia) è prevista la costruzione di un nuovo pontile di 550 metri per l’attracco simultaneo di due navi cisterna fino a 80.000 tonnellate Radio Onda d’Urto.
Nuova condotta: Il progetto include la sostituzione della vecchia condotta subacquea con una superficiale Radio Onda d’Urto.
Centro di controllo: Lo snodo cruciale per il monitoraggio dell’enorme flusso di carburante si trova a Parma, sede del Comando Rete Pol (Petroleum Oil Lubricants) Bresciaoggi.
L’interrogazione pone l’accento sui rischi taciuti legati all’attraversamento del territorio da parte di idrocarburi.
Il tracciato dell’oleodotto sarebbe top secret: qualcuno in questo momento potrebbe camminare su fiumi di kerosene additivato senza saperlo. Ma uno studio del Politecnico di Torino ha in parte svelato il percorso. Lo snodo cruciale è a Parma, dove si trova la sede del Comando Rete Pol (Petroleum Oil Lubricants) che monitora questo enorme flusso di carburante che ha toccato l’apice dello sfruttamento durante i bombardamenti sul Kosovo nella seconda metà degli anni Novanta. VEDI QUI https://www.bresciaoggi.it/territorio-bresciano/bassa/via-al-potenziamento-dell-oleodotto-nato-piu-super-carburante-per-l-aerobase-1.12903672
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