Articolo by NoGeoingegneria

L’hanno detto alla televisione e scritto sui giornali di mezzo mondo, sul New York Times, ZEIT, Corriere, Agenzia Ansa e Adnkronos, su riviste scientifiche, siti meteo etc etc, la lista è infinitamente lunga. La ‘notizia’ parla di uno studio, frutto delle ‘ricerche’ del ‘fior fiore’ degli scienziati, secondo molti, ‘studio’ che sfata il mito delle ‘scie chimiche’ e ‘prova’ che non c’è nessuna evidenza di operazioni occulte in cielo.

I ricercatori non hanno trovato alcuna evidenza di attuazione di programmi che prevedano lo spruzzo di sostanze chimiche su larga scala e di cui non saremmo a conoscenza, e hanno concluso che tutti i caratteristici disegni di “scie chimiche” nel cielo possono essere spiegati con le già conosciute leggi scientifiche sul vapore acqueo.” Fonte

“Ci sono più scie semplicemente perchè sono aumentati gli aerei – spiega Ken Caldeira, l’autore più importante della ‘ricerca’ -, ma probabilmente sono più persistenti per effetto dei cambiamenti climatici”. Eccoci!!

Scrive Paolo de Santis: Il lavoro “scientifico” in questione, pubblicato su Environment Research Letters, si intitola “Quantifying expert consensus against the existence of a secret, large-scale atmospheric spraying program” ovvero “Valutazione del consenso da parte di esperti sull’esistenza di un programma segreto di irrorazione su vasta scala”. Gli autori sono tre ricercatori della Carnegie Institution for Science e un programmatore di videogame…

Se qualcuno avesse avuto qualche dubbio sulle cause dell’estrema variabilità delle condizioni atmosferiche, sia su scala spaziale che temporale, sulla sparizione delle stagioni, sui periodi di secca esiziale seguiti da devastanti alluvioni. Se questo qualcuno si fosse fatto qualche idea bizzarra, collegando questi fatti inquietanti alle strane attività aeree chiaramente visibili in cielo. Se lo stesso qualcuno infine avesse deciso di fare una ricerca, trovando decine di documenti ufficiali che da oltre due decenni ipotizzano il controllo del tempo atmosferico mediante le irrorazioni stratosferiche, e avesse concluso che era in atto una manipolazione ambientale, sappiate che questo qualcuno sarebbe un visionario teorico dello SLAP. Cosa ciò significhi ce lo spiega un gruppo di “scienziati” in un lavoro fondamentale, che scioglie ogni dubbio e ci tranquillizza. 

Potremo d’ora in poi dormire sonni tranquilli.

Dunque perché tante virgolette in questa piccola introduzione? L’articolo integrale ve lo spiega. LINK

OVERCAST IL FILM

Immagine incorporata 1

 

Matthias Hancke, regista di OVERCAST, film presentato l’8 di ottobre a Bolzano, sonni tranquilli non li aveva e non li ha recuperati dopo queste ‘rivelazioni’. Anni fa si era reso conto di cieli che stavano cambiando aspetto e, con preoccupazione crescente di fronte a uno strano fenomeno in espansione, ha voluto andare fino in fondo, anzi fino in quota, e prelevare campioni dalle scie bianche persistenti che sfiguravano lo spazio celeste.  Imbarcarsi in una simile impresa non è facile per un cittadino comune, ma Hancke è riuscito nel suo intento. 

Ha voluto ascoltare gli uni e gli altri, chi tranquillizzava e chi allertava su  questa comunque nuova realtà. Le testimonianze sulle apparizioni sono chiare: in USA-Canada ci si accorgeva dal 1998 di tramonti scarabocchiati, in Europa sono state osservate strisce e scacchiere che si formavano dal rilascio di aerei solo dal 2002/2003.  Come mai questa sfasatura temporale? Gli avvistamenti sono stati graduali anche a livello nazionale, una evoluzione in spazio e tempo. In Italia la Sicilia rimase fuori per anni. Oggi non si salva più. Non è facilmente da spiegare questo fatto a confronto con condizioni atmosferiche naturali.

 Il lungo viaggio di indagini e scoperte del regista è stato documentato con il suo film OVERCAST, presentato con buona risonanza in alcuni film-festival europei. Hancke ha il merito di aver riportato su un piano difficilmente contestabile un tema fortemente screditato e ridicolizzato.

Troviamo nel filmato tra gli intervistati facce note, anche i fautori principali della suddetta ‘rivista scientifica’ peer review: Ken Caldeira e Mick West.

Ken Caldeira, esponente di spicco della Geoingegneria, è stato ricercatore (dal 1990 al 2005)  presso il Livermore National Laboratory, il laboratorio federale di ricerca di cui fu direttore Edward Teller (link). La Geoingegneria (denominazione usata in particolari contesti che si è poi fortemente ampliata) proponeva già negli anni sessanta un metodo  per la manipolazione globale del clima  (vedi NOTE ) attraverso la dispersione di sostanze chimiche in atmosfera. Pubblicazioni, diffuse per promuovere le idee ‘salvatrici’, oggi così propagandate, trovano progetti precursori nati con altri intenti: per esempio liberare l’artico dal ghiaccio per motivi che lasceremo scoprire al lettore che fin qui ci ha seguito…. (vedi NOTE).

I progetti attuali illustrano il FUTURO VIRTUALE MOSTRANDO LA REALTA’ PRESENTE!

 

Hancke fa parlare fisici, meteorologi, climatologi, responsabili di enti pubblici. Dà voce, e a lungo, al top dei debunker, lo statunitense Mick West.

Non commenta le affermazioni dei suoi interlocutori.

Chiede piuttosto di seguire l’alternarsi di opinioni e di fare lo sforzo di maturare una valutazione personale, perché punta sulla necessità di una massa critica di persone consapevoli per smuovere lo stagno.

Le ricerca di indizi e le testimonianze presentate di Hancke sono attraversate dal filo rosso dell’evolversi dei voli di misurazione, dalla cattura delle particelle di scie in alta quota e dall’analisi dei campioni.

Un risultato c’è! Il risultato ha fatto concludere una prima versione del film con la richiesta di effettuare misurazioni autorevoli e indipendenti. Appena finito il film nella sua prima versione e presentato al Festival per l’ambiente ad Innsbruck, il regista scopre la sua richiesta finale in un certo modo accontentata.  Rimette le mani al film e aggiunge un’intervista importante con Ulrike Lohmann, esperta dell’atmosfera del EHZ (1). La Lohmann non ha prelevato campioni in quota, ma ha analizzato i gas di scarico di tre diversi tipi di turbine di aerei all’aeroporto di Zurigo. La sua è una riposta chiara alla domanda iniziale del film. Le misurazioni dimostrano l’esistenza di alluminio e bario nelle emissioni (e quindi di conseguenza anche in quota).

Quindi gli ingredienti individuati e accusati da molte persone in tutto il mondo sono stati trovati anche nel carburante degli aerei.

Negare a questo punto diventa un problema serio: non può trattarsi di semplice vapore acqueo quelle che vediamo come coperture artificiali create dai velivoli.

“Con l’aumento del traffico aereo, anche sostanze come il bario e l’alluminio aumenteranno in atmosfera”, commenta la scienziata.

Chi guarda il cielo dopo aver visto il film, difficilmente potrà evitare di farsi domande. E questo è un inizio importante.

Le scie degli aerei indicano problemi di ampia portata.

Dagli anni quaranta in poi inizia la conquista, il controllo e la militarizzazione dello spazio e in questo contesto gli aerei hanno molteplici utilizzi. Gli aerei come strumento per il controllo e le manipolazioni diventano un dettaglio sempre più rilevante. Basti pensare agli aerei degli anni quaranta, che schermavano il cielo per molteplici scopi (chaff, smoke screen, ecc.).

Sappiamo di modifiche atmosferiche su vasta scala già negli anni cinquanta e sessanta; la guerra in Vietnam è stata un campo di sperimentazione terribile; è noto il tentativo di creare un anello di aghi di rame intorno al globo; sappiamo delle molteplici detonazioni nucleari con conseguenze ancora oggi non comprese, la lacerazione dello strato ozono-sferico. Su scala minore sono noti rilasci, anche per centinaia di chilometri, come nel caso delle nuvole fantasma impiegate in esercitazioni militari, o la dispersione di sostanze chimiche (LAC), o l’uso di traccianti per il monitoraggio delle correnti.

Ma anche tralasciando gli interventi intenzionali, il traffico aereo civile ha di per sé un impatto cruciale sulle condizioni atmosferiche. E nonostante ciò è stato escluso da tutti i protocolli sulle emissioni (da Kyoto a Montreal), e piuttosto che scoraggiato, sembra essere favorito da diversi incentivi e sponsorizzazioni.

Infatti, da qualche anno notiamo strani fatti e coincidenze: l’esenzione dalle tasse sul carburante aereo; dal 2002 in poi, l’apertura degli aeroporti militari al traffico civile; i prezzi dei biglietti spesso assurdamente bassi. Tutto ciò ha portato ad una notevole espansione del traffico aereo e, anche da solo, potrebbe quasi spiegare l’affollamento di scie in cielo.

Non spiega però il disinteresse per le emissioni, con l’esclusione scattata dal 1999, anno in cui l’IPPC ci fornisce un ultimo rapporto in tema.

Il Dr. Peter Kalmus lo dice con chiarezza e vive di conseguenza, avendo scelto di non volare più: IL MODO MIGLIORE PER RISCALDARE IL PIANETA? VOLARE IN AEREO.

Come mai questa realtà è offuscata? 

È la NOAA (l‘Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica) stessa ad affermare che le scie degli aerei che formano estese coperture artificiali rappresentano “un’ ingegneria climatica involontaria”. Gli scienziati dell’atmosfera avvertono: gli aerosol rilasciati in quota influenzano il clima, hanno un effetto moltiplicato rispetto ad una diffusione su strati inferiori, e gli effetti possono essere imprevedibili e devastanti.

Il film OVERCAST si rivolge a chi, pur avendo qualche dubbio, decide tutto sommato di affidarsi alle rassicuranti argomentazioni ufficiali. E si tratta dello stessa tipologia di persone a cui era destinato l’articolo citato di Caldeira & Co.

Coincidenze.

Il film si rivolge a chi ancora non ha le idee chiare, nonostante le ‘prove mostrate’ dagli scienziati. E’ un film da far vedere ad amici e parenti, ma soprattutto a chi ci rappresenta, decide e controlla, a chi dovrebbe salvaguardare lo spazio, l’ambiente e la nostra salute.

Hancke ha mandato una lettera a tutti i parlamentari svizzeri, informandoli sui dati da prendere in considerazione, e la risposta è stata positiva.

La coltre in cielo deve essere indagata dalle istituzioni e dagli enti al servizio della popolazione, ovvero dai soggetti a cui questo dovere compete. Questa era anche la conclusione fatta anni indietro dal generale Fabio Mini. .

Abbiamo il diritto di sapere cosa si trova nell’aria che respiriamo, nell’acqua che beviamo e nel cibo che mangiamo.

Chi esegue, tace o mente su operazioni dannose per le popolazioni e l’ambiente dovrà prima o poi rispondere di tali menzogne od omissioni in sede giuridica.

Non è un film che prende per mano lo spettatore, consentendo alla sua mente di venire eteroguidata.

Hancke ha focalizzato una sola domanda: i cieli coperti artificialmente dal passaggio di aerei sono una realtà su cui si deve fare chiarezza, oppure è già tutto chiaro?

Per riassumere, le voci dei media mainstream di questi ultimi giorni dicono che una risposta definitiva è stata data. Ma un esame, neanche troppo attento, di questo studio ci fa capire che non si tratta di una ricerca seria, ma di un ‘GRANDE BLUFF’ .

Il film di Hancke apre una discussione che parte da una domanda cruciale: la copertura dei nostri cieli è innocua?

Non lo è e di questo possiamo essere certi.

Il film è un buon avvio per poter pretendere un approfondimento della questione.

 

(1) EHZ Zurigo: Il Politecnico federale di Zurigo, è considerato il più prestigioso istituto universitario politecnico della Svizzera e uno dei più importanti centri di ricerca del mondo.

 

NOTE

Quella di Wexler fu l’ultima di una lunga serie di proposte ambiziose per il riscaldamento dell’Artico. Per coincidenza, le sue proposte avvenivano nello stesso momento in cui la National Academy of Sciences stava lavorando al NATIONAL WEATHER MODIFICATION PROGRAM (programma nazionale per la modifica del clima), un ambito nel quale i militari si erano già avventurati fin dal 1958.

Le proposte erano le seguenti :

– AUMENTARE LA TEMPERATURA DELLA TERRA DI 1.7 °C iniettando una nube di cristalli di ghiaccio nell’atmosfera polare facendo esplodere 10 BOMBE NUCLEARI NELL’OCEANO ARTICO (scritto nel suo articolo “Modifying Weather on a Large Scale”, Science, n.s. 128 Oct. 31, 1958) in Science Magazine.http://www.sciencemag.org/content/128/3331/1059.extract

– DIMINUIRE LA TEMPERATURA DELLA TERRA DI 1.2 C, “lanciando un anello di particelle di polvere intorno all’orbita equatoriale”, una modifica rispetto ad una precedente proposta russa per riscaldare l’Artico (VEDI QUI) .

– DISTRUGGERE LO STRATO DI OZONO E QUINDI AUMENTARE NETTAMENTE LA TEMPERATURA SUPERFICIALE DELLA TERRA, irrorando diverse centinaia di migliaia di tonnellate di cloro e bromo con aerei stratosferici .

Fonte http://www.nogeoingegneria.com/timeline/storia-del-controllo-climatico/herry-wexler/

NEL NOSTRO ARCHIVIO

FILM OVERCAST – UNA STORIA SULL’INGEGNERIA DEL CLIMA

L’IMPATTO DELLE EMISSIONI DEGLI AEREI SU CLIMA E OZONO

VELATURE: E NON CHIAMATELE PIU’ INNOCUE!

LA VERITÀ: BARIO E ALLUMINIO NEL CARBURANTE DEGLI AEREI!

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LA GEOINGEGNERIA: METODI PER IMMETTERE IN ATMOSFERA AEROSOL UTILIZZANDO AEREI OPPORTUNAMENTE ATTREZZATI

SMOG? IL COLPEVOLE NASCOSTO!

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