Kary Mullis, l’inventore del PCR (Premio Nobel per la Chimica 1993), aveva ripetutamente avvertito che il suo test non è adatto a diagnosticare infezioni in corso.
Diceva chiaramente:
«Con il PCR, se lo fai bene, puoi trovare quasi tutto in chiunque. Non ti dice che sei malato.»
Già nel 2020, quando i valori Ct venivano spinti oltre 35-40 cicli (in alcuni laboratori addirittura a 45), era evidente che si stavano rilevando frammenti di RNA vecchi o inattivi, non virus infettivi.
L’OMS stessa, a gennaio 2021, ha dovuto pubblicare un avviso ufficiale: i test con Ct troppo alti producono falsi positivi e vanno interpretati con cautela clinica. Quindi sì: chi seguiva con attenzione le fonti primarie lo sapeva fin dall’inizio.
Questa nuova studio tedesco non fa altro che confermare con i dati ufficiali quello che Mullis e altri scienziati critici ripetevano da anni.
Era sotto gli occhi di tutti, ma non conveniva guardarlo.
L’avvocato Reiner Fuellmich aveva capito molto rapidamente come smascherare la falsa pandemia. Con il test PCR ingannevole. È finito in prigione con false accuse, condannato a più di 4 anni. È stato presentato ricorso in appello. Ma è al terzo anno dietro le sbarre.
Studio tedesco attuale rivela: Il test PCR era una frode politica
Nuovo studio tedesco suggerisce: 9 test “positivi” su 10 non indicavano un’infezione reale
Una nuova indagine di Michael Günther, Robert Rockenfeller e Harald Walach, pubblicata sulla rivista specializzata Frontiers in Epidemiology (2025), mette in discussione il dogma centrale della politica anti-Covid: l’affidabilità del test PCR.
Risultato: solo il 10-14% era realmente infettoI ricercatori hanno analizzato milioni di dati PCR e di anticorpi del network di laboratori tedesco ALM e.V., che ha eseguito circa il 90% di tutti i test tra marzo 2020 e l’estate 2021.
Il risultato è esplosivo:
«Solo il 14% – forse addirittura solo il 10% – delle persone identificate come positive al SARS-CoV-2 tramite test PCR era realmente infetto, come dimostrato dalla presenza di anticorpi IgG.»
In altre parole: fino a 9 positivi su 10 non avevano mai avuto una vera infezione.
Il test che decideva tutto
Durante la pandemia il PCR è stato considerato il “gold standard”. In base ai suoi risultati sono stati imposti lockdown, chiuse scuole, distrutte aziende e isolate persone.
Chi risultava positivo era automaticamente considerato infetto – indipendentemente da sintomi o dalla presenza di anticorpi.
Ma il nuovo studio dimostra: questa assunzione non aveva basi scientifiche.Il test PCR rileva frammenti di RNA virale, non un’infezione attiva. Tracce minime – o soglie (valori Ct) impostate in modo errato – potevano generare un risultato “positivo” clinicamente privo di significato.Potere esplosivo politicoSe il tasso reale di infezione è stato sovrastimato di dieci volte, l’intera legittimità della politica pandemica viene messa in discussione:
Coprifuoco e quarantene si basavano su statistiche che rappresentavano per lo più casi fantasma.
Persone sono state rinchiuse, stigmatizzate ed escluse dalla vita lavorativa sebbene non fossero mai state malate.
Il test PCR è diventato così non uno strumento diagnostico, ma un mezzo di controllo.
Fallimento scientifico e morale
Gli autori criticano anche l’“incidenza a 7 giorni” – l’indicatore che ha tenuto la Germania in stato di emergenza per oltre due anni – definendolo “scientificamente privo di significato”.
Perché si basava esclusivamente sui risultati PCR che, secondo questa analisi, non avevano alcun legame affidabile con la reale diffusione del virus.Nasce così una domanda scomoda:
Come ha potuto un metodo di laboratorio fallibile diventare la base di uno stato di emergenza globale?
Conclusione
Questo studio conferma ciò che molti sospettavano già nel 2020: il test PCR non è mai stato una prova di infezione, ma uno strumento di misurazione molecolare politicamente abusato.
Milioni di persone sono state private dei diritti, isolate e discriminate a causa di valori di laboratorio “positivi” – per nulla. La scienza fornisce ora la prova tardiva ma decisiva: La pandemia dei positivi è stata soprattutto una pandemia di misurazioni errate.
Leggi qui https://www.frontiersin.org/journals/epidemiology/articles/10.3389/fepid.2025.1592629/full
FONTE https://uncutnews.ch/aktuelle-deutsche-studie-zeigt-der-pcr-test-entlarvt-sich-als-politischer-schwindel/
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