Le Nazioni Unite attraversano una delle fasi finanziarie più difficili della loro storia recente. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal l’organizzazione sarebbe vicina a una grave crisi di liquidità a causa dei mancati versamenti da parte di alcuni dei suoi principali finanziatori, in particolare Stati Uniti e Cina.
Washington avrebbe accumulato arretrati per circa 4 miliardi di dollari, mentre Pechino dovrebbe ancora versare 455 milioni di dollari. Complessivamente i contributi dei due Paesi rappresentano circa il 42% del bilancio ordinario delle Nazioni Unite, rendendo particolarmente pesante l’impatto dei ritardi sui conti dell’organizzazione.
Le difficoltà economiche hanno già prodotto conseguenze concrete. L’ONU avrebbe infatti eliminato circa 3mila posti di lavoro all’interno del Segretariato e adottato misure di contenimento della spesa che, secondo diverse fonti, includono persino lo spegnimento delle scale mobili in alcune sedi. CONTINUA
Dopo decenni di potere: l’ONU di fronte alla sua più grande crisi di esistenza
Le Nazioni Unite sono di fronte alla più grave crisi finanziaria della loro storia recente. Il Segretario Generale dell’ONU António Guterres ha avvertito all’inizio del 2026 persino di un possibile “immediato collasso finanziario” dell’organizzazione. All’interno si discute di tagli di personale, riduzioni di bilancio e riforme profonde. Se non si troverà una soluzione, secondo Guterres l’ONU potrebbe rimanere senza soldi già in estate.
Ma la vera storia non riguarda i numeri di bilancio.
La vera storia riguarda il lento disfacimento di un ordine internazionale creato dopo la Seconda guerra mondiale e che oggi perde sempre più credibilità, autorità e capacità di attuazione politica.
Un’organizzazione mondiale con poteri limitati
Le Nazioni Unite sono state fondate per prevenire le guerre, risolvere i conflitti e proteggere il diritto internazionale. Sulla carta, l’organizzazione rappresenta quasi tutta l’umanità.
Nella realtà, però, a decidere sulle questioni centrali della politica mondiale sono ancora soprattutto le grandi potenze.
Nel Consiglio di Sicurezza Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia dispongono del diritto di veto, che può bloccare qualsiasi decisione fondamentale. In tal modo la struttura di potere delle Nazioni Unite resta in larga misura la stessa del 1945, nonostante il mondo sia cambiato profondamente da allora.
Per i critici questo è proprio uno dei problemi centrali dell’organizzazione: essa dovrebbe incarnare la legittimità globale, ma è dominata da una struttura che appartiene a un’epoca geopolitica completamente diversa.
Le guerre continuarono — nonostante l’ONU
L’elenco delle crisi internazionali in cui le Nazioni Unite hanno avuto scarsa influenza decisiva è lungo.
La guerra in Iraq è stata condotta nonostante forti obiezioni internazionali. La Libia è sprofondata nel caos dopo l’intervento della NATO. Nella guerra in Ucraina l’ONU rimane in larga misura spettatrice. Nel conflitto di Gaza vengono approvate risoluzioni mentre i combattimenti proseguono e la crisi umanitaria si aggrava.
Si ripete sempre lo stesso schema: non appena sono in gioco gli interessi delle grandi potenze, l’organizzazione raggiunge i propri limiti.
Perciò cresce in tutto il mondo la domanda su quale effettivo potere pratico possieda ancora l’ONU, se può commentare i conflitti ma spesso non impedirli o porvi fine.
La crisi finanziaria è solo il sintomo visibile
La crisi attuale non è sorta perché improvvisamente tutti gli stati avessero smesso di pagare.
Il problema sta piuttosto nel fatto che l’organizzazione dipende finanziariamente in misura significativa da pochi grandi contributori. Particolarmente gravi sono gli arretrati degli Stati Uniti, che come maggior finanziatore dell’ONU devono miliardi. Guterres ha parlato lui stesso di una crisi di liquidità in peggioramento e ha avvertito che l’organizzazione, senza riforme o pagamenti completi, potrebbe perdere la sua capacità operativa.
Così emerge un problema di fondo: un’istituzione che dovrebbe garantire la stabilità globale dipende finanziariamente da alcuni pochi stati. Se questi ritardano, tagliano o trattengono i loro contributi, l’intero sistema vacilla.
Il mondo cambia più in fretta delle sue istituzioni
Mentre l’ONU lotta con problemi finanziari, la distribuzione del potere globale cambia.
Nascono nuove alleanze. I paesi BRICS costruiscono proprie strutture. Sempre più stati cercano di rendersi economicamente e politicamente meno dipendenti dalle istituzioni a guida occidentale.
Eppure molte delle principali organizzazioni internazionali si basano ancora sugli equilibri di potere del dopoguerra. Proprio per questo cresce la domanda se l’ONU, nella sua forma attuale, sia ancora in grado di svolgere il ruolo per cui fu creata.
La vera crisi è la credibilità
Ancor più pesante dei problemi finanziari è la perdita di fiducia.
Molte persone percepiscono oggi le Nazioni Unite come un’organizzazione che pure organizza conferenze, adotta risoluzioni e pubblica dichiarazioni, ma il cui impatto sui conflitti reali sembra limitato. Quanto più le regole internazionali vengono applicate in modo selettivo, quanto più le guerre proseguono nonostante appelli diplomatici e quanto più sono evidenti le influenze degli interessi geopolitici sulle decisioni, tanto più cresce lo scetticismo verso l’intero sistema.
Un’istituzione perde autorità non solo quando finisce i soldi.
Perde autorità quando sempre meno persone credono che possa ancora assolvere al suo mandato originario.
Un ordine giunto alla fine del suo ciclo vitale?
Perciò la crisi finanziaria dell’ONU potrebbe rivelarsi molto più di un problema di bilancio temporaneo. Potrebbe essere un segno visibile che l’ordine internazionale del dopoguerra sta raggiungendo i suoi limiti strutturali.
Resta aperto se le Nazioni Unite verranno riformate, ridotte o affiancate da nuove strutture internazionali. Ciò che è certo è che l’organizzazione è sotto una pressione come poche altre volte.
La vera domanda quindi non è se all’ONU finiranno a breve i soldi.
La vera domanda è se il mondo crede ancora in un sistema le cui strutture di potere risalgono al 1945, mentre la realtà geopolitica si è ormai profondamente trasformata.
FONTI
Explainer: Why is UN warning of ‚imminent financial collapse‘?
How the UN funding crisis will worsen in 2026
Explainer: Why is UN warning of ‘imminent financial collapse’?
ARTICOLO ORIGINALE https://uncutnews.ch/nach-jahrzehnten-der-macht-die-uno-steht-vor-ihrer-grossten-existenzkrise/
L’Onu oggi: una crisi, o un’agonia?
L’elenco degli episodi in cui le risoluzioni dell’Assemblea sono risultate lettera morta é lungo e concorre a rafforzare una sensazione della inutilità e dell’anacronicità dell’Organizzazione.https://www.unimondo.org/news/lonu-oggi-una-crisi-o-unagonia
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