Quando la RAND Corporation pubblicò nel 2019 il suo studio Extending Russia – Competing from Advantageous Ground”, il paper fu poco notato al di fuori dei circoli specializzati in geopolitica. Oggi il documento sembra un piano strategico per l’escalation tra Russia e Occidente.
Molte delle misure che la RAND allora discusse in via teorica sembrano ora diventate realtà:

– consegne massicce di armi all’Ucraina,

– sanzioni economiche contro la Russia,

– guerra energetica,

– attacchi alle infrastrutture russe,

– riarmo della NATO,

– guerra dell’informazione, isolamento politico di Mosca,

e una spirale di escalation che avvicina sempre più a uno scontro diretto tra NATO e Russia.
La domanda decisiva è quindi:
La Russia viene ora spinta esattamente nella sovraestensione che il think tank statale USA RAND aveva già analizzato anni prima del conflitto in Ucraina?

 

Sovraestendere la Russia”

Lo studio esprime il suo obiettivo in modo sorprendentemente aperto.
RAND dichiara esplicitamente di voler mettere la Russia sotto pressione:
– economica,
– militare,
– geopolitica

– e politica.

Lo scopo:
spingere la Russia a investire risorse in conflitti e reazioni costosi, fino a indebolirne l’economia e la strategia. Testualmente RAND parla di attirare la Russia in aree “dove gli Stati Uniti possiedono un vantaggio competitivo”. In altre parole: non una guerra diretta contro la Russia — ma una strategia a lungo termine di sovraccarico controllato.

 

L’Ucraina come punto di pressione


Particolarmente significativo è oggi il capitolo sull’Ucraina.
RAND discute lì esplicitamente:
“Fornire assistenza letale all’Ucraina”
— cioè la fornitura di armi letali.
Gli autori scrivono apertamente che l’Ucraina potrebbe “far sanguinare” la Russia (“bleeding Russia”). Allo stesso tempo avvertono che Mosca potrebbe reagire con escalation a un aumento della pressione. Proprio questo schema sembra delinearsi ora:
– attacchi ucraini con droni sempre più profondi nel territorio russo,
– colpi a obiettivi energetici e infrastrutturali,
– colpi crescenti contro installazioni strategiche,
– e reazioni russe con attacchi militari sempre più duri. L’escalation procede ormai quasi meccanicamente:
Kiev attacca — Mosca risponde — l’Occidente consegna nuove armi — la Russia escala ulteriormente.

La guerra energetica contro la Russia

Anche sul piano economico l’evoluzione appare come un riflesso dell’analisi RAND.
Lo studio indica come leve centrali:
– prezzi energetici bassi,
– sanzioni,
– riduzione delle esportazioni di gas russe,
– e il distacco dell’Europa dall’energia russa.

Guardando indietro, questo ricorda fortemente:
– distruzione del Nord Stream,
– conversione dell’Europa al GNL,
– sanzioni contro le banche russe,
– esclusione dal sistema finanziario occidentale,
– tetto al prezzo del petrolio russo,
– e il tentativo di ridurre massicciamente le entrate statali russe.
RAND scriveva già nel 2019 che la maggiore vulnerabilità della Russia era la sua economia dipendente dalle risorse.

 

Guerra dell’informazione e destabilizzazione


Ancora più delicato è il capitolo 5 dello studio.
Lì RAND discute:
– operazioni di influenza,
– campagne informative,
– indebolimento della legittimità della leadership russa,
– promozione di narrazioni di opposizione
– e pressione psicologica sulla popolazione russa.
Gli autori però avvertono a loro volta:
questo potrebbe scatenare una nuova contrapposizione ideologica tra Russia e Occidente.
Oggi vediamo proprio questo sviluppo:
– polarizzazione mediatica totale,
– accuse reciproche di propaganda,
– censura,
– guerra dell’informazione,
– e una nuova formazione di blocchi tra Est e Ovest.

 

RAND avvertì sui rischi di escalation


Forse il punto più importante: la stessa RAND sapeva quanto potesse essere pericolosa questa strategia. Gli autori scrivono più volte che molte misure avrebbero provocato controreazioni russe.
In altre parole: l’escalation non era un effetto collaterale imprevisto — era considerata un rischio realistico.
Oggi osserviamo:
– attacchi nel profondo della Russia,
– missili ipersonici,

guerre di droni,
– discussioni sulla partecipazione della NATO,
– attacchi vicino alla Bielorussia,
– minacce nucleari,
– e una progressiva normalizzazione della confrontazione diretta.

 

La parte più pericolosa della strategia


Il vero pericolo è che entrambe le parti siano ormai entrate in una logica di escalation permanente. Più pressione si esercita sulla Russia, più duramente reagisce Mosca.
Più duramente reagisce Mosca, più armi fornisce l’Occidente.
Più armi vengono fornite, più il conflitto penetra nel territorio russo.
E proprio questo meccanismo assomiglia fortemente allo scenario descritto dalla RAND già nel 2019: coinvolgere la Russia in una guerra di logoramento a lungo termine, sempre più onerosa dal punto di vista economico, militare e politico.
Ciò che lo studio “prevedeva” praticamente
L’analisi RAND suggeriva già:
– sanzioni massicce,
– guerra energetica,
– riarmo dell’Europa,
– sostegno rafforzato all’Ucraina,
– guerra dell’informazione,
– pressione della NATO
– e crescenti tensioni ai confini della Russia potessero spingere Mosca a reazioni sempre più aggressive.
Oggi questa dinamica sembra diventata realtà.

 

E come continuerà?


Il passaggio forse più cupo dello studio non sta tanto nelle raccomandazioni — quanto tra le righe.
Perché RAND chiarisce:
una strategia del genere può funzionare — ma comporta enormi rischi di escalation.
Ed è proprio ciò che stiamo vedendo adesso:
– una guerra senza via d’uscita visibile,
– un coinvolgimento NATO sempre più diretto,
– esaurimento economico dell’Europa,
– crescente formazione di blocchi globali,
e il pericolo reale che da una guerra per procura si passi a un conflitto diretto tra grandi potenze.
La vera domanda dunque non è più
se la Russia debba essere “sovraestesa”.
Ma:
se il mondo stesso non stia venendo trascinato in un’escalation le cui conseguenze un giorno nessuno potrà più controllare.


Fonte:Extending Russia
 (RAND)

FONTE https://uncutnews.ch/rand-sagte-es-voraus-und-jetzt-passiert-es-wird-russland-genau-in-die-falle-getrieben-die-washington-seit-jahren-diskutiert/

Ne avevamo già parlato qui 

IL PIANO DELLA RAND CORPORATION PER ABBATTERE MOSCA

Nel 2023 invece , gli autori della Rand Corporation hanno sostenuto che gli interessi degli Stati Uniti sarebbero stati meglio serviti evitando un conflitto prolungato.  

E’ USCITO UN NUOVO RAPPORTO DELLA RAND CORPORATION SULL’UCRAINA: EVITARE UNA LUNGA GUERRA

Un nuovo rapporto un anno dopo.

NUOVO RAPPORTO DELLA RAND CORPORATION: TEMONO LA GUERRA CON LA RUSSIA

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