Sotto la bandiera della “crisi climatica” e dell’”emergenza”, si sta cercando di normalizzare e persino di rendere moralmente virtuoso l’intervento tecnologico su larga scala nell’atmosfera e nei cicli meteorologici, qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato fantascienza distopica o addirittura un tabù. In pratica, si passa dal divieto morale e tecnico di toccare il clima a una nuova normalità in cui anche la manipolazione del tempo diventa un “bene comune” da governare. È un ribaltamento concettuale. Il titolo originale (“Weather commons as collaborative weather management”) è davvero edulcorato: fa sembrare che si stia parlando di un regolamento di quartiere per condividere l’ombrello, non di geoingegneria su scala nazionale o anche planetaria, in caso di manipolazione del clima.
Scavando si trova altri segnali, come questa rivista uscita a giugno del 2024: Philanthropy and the common good, Available to download for freel (iberamente scaricabile).
Un estratto cattura l’essenza: usa l’ipotesi di un “bureau” globale per il controllo del clima come esempio per esplorare i nuovi “common goods” (beni comuni), in un contesto di filantropia e crisi sociale. Cito: “Inseguire il bene comune: L’ufficio mondiale per il controllo del tempo atmosferico4 giugno 2024 di Bruce Sievers
L’inseguimento del «bene comune» può sembrare un’aspirazione umana semplice e diretta. Tuttavia, non ci vuole molto a scavare in profondità per rendersi conto che non lo è affatto… Immaginate un futuro (presumibilmente non troppo lontano) in cui verrebbe creato un Ufficio Mondiale per il Controllo del Tempo Atmosferico. Aiutato dall’IA e dai supercomputer, l’ufficio avrebbe la capacità di impostare schemi di pioggia e neve, velocità e quantità di vento, ondate di caldo e freddo, evitare siccità, inondazioni e uragani…” https://www.alliancemagazine.org/magazine/issue/june-2024/
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I beni comuni atmosferici come gestione collaborativa del tempo atmosferico
Un approccio di “commoning” per una modifica democratica del tempo atmosferico centrata sulle comunità
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【Visualizzazione concettuale dei beni comuni atmosferici】
Questo diagramma è il risultato di una serie di workshop online facilitati nel 2023-2024 con 15 esperti provenienti da ambiti disciplinari diversi (ingegneria, diritto, studi sui commons, geografia, arte e governance pubblica). È pensato come uno strumento per immaginare, condividere e sviluppare il concetto di “beni comuni atmosferici” (weather commons) con diversi portatori di interesse, visualizzando l’ampiezza di ciò che un “bene comune atmosferico” potrebbe includere. Tutti gli elementi sono interconnessi e in relazione tra loro, un assemblaggio che insieme forma il concetto di weather commons.
Tsuyoshi Hatori (Università di Ehime)
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【Immagine complessiva delle tecnologie di modifica del tempo atmosferico】
Panoramica delle tecnologie di modifica del tempo atmosferico sviluppate nell’ambito del programma Moonshot R&D del governo giapponese per mitigare i disastri da piogge torrenziali.
Tsuyoshi Hatori (Università di Ehime)
Con l’intensificarsi del cambiamento climatico e dei conseguenti eventi meteorologici estremi, l’interesse per la modifica del tempo atmosferico sta crescendo in tutto il mondo. In Giappone, nell’ambito dell’Obiettivo 8 del Programma Moonshot di Ricerca e Sviluppo promosso dall’Ufficio di Gabinetto e dalla JST (Japan Science and Technology Agency), è stato avviato un programma di ricerca e sviluppo per il controllo del tempo atmosferico allo scopo di mitigare i danni estremi causati da vento e acqua. Il progetto punta a utilizzare tecnologie avanzate come pioggia artificiale, turbine eoliche offshore e barriere marine per intervenire sulle condizioni meteorologiche e ridurre frequenza e intensità di piogge torrenziali e tifoni. Sebbene tali tecnologie possano contribuire a ridurre i danni causati da eventi sempre più gravi, portano con sé anche la possibilità di alterare radicalmente il rapporto che l’umanità ha costruito nel tempo con il tempo atmosferico.
Un articolo recentemente pubblicato sulla rivista «npj Climate Action» propone un nuovo concetto chiamato “Weather Commons” (Beni comuni atmosferici) come approccio democratico, dal basso e centrato sulle comunità locali, in netto contrasto con l’approccio top-down e tecnocratico al controllo del tempo. Qui il termine “Commons” sottolinea l’idea che il tempo atmosferico “appartiene a tutti”, attingendo agli studi sulla gestione delle risorse comuni e sul commoning. Gli autori definiscono i “Weather Commons” come «sistemi socio-ecologici che consentono una gestione collettiva e responsabile delle risorse e dei processi legati al tempo atmosferico, promuovendo cooperazione e fiducia tra attori a diverse scale». Ci si aspetta che il concetto di Weather Commons aiuti a far luce sulla ricca relazione tra esseri umani e tempo atmosferico, a esaminare criticamente l’approccio tecnocratico al controllo del tempo e il suo predominio, e a fungere da potente correttivo all’eccessiva dipendenza da soluzioni tecnologiche. Gli autori sottolineano la necessità di accrescere parallelamente allo sviluppo tecnologico del controllo del tempo la capacità della società di “accogliere” il tempo atmosferico. Il quadro dei Weather Commons intende offrire sia un punto di partenza sia una piattaforma per un ampio dialogo civico che decida se, quando e come dovremmo impegnarci nella modifica del tempo atmosferico. Link all’articolo completo: https://www.asiaresearchnews.com/content/weather-commons-collaborative-weather-management
Nel testo tradotto, il Programma Moonshot Obiettivo 8 è citato esplicitamente come esempio di approccio top-down e tecnocratico alla modifica del clima: un’iniziativa governativa che usa tecnologie avanzate per “intervenire” sull’atmosfera.
L’Obiettivo 8 si concentra proprio sulla modifica e il controllo del tempo atmosferico per mitigare i danni da eventi estremi come tifoni, piogge torrenziali e venti forti, esacerbati dal cambiamento climatico. Il titolo ufficiale è: “Realizzazione di una società sicura dalle minacce di venti e piogge estreme attraverso il controllo e la modifica del tempo atmosferico entro il 2050”.
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