Di Maria Heibel (Nogeoingegneria)

Da alcuni anni si parla di fiumi atmosferici (Atmospheric Rivers – AR) in relazione a eventi meteorologici estremi. Si tratta di corridoi stretti e lunghi di vapore acqueo concentrato che trasportano enormi quantità di umidità dai tropici verso latitudini elevate, agendo come veri e propri «nastri trasportatori» di piogge o nevicate intense. Questi giganti del cielo possono estendersi per migliaia di km, con una larghezza di 400-600 km e flussi di vapore che possono superare di gran lunga la portata del Rio delle Amazzoni. Raccolgono umidità oceanica e tropicale, rilasciandola come precipitazioni copiose e interessando spesso le coste occidentali del Nord America e dell’Europa.

Ruolo nelle alluvioni globali

Uno studio pubblicato il 15 gennaio 2026 da Stojanovic et al., intitolato Atmospheric rivers are associated with nine out of every 10 floods in major global river basins (I fiumi atmosferici sono associati a nove alluvioni su dieci nei principali bacini fluviali mondiali), analizza 119 gravi alluvioni in 50 bacini fluviali mondiali: i  fiumi atmosferici sono legati al 74% delle aree alluvionate e all’89% dei bacini completi. Agiscono come preconditioner (saturando il suolo 2-3 giorni prima) e come trigger immediati del disastro. Il riscaldamento globale ne amplifica l’impatto: ogni grado in più di temperatura permette all’atmosfera di trattenere il 7% di vapore in più, potenziando questi flussi da medie latitudini ai tropici.

Abstract dello studio: «È stato studiato il ruolo dei fiumi atmosferici (AR) in 119 gravi eventi alluvionali in 50 bacini fluviali mondiali. Gli AR sono stati collegati al 74% delle aree alluvionate e all’89% dei bacini completi. Il loro contributo è stato evidente durante e prima delle alluvioni, con influenze che si sono estese dalle medie latitudini alle regioni tropicali, causando vittime umane e sfollamenti della popolazione. Questi risultati sottolineano il ruolo dominante e diffuso degli AR come fattori scatenanti di eventi alluvionali estremi in tutto il mondo.»
Recenti studi aggiungono che i fiumi atmosferici sono oggi i principali responsabili della fusione superficiale dei ghiacci in Groenlandia e Antartide, trasportando calore e umidità fin nei punti più freddi del globo.

I fiumi atmosferici come bersaglio di geoingegneria?

La domanda sorge inevitabile: questi «fiumi nel cielo», che trasportano una quantità d’acqua colossale, potrebbero essere bersagli intenzionali? La loro capacità di spostare masse d’acqua li rende la risorsa (o l’arma) più potente del pianeta.

Voci storiche

Nikola Tesla (1856-1943)

Tesla anticipò l’idea di controllare l’energia e l’umidità atmosferica già all’inizio del XX secolo. Nel suo saggio THE PROBLEM OF INCREASING HUMAN ENERGY, pubblicato su The Century Illustrated Magazine nel giugno 1900, scrisse: «But the time is very near when we shall have the precipitation of the moisture of the atmosphere under complete control, and then it will be possible to draw unlimited quantities of water from the oceans, develop any desired amount of energy, and completely transform the globe by irrigation and intensive farming.» ( tradotto «Il tempo in cui avremo la precipitazione dell’umidità dell’atmosfera sotto completo controllo è molto vicino, e allora sarà possibile attingere quantità illimitate d’acqua dagli oceani, sviluppare qualsiasi quantità di energia desiderata e trasformare completamente il globo mediante irrigazione e agricoltura intensiva.») Tesla immaginava questo controllo come un beneficio per l’umanità – irrigare deserti, trasformare terre aride in fertili – sfruttando scariche elettriche ad alta frequenza per provocare la condensazione del vapore acqueo. Le sue teorie sulla risonanza atmosferica e sull’energia cosmica anticipano concetti di manipolazione di flussi umidi, come i fiumi atmosferici.

Ben Livingston

Fisico e pilota della Marina USA, Ben Livingston è la figura chiave nel passaggio dalla teoria alla pratica della modificazione del tempo su scala militare. È stato coinvolto nell’Operation Popeye (1967-1972), il primo programma declassificato di modificazione del tempo usato in modo offensivo. Da basi in Thailandia, oltre 2600 missioni con aerei C-130 seminarono ioduro d’argento direttamente all’interno delle correnti umide monsoniche sud-occidentali sopra il Vietnam, Laos e Cambogia.

L’obiettivo non era deviare il flusso umido spostandolo altrove, ma prolungarne artificialmente la durata (di 30-45 giorni in media) e intensificarne le precipitazioni naturali, rendendo impraticabili le strade della Ho Chi Minh Trail.

Livingston, noto come «Rainmaker», confermò in interviste successive che la tecnologia poteva «parcheggiare» l’umidità su target strategici per settimane, sfruttando l’abbondante umidità già presente nella corrente monsoniche. Questo dimostra che, quando c’è una corrente umida definita e ricca di vapore, l’intervento umano può influenzarne durata e intensità su scala regionale. L’Operation Popeye rappresenta un precedente storico concreto che alimenta riflessioni su potenziali applicazioni su scala maggiore.

In breve, per chiarire meglio il concetto, monsoni e fiumi atmosferici sono entrambi “fiumi d’umidità” atmosferici: enormi flussi di vapore acqueo che scorrono dall’oceano verso la terra, scaricando piogge torrenziali. Guidati da venti stagionali o jet stream, causano il 70-90% delle precipitazioni globali, ma amplificati dal clima aumentano i rischi di alluvioni.

Il laboratorio di guerra Vietnam era significativo anche per quanto riguarda questo tipo di manipolazione delle correnti atmosferiche.

Bernard Eastlund (1938-2007)

Esiste un brevetto depositato da Bernard Eastlund che descrive tecnologie per influenzare il jet stream e modificare condizioni atmosferiche. Il brevetto US4686605A, intitolato “Method and apparatus for altering a region in the earth’s atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere”, menziona esplicitamente la possibilità di alterare i venti d’alta quota, compresi i jet stream, attraverso l’uso di riscaldatori ionosferici e, di conseguenza, i flussi umidi come gli AR.

Dettagli del brevetto di Eastlund del 1987 (ci fu perfino un articolo sul New York Times per presentarlo):  Il brevetto propone di riscaldare sezioni dell’ionosfera con onde radio ad alta frequenza (HF), creando “spinte termiche” che possono modificare i modelli di circolazione atmosferica. Queste alterazioni includono la deviazione o l’intensificazione del jet stream. Le spinte avvengono attraverso la focalizzazione della luce solare su aree specifiche tramite “lenti” di plasma atmosferico. Eastlund parla di modificare i venti stratosferici per influenzare sistemi meteorologici. 

Rosalie Bertell (1928-2012)

Scienziata rinomata, è tra le prime a citare esplicitamente i «vapor rivers» (precursori del concetto moderno di fiumi atmosferici) come bersagli militari. In un’intervista del 2000 riportata su The Times of London (e discussa in varie fonti secondarie), affermò: «Gli scienziati militari statunitensi stanno lavorando sui sistemi meteorologici come potenziale arma. I metodi includono il potenziamento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore nell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate.» Il suo libro Pianeta Terra. L’ultima arma di guerra (2018) documenta HAARP come piattaforma per manipolare strategicamente sistemi atmosferici, inclusi flussi umidi. Bertell ha denunciato la mancanza di trasparenza su queste tecnologie, classificandole come armi climatiche e evidenziando i rischi di un loro utilizzo non regolamentato.

In sintesi, il brevetto di Eastlund e le affermazioni  di Bertell convergono nel descrivere tecnologie in grado di manipolare il jet stream.

Aquiess Global Rain Project (David Miles)

Nel 1990, il laboratorio atmosferico del MIT ha condotto prove sul campo in tecnologie di modificazione del clima non convenzionali. Attraverso ulteriori studi, i ricercatori atmosferici hanno sviluppato una teoria che identificava il caos meteorologico su scala macrometrica come “chiave” per influenzare il tempo. Durante la fine del 1990 un gruppo di ricerca indipendente in Australia si è imbattuto in un “meccanismo atmosferico” mentre esplorava le origini di questa teoria (WaybackMachine 2013l). Le prove sperimentali hanno rivelato che “piccole quantità di energia elettromagnetica, applicate in modo intelligente”, potrebbero forzare il cambiamento in tempo, sulla base di modelli di onda sinusoidale. Questa ricerca è culminata nello sviluppo di una tecnologia di risonanza atmosferica, rappresentata da Aquiess International (aquiess).

L’Azienda australiana guidata dal CEO David Miles, ha promosso dal 2011 un sistema ground-based di risonanza elettromagnetica per deviare «gentilmente» i fiumi atmosferici verso zone aride, inducendo pioggia. Le torri emettono segnali che risuonano con i pattern meteorologici, raccogliendo umidità oceanica per l’agricoltura in Africa e Medio Oriente. Il sistema si basa sull’Oceanic Rainfall Acquisition (ORA), una tecnologia che emette segnali elettromagnetici a bassa intensità per interagire con i flussi atmosferici. Questi segnali risuonano con i modelli meteorologici esistenti, permettendo di deviare i sistemi nuvolosi verso aree target, aumentare l’accumulo di umidità nelle nuvole esistentim modulare l’intensità delle precipitazioni

Nota: Documentazione archiviata https://web.archive.org/web/20220216100229/  http://web.archive.org/web/20130810104635/www.aquiess.com/Introduction%20-%20Aquiess%20-%202012.pdf

L’ultima attività documentata risale al 2014; non emergono brevetti o successi operativi recenti.

Considerazioni finali

Queste voci e dati pongono una domanda etica cruciale: in caso di alterazioni artificiali dei fiumi atmosferici – dovute a fattori intenzionali o collaterali – si aprono scenari preoccupanti, con rischi ambientali non adeguatamente regolati dal Trattato ENMOD (1977)?I modelli di geoingegneria atmosferica (SRM) mostrano mitigazioni regionali ma effetti collaterali globali sui fiumi atmosferici. Il Trattato ENMOD vieta l’uso ostile delle tecniche di modifica ambientale, ma la linea tra «mitigazione climatica» (uso pacifico) e «scippo di risorse» è quasi invisibile. Il rischio non è solo creare tempeste o alluvioni, ma il cosiddetto «furto d’acqua» (Water Theft): se un progetto devia un fiume atmosferico verso un deserto, quell’umidità viene sottratta a un’altra regione o nazione che contava su quel ciclo naturale.

Nota attuale: il programma GARRP

A partire dalla stagione invernale 2025-2026 è iniziato il Global Atmospheric River and Reconnaissance Program (GARRP), espansione globale dell’Atmospheric River Reconnaissance (AR Recon), guidato dal Center for Western Weather and Water Extremes (CW3E) presso la Scripps Institution of Oceanography (UC San Diego) e dalla NOAA. Il programma coordina voli per studiare gli AR sia nell’Oceano Pacifico che in quello Atlantico, utilizzando velivoli appositamente equipaggiati. L’obiettivo dichiarato è migliorare le previsioni di eventi estremi e estendere l’affidabilità oltre l’attuale limite di una settimana. LINK

Una previsione perfetta è il prerequisito per la manipolazione. Se l’intelligenza artificiale può prevedere con 15 giorni di anticipo l’esatta traiettoria di un fiume atmosferico, la tentazione di intervenire su di esso (per proteggere i propri raccolti o danneggiare quelli altrui) diventa uno strumento e un rischio geopolitico concreto. 

Se la geoingegneria inizierà a operare su questi flussi in quota

Per concludere questo intenso capitolo,
poiché si parla di flussi atmosferici e del pericolo che questi si intensifichino “a causa dei cambiamenti climatici”, vorrei segnalare alcuni studi sui flussi ad altitudini elevate e sugli aerosol atmosferici.

CAMBIAMENTI NEI FLUSSI ATMOSFERICI DOVUTI AGLI AEROSOL STRATOSFERICI

Bibliografia

Stojanovic, M., Pérez-Alarcón, A., Sorí, R., Nieto, R., & Gimeno, L. (2026). Atmospheric rivers are associated with nine out of every 10 floods in the world’s major river basins. npj Climate and Atmospheric Science. https://www.nature.com/articles/s44304-026-00167-x

Eastlund, B. J. (1987). Method and apparatus for altering a region in the earth’s atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere (U.S. Patent No. 4,686,605). https://patents.google.com/patent/US4686605

Bertell, R. (2018). Pianeta Terra. L’ultima arma di guerra https://www.asterios.it/catalogo/pianeta-terra

Tesla, N. (1919, September). The true wireless. Electrical Experimenter – THE PROBLEM OF INCREASING HUMAN ENERGY.

Miles, D. (2011). Aquiess Global Rain Project: Resonance weather modification technology. Fresh Fruit Portal. https://www.freshfruitportal.com/news/2011/08/02/aussie-organization-offers-rain-technology-in-africa/

UC San Diego (2026). Atmospheric River Research Flights Go Global. https://today.ucsd.edu/story/atmospheric-river-research-flights-go-global

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