“Apprendiamo con enorme ansia e preoccupazione che la base di Sigonella e la stazione Muos di Niscemi sono utilizzate nell’ambito delle operazioni di guerra contro l’Iran“. L’eurodeputato del Movimento 5 stelle Giuseppe Antoci da Bruxelles lancia l’allarme per l’aumento di traffico di aerei cargo militari nella base catanese e nel Nisseno, nelle due strutture in uso alle forze armate statunitensi.
Attacco Usa-Israele all’Iran, la Sicilia “in prima linea”
di Orazio Vasta (*)
Nel contesto dell’area del Medio Oriente in fiamme in seguito all’aggressione Usa-Israele contro l’Iran la Sicilia è in prima linea con le attivita’ della base militare Usa e Nato di Sigonella e con il Muos di Niscemi.
“Sigonella – denuncia il professore e attivista antimilitarista Antonio Mazzeo (Antonio lo scorso anno ha partecipato alla missione umanitaria della Freedom Flotilla per tentare di rompere l’embargo sionista contro i palestinesi di Gaza, venendo catturato dai militari israeliani e poi rilasciato) – è ancora una volta protagonista delle guerre di Usa e Israele. Un pattugliatore P-8A “Poseidon” di US Navy è decollato dalla base militare siciliana di Sigonella verso il Mediterraneo orientale per partecipare alle operazioni di guerra scatenate dalle forze armate di USA e Israele contro l’Iran“.
A sostegno della denuncia di Mazzeo le foto dei tracciati che accertano lo spostamento del “Poseidon” da Sigonella verso il Medio Oriente: questa tipologia di aereo opera per attività di disturbo e ricognizione.
Non è la prima volta che la base di Sigonella ha un ruolo nelle operazioni statunitensi di intelligence: dalla base decollano regolarmente velivoli spia e droni, come i Global Hawk e i Reaper.
E anche un ruolo di supporto logistico: dalla base decollano regolarmente velivoli spia e droni, come i Global Hawk e i Reaper, e recentemente è stato segnalato un aumento dell’attività di sorveglianza in corrispondenza del sito nucleare iraniano di Isfahan.
Attività che non riguardano solo il Mediterraneo ma anche il sostegno all’Ucraina contro la Russia. Inoltre, nella base di Sigonella avviene il rifornimento di aerei cargo statunitensi che trasportano sistemi d’arma destinati nell’area mediorientale.
C’è anche il Muos che “contribuisce” a porre tutto il territorio dell’arcipelago siciliano “in prima linea”, il Mobile User Objective System, installato all’interno della riserva naturale “Sughereta di Niscemi” – un’area protetta praticamente violata e occupata militarmente dagli USA con il consenso dello Stato italico – un sistema di telecomunicazioni satellitare ad alta frequenza (UHF) della Marina degli Stati Uniti e costituisce uno dei quattro nodi terrestri di una rete globale progettata per gestire le comunicazioni militari Usa in tutto il mondo
operando come una sorta di “rete cellulare satellitare” fornisce comunicazioni vocali e dati criptati ai militari sul campo e attraverso una costellazione di satelliti in orbita geostazionaria collega navi, aerei, veicoli e truppe sul campo.
L’attacco Usa-Israele all’Iran, e tutto quello che puo’ determinare a livello mondiale, quindi, coinvolge direttamente la Sicilia con la base di Sigonella e il Muos, ma non sono le uniche basi Usa-Nato presenti nel territorio colonizzato dell’arcipelago siciliano:
– a Trapani, nella base Nato di Trapani-Birgi, l’aeroporto militare e’ utilizzato dalla Nato come base di supporto logistico e operativo, in particolare per i velivoli radar AWACS che monitorano lo spazio aereo del Mediterraneo. Ultimamente anche come base di addestramento per gli F35;
– nel Porto di Augusta (Siracusa), che non e’ un porto militare, e’ attivo un punto di approdo e rifornimento per le navi della Sesta Flotta degli Stati Uniti e per le unità navali della Nato impegnate in operazioni regionali;
– nelle isole di Pantelleria e di Lampedusa la Nato e’ presente con centri di telecomunicazione e installazioni radar per la sorveglianza del traffico marittimo e aereo nel Canale di Sicilia.
Intanto, subito dopo l’attacco all’Iran, un comunicato affisso all’ interno alla base di Sigonella e reso pubblico recita cosi’:
“Sigonella attenta. Si ricorda a tutto il personale e alle famiglie di rimanere vigili. Anche se non ci sono minacce specifiche e credibili al momento“.
Nella Sicilia colonia d’oltremare la guerra è in casa…
(*) Tratto da Contropiano.
Ecco i due aerei militari Usa che hanno fatto scalo in Sicilia dal momento dell’attacco all’Iran. La protesta M5s
Gli americani devono chiedere il sì dell’Italia solo se gli attacchi partono da qui. I parlamentari pentastellati: «Crosetto dia spiegazioni»
La base Usa di Sigonella, in Sicilia, viene usata attivamente fin dall’inizio dell’attacco all’Iran, sabato scorso. Non per azioni offensive, cioè non è da qui che partono gli aerei che poi vanno a bombardare, ma fanno scalo qui alcuni cargo di rifornimento, così come l’antenna Muos sempre in Sicilia – una delle quattro super antenne che nel mondo tutelano le missioni militari americani – è attiva come è del resto sempre operativa in funzione di monitoraggio, anche in tempo di pace.
I due aerei transitati

I voli registrati dai siti di monitoraggio, Flygthradar e AirNav, sono due. Uno, oggi pomeriggio, 3 marzo, è partito dalla base americana di Souda, a Cipro, per arrivare a Sigonella. La base di Souda è quella considerata centrale negli attacchi di questi giorni anche perché qui, ad esempio, si è fermata la portaerei Ford prima di dirigersi verso Israele poco prima dell’attacco.
Nelle prime ore di sabato, invece, poco prima dell’attacco verso l’Iran da Sigonella è partito un Boeing Poseidon, il principale velivolo da pattugliamento e ricognizione che usano gli Stati uniti con funzioni di pattugliamento anche anti sommergibili. E da Sigonella si è diretto verso sud est. Anche questa immagine,è finita su Fligthscanner.
Già nella giornata di ieri, 2 marzo, il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva fatto capire, al Senato, che le attività non offensive – «non cinetiche» in gergo militare – stanno coinvolgendo le basi americane in Italia e in particolare quella in Sicilia di Sigonella, sottolineando più volte che «solo per quelle cinetiche devono chiederci l’autorizzazione», come ha raccontato Open.
La denuncia dei Cinque stelle

Sull’argomento sono intervenuti oggi 3 marzo, i parlamentari M5s di Camera e Senato. «La base di Sigonella e la stazione Muos di Niscemi sono già coinvolti nella guerra contro l’Iran. Nell’aeroporto militare nella Sicilia orientale in uso all’US Navy, messa in stato d’allerta da venerdì scorso, si registra un intenso traffico di aerei cargo militari americani – scrivono Alessandra Maiorino, Francesco Silvestri, Arnaldo Lomuti – Il centro di comunicazione satellitare Muos, uno dei quattro nodi terrestri globali che garantisce il collegamento tra tutti gli aerei, droni, navi e sottomarini americani, è per definizione coinvolto nelle operazioni militari Usa in Iran».
I parlamentari cinque stelle chiedono a Crosetto di tornare in parlamento: «Il ministro della Difesa Crosetto chiarisca queste circostanze e spieghi agli italiani qual’è il reale grado di coinvolgimento delle basi e strutture militari su territorio italiano nelle operazioni militari Usa contro l’Iran e quali i rischi che questa situazione comporta per il nostro Paese».
https://www.open.online/2026/03/03/iran-sigonella-guerra-usa-arei-basi/
“Su Muos e Sigonella ed altro sono pronto a rispondervi, ma vorrei ricordarvi cosa vi ho già detto in Parlamento: l’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, specie quelle Usa, avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995. Come si può facilmente notare, quindi, tali cornici giuridiche regolamentano queste attività da decenni e nessun governo ha avvertito l’esigenza di modificarle”.
Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un tweet di risposta al profilo M5s, in merito all’utilizzo delle basi in Italia da parte delle forze militari Usa.
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