Prova della Geoingegneria Chimica Tossica della Cenere Volante di Carbone nella Troposfera: Conseguenze per la Salute Pubblica.

Traduzione a cura di Marina Mazzoli per NoGeoingegneria

SAN DIEGO, 12 agosto 2015 – Nel suo libro Primavera Silenziosa, del 1962, Rachel Carson ha richiamato l’attenzione alle conseguenze non intenzionali di erbicidi e pesticidi, e ha lanciato il moderno movimento ambientalista. Ora, vi è una crescente evidenza di una nuova e persistente grave minaccia globale alla salute pubblica ambientale che è passata inosservata nella letteratura scientifica. Bruciare carbone per utilità elettriche concentra le impurità nelle cosiddette “ceneri volanti”, particelle fini che solitamente risalivano la ciminiera, ma che ora vengono sequestrate a causa del loro rischio tossico, sia ambientale che sanitario. In un recente articolo nell’ International Journal of Environment Research and Public Health, il geologo J. Marvin Herndon presenta la “forte evidenza sperimentale che la cenere volante di carbone è il particolato dell’aerosol spruzzato nella troposfera da jet-cisterna, con obiettivi di geoingegneria, di modificazione del tempo e del clima”.

Come l’articolo rivela, mentre gli scienziati universitari parlano di geoingegneria come se si trattasse di una qualche possibile attività futura, la realtà è che la geoingegneria è stata praticata per tutto il 21° secolo a pieno regime, con una attività operativa quasi giornaliera dal 2013. Inoltre, mentre gli accademici parlano d’immissione di sostanze nell’atmosfera superiore (stratosfera), dove si verifica poca miscelazione, l’attuale attività di geoingegneria avviene senza “nessuna divulgazione pubblica, senza consenso informato, e nessun avviso alla sanità pubblica” mediante spray tossico di cenere volante di carbone nell’atmosfera inferiore (troposfera) dove si mescola con l’aria che respiriamo inquinandola.

Herndon rivela che “le conseguenze per la salute pubblica sono profonde, e includono l’esposizione a una varietà di metalli pesanti tossici, ad elementi radioattivi, e all’alluminio chimicamente mobile, neurologicamente coinvolto, rilasciato dall’umidità del corpo in situ dopo inalazione o attraverso induzione transdermica.” Egli osserva che una lunga esposizione ad inquinamento atmosferico mediante particolati a granulometria ultra fine è stato associato con la morbilità e la mortalità precoce, così “si può quindi ragionevolmente concludere che l’aerosol di ceneri volanti carbone… è dannoso per la salute umana”.

Herndon afferma inoltre che l’aerosol di ceneri volanti di carbone possa, potenzialmente, mettere in pericolo gli esseri umani attraverso due vie principali: “(1) l’ingestione di un estratto di tossine di cenere volante di carbone presente nell’acqua piovana, direttamente o dopo concentrazione per evaporazione e (2) l’assunzione di particelle per inalazione o attraverso il contatto con gli occhi e la pelle. In quest’ultimo caso, il danno agli esseri umani può derivare dall’estrazione in situ di tossine di cenere volante di carbone mediante i fluidi corporei, come pure dalle conseguenze del contatto con i tessuti.” Inoltre, egli osserva, che le ceneri volanti ultra fini di carbone “sono facilmente trascinate nelle vie aeree terminali e negli alveoli e trattenute nei polmoni per lunghi periodi di tempo; la piccola granulometria consente di penetrare e andare in profondità all’interno delle vie respiratorie dove può causare infiammazione e lesioni polmonari.”

Herndon descrive che “le profonde implicazioni sulla salute ambientale includono l’esposizione degli esseri umani e dell’altro biota della Terra a: 1) un alluminio chimicamente mobile, responsabile di disturbi neurologici e morte botanica; 2) esposizione a metalli pesanti tossici e ad elementi radioattivi; 3) prevenzione delle precipitazioni piovose con perdita concomitante di produzione alimentare e degli habitat; e 4) verosimilmente contribuzione al riscaldamento globale con la concomitante fusione artica.”

Pdf scaricabile liberamente: http://www.mdpi.com/1660-4601/12/8/9375/pdf

Herndon, J. M. Int. J. Environ. Res. Public Health 2015, 12(8), 9375-9390; doi:10.3390/ijerph120809375

Fonte:

J. Marvin Herndon, Ph.D.

Transdyne Corporation

Email: mherndon@san.rr.com

Website: http://www.NuclearPlanet.com

 

Seguirà la traduzione del documento

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