Una veduta aerea della città di Severo-Kurilsk mostra le inondazioni causate dalle onde dello tsunami provocato dal terremoto di magnitudo 8.8 che ha investito la costa della penisola russa della Kamchatka. Il terremoto ha colpito alle 11,24 ora locale del 30 luglio e il suo epicentro era a 20,7 chilometri di profondità. FOTOGRAFIA DI KAMCHATKA OF GEOPHYSICAL SURVEY/ANADOLU/GETTY IMAGES
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Senza voler insinuare nulla, ma le dinamiche illustrate spiegano una cosa fondamentale: una volta individuato un punto sensibile, è possibile anche provocare terremoti, secondo Gordon MacDonald. Le tensioni attuali nel clima politico invitano a ricordare queste possibilità. Gli sforzi verso le armi geofisiche hanno avuto luogo sia in Est che in Ovest. Nel 1966, il professor Gordon J. F. MacDonald, direttore associato dell’Istituto di Geofisica e Fisica Planetaria dell’Università della California, Los Angeles, fu membro del Consiglio di consulenza scientifica del Presidente pubblicò articoli sull’uso delle tecnologie di controllo ambientale per scopi militari, tra cui l’”ingegneria sismica” (scrisse anche sulla manipolazione del tempo, sui cambiamenti climatici, sullo scioglimento o la destabilizzazione della calotta polare e sulle tecniche per ridurre lo strato di ozono). Umberto Rapetto e Roberto di Nunzio publicarano nel 2001 un libro (ora introvabile) molto interessante, con il titolo “Le Nuove Guerre” . I due autori parlavano di guerre batteriologiche, chimiche, biologiche, economiche, informatiche, cybernetiche, ambientali, ‘weather warfare’, guerre climatiche, attacchi alla mente… L’ arsenale è oggi complesso e le varie aree sono interconnesse.
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Perché il terremoto di magnitudo 8.8 in Russia è avvenuto proprio ora?
Ecco cosa sappiamo sulle cause del violento terremoto al largo della Kamchatka e sul motivo per cui lo tsunami che ha generato è stato meno devastante del previsto.
Di Robin George Andrews
Mercoledì scorso, al largo della penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente della Russia, un forte sisma ha scosso la regione. Con una magnitudo di 8.8, ha rilasciato un’energia pari a diverse volte quella della più grande bomba nucleare mai fatta esplodere.
“È un terremoto di enorme portata”, afferma Harold Tobin, direttore del Pacific Northwest Seismic Network dell’Università di Washington.
In effetti, non veniva registrato un terremoto di questa portata dal 2011, quando una scossa di magnitudo 9.1 al largo delle coste giapponesi provocò il disastro nucleare di Fukushima. “È uno dei 10 terremoti più forti mai registrati dai sismometri”, afferma Steven Hicks, sismologo dell’University College di Londra. E non ha semplicemente spinto verso l’alto il fondo marino, “lo ha spezzato”, spiega.
Il pericolo è parso immediatamente evidente: la frattura del fondo marino ha generato uno tsunami che poteva potenzialmente estendersi per tutto l’oceano. Di conseguenza, sono stati rapidamente emessi avvisi di tsunami per molti dei paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico, compresa l’intera costa occidentale dell’America del Nord, nonché parti di quella centrale e del Sud.
Il terremoto si è verificato lungo una faglia tettonica nota per provocare scosse e tsunami devastanti. Ma per fortuna gli scenari peggiori, con morti e devastazioni su vasta scala, non si sono verificati, anche se si stanno ancora percependo forti scosse di assestamento, perciò il pericolo non è del tutto passato.
Cosa ha causato questo mega terremoto?
Questi eventi estremi sono chiamati megasisma o megaterremoto per via delle loro dimensioni e dei punti in cui si verificano. Il loro epicentro ricade all’interno di un “campo di battaglia” geologico noto come zona di subduzione. Qui, la placca tettonica del Pacifico si scontra con la placca eurasiatica e sprofonda al di sotto di essa in quella che è definita “zona di subduzione”. “Nel punto in cui queste due placche si scontrano, la faglia che potenzialmente genera il megasisma si blocca, assorbendo il movimento delle placche per centinaia di anni”, spiega Hicks. “L’energia accumulata viene poi improvvisamente rilasciata sotto forma di grandi terremoti”.
Non sorprende quindi che questo forte sisma si sia scatenato proprio al largo della costa della Kamchatka. “In passato si sono verificati grandi terremoti in questa zona, quindi sapevamo che ci sarebbe stato da aspettarsi qualcosa”, afferma Christine Houser, geofisica presso l’Istituto di Tecnologia di Tokyo.
In seguito all’allerta tsunami, il 30 luglio 2025 è stato sospeso il servizio ferroviario Enoden nella città di Kamakura, nella prefettura di Kanagawa. FOTOGRAFIA DI THE YOMIURI SHIMBUN/AP IMAGES
Un telegiornale riporta l’emissione dell’allerta tsunami nel municipio, adibito a rifugio, dopo l’emissione dell’allerta tsunami nella città di Tanabe, nella prefettura di Wakayama, il 30 luglio 2025.FOTOGRAFIA DI THE YOMIURI SHIMBUN/AP IMAGES
Secondo l’U.S. Geological Survey (USGS), si è trattato anche di un evento di faglia inversa. Ciò comporta il movimento improvviso di un grande blocco della crosta terrestre sopra la faglia attiva, che si solleva sopra un altro blocco della crosta sottostante la faglia. In questo caso, una linea di faglia si è rotta per una lunghezza di centinaia di chilometri in pochi secondi, liberando un’energia pari a circa 240 milioni di tonnellate di TNT. “È stato un forte terremoto. Non c’è dubbio”, afferma Tobin.
Nella città più vicina, Petropavlovsk-Kamchatsky, sulla penisola di Kamchatka, vivono oltre 180.000 persone. Secondo le stime dell’USGS, almeno 250.000 persone nella regione hanno avvertito forti scosse che hanno causato danni. Ci sono state oltre 20 scosse di assestamento dopo il terremoto principale, tra cui una di magnitudo 6.9; scosse di questo tipo dovrebbero continuare per diversi giorni.
Un possibile preludio all’evento principale
Sebbene il luogo dove si è scatenato il megaterremoto non sia troppo insolito, c’è qualcosa di strano nella sua tempistica. Nel 1952, molto vicino a dove è partito il megasisma del 30 luglio, un terremoto altamente distruttivo di magnitudo 9.0 colpì la regione, generando anche un potente tsunami.
Il lasso di tempo di diversi decenni trascorso tra questo megaterremoto e l’evento attuale può sembrare lungo. Ma non è così per i megaterremoti. In generale, per questi eventi di grande portata, “la pressione si accumula, poi si verifica un forte sisma che la allevia”, spiega Houser. A seguire c’è un intervallo che può durare anche diversi secoli.
Chiaramente non è stato così. “Avrei previsto un altro evento di magnitudo 9.0 in pochi decenni? Probabilmente no”, afferma Tobin.
Il periodo relativamente breve occorso tra questi due megaterremoti suggerisce che queste gigantesche zone di subduzione possono accumulare una quantità esplosiva di tensione in un periodo relativamente breve. E, per il momento, gli scienziati non sono certi di come ciò sia accaduto. “Questo dimostra la nostra ignoranza”, afferma Houser.
Vale la pena sottolineare, tuttavia, che i terremoti più grandi non si verificano secondo un calendario preciso. “Non è un meccanismo a orologeria”, afferma Tobin. Capire perché è una delle questioni più importanti ancora aperte nelle scienze geologiche, un enigma irrisolto che significa che, per ora, nessuno può prevedere con esattezza quando si verificherà il prossimo grande sisma.
Le prime onde dello tsunami hanno raggiunto la costa pacifica del Giappone dopo il terremoto di magnitudo 8.7 che ha colpito la penisola di Kamchatka il 30 luglio 2025 a Shiogama, Miyagi, Giappone. FOTOGRAFIA DI THE ASAHI SHIMBUN/GETTY IMAGES
Auto ferme lungo la Panamericana a Panama City in seguito a un allarme tsunami causato dal terremoto che ha colpito la costa russa nelle prime ore del mattino di mercoledì 30 luglio 2025. FOTOGRAFIA DI MATIAS DELACROIX, AP
In relazione a questo evento, poco più di una settimana prima, un terremoto di magnitudo 6.5 (che ha anche minacciato brevemente di generare uno tsunami) ha colpito la stessa zona di subduzione. I sismologi stanno ora valutando la possibilità che quel forte sisma fosse una sorta di precursore, o almeno un possibile avvertimento, del successivo evento catastrofico.
Per ora, “non abbiamo modo di sapere se un terremoto di magnitudo 7.0 sarà seguito da uno più forte”, afferma Lucile Bruhat, sismologa che lavora nel settore assicurativo. Tuttavia, esiste la possibilità che il terremoto di magnitudo 7.4 di inizio mese “abbia innescato quello di oggi. Ma solo dopo aver analizzato il modello di andamento dello slittamento e della rottura potremo confermare questa ipotesi”.
Mercoledì scorso, al largo della penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente della Russia, un forte sisma ha scosso la regione. Con una magnitudo di 8.8, ha rilasciato un’energia pari a diverse volte quella della più grande bomba nucleare mai fatta esplodere.
“È un terremoto di enorme portata”, afferma Harold Tobin, direttore del Pacific Northwest Seismic Network dell’Università di Washington.
In effetti, non veniva registrato un terremoto di questa portata dal 2011, quando una scossa di magnitudo 9.1 al largo delle coste giapponesi provocò il disastro nucleare di Fukushima. “È uno dei 10 terremoti più forti mai registrati dai sismometri”, afferma Steven Hicks, sismologo dell’University College di Londra. E non ha semplicemente spinto verso l’alto il fondo marino, “lo ha spezzato”, spiega.
Il pericolo è parso immediatamente evidente: la frattura del fondo marino ha generato uno tsunami che poteva potenzialmente estendersi per tutto l’oceano. Di conseguenza, sono stati rapidamente emessi avvisi di tsunami per molti dei paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico, compresa l’intera costa occidentale dell’America del Nord, nonché parti di quella centrale e del Sud.
Il terremoto si è verificato lungo una faglia tettonica nota per provocare scosse e tsunami devastanti. Ma per fortuna gli scenari peggiori, con morti e devastazioni su vasta scala, non si sono verificati, anche se si stanno ancora percependo forti scosse di assestamento, perciò il pericolo non è del tutto passato.
Cosa ha causato questo mega terremoto?
Questi eventi estremi sono chiamati megasisma o megaterremoto per via delle loro dimensioni e dei punti in cui si verificano. Il loro epicentro ricade all’interno di un “campo di battaglia” geologico noto come zona di subduzione. Qui, la placca tettonica del Pacifico si scontra con la placca eurasiatica e sprofonda al di sotto di essa in quella che è definita “zona di subduzione”. “Nel punto in cui queste due placche si scontrano, la faglia che potenzialmente genera il megasisma si blocca, assorbendo il movimento delle placche per centinaia di anni”, spiega Hicks. “L’energia accumulata viene poi improvvisamente rilasciata sotto forma di grandi terremoti”.
Non sorprende quindi che questo forte sisma si sia scatenato proprio al largo della costa della Kamchatka. “In passato si sono verificati grandi terremoti in questa zona, quindi sapevamo che ci sarebbe stato da aspettarsi qualcosa”, afferma Christine Houser, geofisica presso l’Istituto di Tecnologia di Tokyo.
In seguito all’allerta tsunami, il 30 luglio 2025 è stato sospeso il servizio ferroviario Enoden nella città di Kamakura, nella prefettura di Kanagawa. FOTOGRAFIA DI THE YOMIURI SHIMBUN/AP IMAGES
Secondo l’U.S. Geological Survey (USGS), si è trattato anche di un evento di faglia inversa. Ciò comporta il movimento improvviso di un grande blocco della crosta terrestre sopra la faglia attiva, che si solleva sopra un altro blocco della crosta sottostante la faglia. In questo caso, una linea di faglia si è rotta per una lunghezza di centinaia di chilometri in pochi secondi, liberando un’energia pari a circa 240 milioni di tonnellate di TNT. “È stato un forte terremoto. Non c’è dubbio”, afferma Tobin.
Nella città più vicina, Petropavlovsk-Kamchatsky, sulla penisola di Kamchatka, vivono oltre 180.000 persone. Secondo le stime dell’USGS, almeno 250.000 persone nella regione hanno avvertito forti scosse che hanno causato danni. Ci sono state oltre 20 scosse di assestamento dopo il terremoto principale, tra cui una di magnitudo 6.9; scosse di questo tipo dovrebbero continuare per diversi giorni.
Un possibile preludio all’evento principale
Sebbene il luogo dove si è scatenato il megaterremoto non sia troppo insolito, c’è qualcosa di strano nella sua tempistica. Nel 1952, molto vicino a dove è partito il megasisma del 30 luglio, un terremoto altamente distruttivo di magnitudo 9.0 colpì la regione, generando anche un potente tsunami.
Il lasso di tempo di diversi decenni trascorso tra questo megaterremoto e l’evento attuale può sembrare lungo. Ma non è così per i megaterremoti. In generale, per questi eventi di grande portata, “la pressione si accumula, poi si verifica un forte sisma che la allevia”, spiega Houser. A seguire c’è un intervallo che può durare anche diversi secoli.
Chiaramente non è stato così. “Avrei previsto un altro evento di magnitudo 9.0 in pochi decenni? Probabilmente no”, afferma Tobin.
Il periodo relativamente breve occorso tra questi due megaterremoti suggerisce che queste gigantesche zone di subduzione possono accumulare una quantità esplosiva di tensione in un periodo relativamente breve. E, per il momento, gli scienziati non sono certi di come ciò sia accaduto. “Questo dimostra la nostra ignoranza”, afferma Houser.
Vale la pena sottolineare, tuttavia, che i terremoti più grandi non si verificano secondo un calendario preciso. “Non è un meccanismo a orologeria”, afferma Tobin. Capire perché è una delle questioni più importanti ancora aperte nelle scienze geologiche, un enigma irrisolto che significa che, per ora, nessuno può prevedere con esattezza quando si verificherà il prossimo grande sisma.
Le prime onde dello tsunami hanno raggiunto la costa pacifica del Giappone dopo il terremoto di magnitudo 8.7 che ha colpito la penisola di Kamchatka il 30 luglio 2025 a Shiogama, Miyagi, Giappone. FOTOGRAFIA DI THE ASAHI SHIMBUN/GETTY IMAGES
Auto ferme lungo la Panamericana a Panama City in seguito a un allarme tsunami causato dal terremoto che ha colpito la costa russa nelle prime ore del mattino di mercoledì 30 luglio 2025. FOTOGRAFIA DI MATIAS DELACROIX, AP
In relazione a questo evento, poco più di una settimana prima, un terremoto di magnitudo 6.5 (che ha anche minacciato brevemente di generare uno tsunami) ha colpito la stessa zona di subduzione. I sismologi stanno ora valutando la possibilità che quel forte sisma fosse una sorta di precursore, o almeno un possibile avvertimento, del successivo evento catastrofico.
Per ora, “non abbiamo modo di sapere se un terremoto di magnitudo 7.0 sarà seguito da uno più forte”, afferma Lucile Bruhat, sismologa che lavora nel settore assicurativo. Tuttavia, esiste la possibilità che il terremoto di magnitudo 7.4 di inizio mese “abbia innescato quello di oggi. Ma solo dopo aver analizzato il modello di andamento dello slittamento e della rottura potremo confermare questa ipotesi”.
FONTE https://www.nationalgeographic.it/perche-il-terremoto-di-magnitudo-88-in-russia-e-avvenuto-proprio-ora
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