L’X-37B, lo spazioplano militare statunitense senza pilota, è stato lanciato per la sua ottava missione (OTV-8) a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX dal Kennedy Space Center, Florida. Operato dalla U.S. Space Force, il veicolo è in orbita terrestre bassa e doverebbe testare comunicazioni laser avanzate e sensori quantistici. La missione, classificata come USSF-36, è avvolta nel riserbo, come tipico per l’X-37B.

In orbita, per l’ottava volta, lo spazioplano segreto X-37B

 di Andrea D’Urso

SpaceX ha portato in orbita con successo lo spazioplano X-37B, realizzato da Boeing e operato dalla Space Force. Trattandosi di una missione militare, classificata come OTV-8 o USSF-36, non vi sono molti dettagli riguardo alle operazioni che svolgerà nello spazio questo mezzo. Si tratta comunque dell’ottavo volo di questo spazioplano, e il terzo effettuato da SpaceX.

Il lancio è avvenuto alle 05:40 italiane del 22 agosto, dal complesso di lancio 39A del Kennedy Space Center. Per SpaceX si tratta della terza volta in cui trasporta un X-37B nello spazio. Il precedente lancio era avvenuto a dicembre 2023 con un Falcon Heavy, che lo aveva rilasciato in orbita terrestre media.

Il primo stadio del Falcon 9 utilizzato per questa missione era al suo sesto volo ed è atterrato sulla Landing Zone 2. Dal 1° agosto, infatti, SpaceX non può più utilizzare la piattaforma numero 1 e presto accadrà lo stesso con la numero 2. Questo perché il complesso di lancio in cui si trovano sarà utilizzato da Phantom Space e Vaya Space. SpaceX dovrà quindi realizzare, come richiesto dalla Space Force, nuove piattaforme di atterraggio all’interno dei complessi di lancio già operativi, ovvero il 40 e il 39A.

Poiché il primo stadio del Falcon 9 è rientrato sulla terraferma, sembrerebbe che questa nuova missione dell’X-37B si svolgerà in orbita terrestre bassa. Il rientro sulla terraferma invece che nella chiatta al largo infatti, prevede l’utilizzo di più propellente da parte del Falcon 9, che quindi ne usa di meno per la spinta del carico utile in orbita.

I test (che conosciamo) che svolgerà l’X-37B

I pochi dettagli legati ai test che lo spazioplano condurrà in orbita sono stati forniti direttamente dalla Space Force. Uno degli strumenti a bordo dell’X-37B che sarà collaudato durante questa missione è un dispositivo di connessione laser. Questo consentirà allo spazioplano di collegarsi alle reti satellitari in orbita bassa, permettendogli di scambiare dati ad alta velocità.

Sebbene non dichiarato esplicitamente, è probabile che le reti a cui la Space Force fa riferimento siano Starlink e, di conseguenza, Starshield, la costellazione sviluppata appositamente per la difesa. La rete di SpaceX, infatti, è l’unica in grado di coprire l’intero pianeta tramite sistemi di comunicazione laser. Anche i satelliti Kuiper di Amazon dispongono di dispositivi simili, ma attualmente ne sono in orbita soltanto 102, rispetto agli oltre 7000 Starlink.

L’X-37B porterà a bordo anche un sensore inerziale quantistico mai testato nello spazio. A differenza di un normale sensore inerziale, quello impiegato dallo spazioplano sfrutterà la rotazione e l’accelerazione degli atomi. Uno strumento di questo tipo è essenziale per navigare in ambienti privi di GPS, poiché consente di determinare con precisione la posizione di un velivolo.

Come accaduto con OTV-6, svolta tra il 2020 e il 2022, anche questo X-37B è dotato di un modulo di servizio che ne estende le capacità e ne aumenta la vita operativa. Inoltre, lo spazioplano partito con il Falcon 9 è classificato come “veicolo 1”. La Space Force possiede due X-37B e questo è il primo a essere stato utilizzato, con un debutto risalente al 2010. Da allora, ha trascorso 1.809 giorni nello spazio, distribuiti su tre diverse missioni.

FONTE https://www.astrospace.it/2025/08/22/in-orbita-per-lottava-volta-lo-spazioplano-segreto-x-37b/

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