Stanno circolando diverse cose “pesanti” legate all’ultima tranche di documenti Epstein rilasciati dal Dipartimento di Giustizia USA alla fine di gennaio 2026 (oltre 3 milioni di pagine, incluse email, note e altro). L’articolo seguente di uncut-news. si basa proprio su una di queste email emersa ora, datata 3 marzo 2017, inviata da un account associato a Epstein (jeevacation@gmail.com) e indirizzata a Bill Gates (con CC a Larry Cohen, collaboratore di bgc3, la società di consulenza/strategia privata di Gates).
Nuove mail pubblicate dal contesto Epstein-Gates mostrano scenari di pandemia precoci, piani di salute digitale e modelli di pensiero
Una mail interna dall’ambiente Gates solleva nuovi interrogativi sulla preparazione al COVID
Una e-mail interna del 2017, indirizzata a Bill Gates, acquisisce nuova rilevanza politica e sociale alla luce della pandemia di COVID-19. Il documento non è una prova di una pandemia pianificata, ma dimostra quanto a fondo certi concetti centrali fossero già stati elaborati sistematicamente anni prima.La mail proviene dall’ambiente di consulenza della società di investimenti e strategia bgc3 e elenca concreti «Deliverables» (risultati attesi) per la collaborazione. Particolarmente evidente è la densità tematica: simulazioni di pandemia, sistemi digitali di dati sanitari, neurotecnologia e applicazioni esplicitamente militari e di intelligence. Simulazioni di pandemia molto prima del COVIDParticolarmente degno di nota è il punto «Follow-up recommendations and/or technical specifications for strain pandemic simulation». Già nel 2017 si lavorava quindi su basi tecniche e metodologiche concrete per scenari pandemici – non in modo astratto, ma con l’obiettivo di una reale applicabilità operativa.Simulazioni di questo tipo non sono insolite in contesti statali e militari. Tuttavia, alla luce degli eventi a partire dal 2020, sorge la domanda sul perché molte misure politiche, tecniche e amministrative durante il COVID siano potute essere implementate quasi senza attriti. Evidentemente esisteva già un lavoro preparatorio.
Dati sanitari digitali come nucleo strategico
Un altro punto centrale della mail è la creazione di sistemi digitali sicuri per i dati sanitari personali, utilizzando esplicitamente tecnologie «Zero-Knowledge-Proof». L’obiettivo era proteggere informazioni sanitarie sensibili e al tempo stesso consentire un accesso controllato.Proprio questo modello è diventato realtà durante la pandemia sotto forma di certificati vaccinali digitali, certificati sanitari e piattaforme di dati interoperabili. La mail dimostra: le basi tecniche e concettuali esistevano molto prima dello scoppio del COVID-19.
Neurotecnologia – pensata anche come arma
Particolarmente esplosivo è un altro passaggio spesso trascurato: la menzione esplicita di «Neurotechnologies as weapons in national intelligence and defense». Qui non si tratta di medicina o terapia, ma di applicazioni militari e di intelligence della neurotecnologia. Ciò rende chiaro che in questo quadro concettuale salute, tecnologia e sicurezza non venivano considerate separatamente, ma come un campo di controllo integrato. Questa commistione solleva questioni etiche fondamentali – soprattutto quando gli stessi attori hanno poi avuto un’influenza determinante sulle strategie sanitarie globali.Profittatori delle crisi?Bill Gates ha svolto un ruolo centrale durante la pandemia di COVID – come promotore di programmi vaccinali, come indicatore politico e come investitore nel settore sanitario e tecnologico. Questo è documentato pubblicamente. Ma come in altre crisi globali – ad esempio le strutture finanziarie e di investimento emerse in seguito intorno a Jeffrey Epstein – si pone la questione di base dei conflitti di interesse.Anche Epstein si è mosso per anni in reti elitarie, ha tratto profitto come investitore e consulente e ha sfruttato zone grigie sistemiche. Il paragone non equivale a un’identificazione, ma indica un pattern ricorrente: crisi, tecnologia e capitale sono spesso più intrecciati di quanto suggeriscano le narrazioni pubbliche.
Nessuna prova – ma richiede spiegazioni
Questa e-mail non è una prova della pianificazione del COVID-19. Documenta tuttavia che:
– scenari pandemici sono stati preparati in modo dettagliato,
– il controllo digitale della salute era già concettualmente elaborato,
– applicazioni militari di biotecnologie e neurotecnologie venivano discusse apertamente,
e attori centrali hanno poi tratto profitto politico ed economico dalla crisi.
Tutto ciò richiede almeno una spiegazione. Una società democratica aperta non dovrebbe tabùizzare documenti del genere, ma usarli come occasione per trasparenza e approfondimento. Non per costruire teorie del complotto – ma per rendere visibili potere, interessi e preparativi.
Fonte: New developments in the Epstein case; pandemic correspondence with Bill Gates has emerged.
Nota: l’articolo sembra basato su documenti resi pubblici di recente (fine gennaio 2026) legati al caso Epstein dal Dipartimento di Giustizia USA. La mail del 2017 menzionata (con bgc3 e i temi indicati) sta circolando in vari post e articoli online, spesso in contesti critici verso Gates, ma va contestualizzata come parte di discussioni più ampie su preparazione pandemica (che Gates discuteva pubblicamente già dal 2017, ad es. alla conferenza di Monaco sulla sicurezza). Non è emersa alcuna prova di pianificazione diretta della pandemia, ma il testo solleva interrogativi su connessioni e anticipazioni concettuali.
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