Oosterwold è uno dei progetti di pianificazione urbana più originali e radicali d’Europa, e sì, si trova in Olanda
Ci troviamo nei Paesi Bassi, in una piccola frazione di Almere, una città famosa per la sua architettura e innovazione. A Oosterwold, infatti, non ci sono piani regolatori né servizi preinstallati. Strade, gestione delle acque e spazi verdi sono costruiti e gestiti dai residenti stessi tramite delle cooperative di vicinato.
L’unico vincolo obbligatorio è di natura agricola: almeno il 50% di ogni lotto deve essere coltivato con l’obiettivo di produrre il 10% del fabbisogno alimentare dell’intera città di Almere.
Questo modello attira molte persone. Attualmente vi risiedono circa 5.000 persone, ma c’è una lista d’attesa per i nuovi appezzamenti. Il progetto prevede l’espansione con 15.000 nuove abitazioni per 30.000 residenti entro la sua conclusione.
Funziona perché c’è un’autoselezione. Chi sceglie Oosterwold desidera proprio quel tipo di vita. Ma la domanda resta: questo modello può essere applicato anche a comunità non auto-selezionate? O forse è proprio questa la direzione da seguire: comunità più piccole e collaborative in cui i residenti costruiscono insieme il proprio futuro, invece di aspettare che qualcuno lo pianifichi per loro?
Dati concreti:
Superficie → circa 4.300 ettari (43 km²)
Concetto di base → “libertà + responsabilità individuale e collettiva”
Regole principali (pochissime, ma molto vincolanti):
Almeno il 50-59% del tuo terreno deve essere usato per agricoltura urbana (coltivare cibo, frutta, verdura, allevare animali piccoli, serre, ecc.). Non si può cementificare tutto.
Solo il ~18% può essere edificato (casa, annessi, ecc.)~8% strade ~13% spazi verdi pubblici ~2% acqua
Il resto è urban agriculture obbligatoria
Niente piano regolatore tradizionale
Non esiste un progetto comunale rigido con vie, fognature, illuminazione già decise. Sei tu (insieme ai vicini) che decidi dove mettere la strada, come gestire l’acqua piovana, come si chiama la via, ecc. Tutto nasce in modo organico.
Autocostruzione quasi totale
La gente progetta e costruisce la propria casa praticamente come vuole (purché rispetti i limiti percentuali di cui sopra). Per questo trovi yurte, case container, villette ultra moderne, fattorie sperimentali, case sull’albero, edifici in paglia, ecc. tutto mischiato.
Infrastrutture autogestite
Strade, ponti, gestione delle acque, raccolta differenziata, persino la futura scuola o asilo: li realizzano i residenti tramite consorzi di vicinato (cooperatives). Il comune interviene pochissimo.
È considerato un esperimento di peri-urban agriculture su scala molto grande, e molti ricercatori (soprattutto da Wageningen University) lo studiano perché sta funzionando meglio del previsto. Molti lo chiamano “utopia olandese in costruzione” .
FONTI
Il sito principale per chi vuole partecipare o informarsi: https://maakoosterwold.nl/
È il portale ufficiale “Maak Oosterwold” gestito dalla Werkmaatschappij (l’ente di sviluppo), dove trovi il libro di sviluppo (Oosterwold Development Book), mappe dei lotti disponibili, regole aggiornate, FAQ e info su come acquistare terreni.
Pagina dedicata sul sito del Comune di Almere (in olandese, ma con traduttore automatico): https://www.almere.nl/wonen/stadsdelen/almere-hout/oosterwold
Descrizione ufficiale del progetto, con focus su agricoltura urbana e autogestione.
Il masterplan originale è di MVRDV (lo studio famoso per architettura innovativa): https://www.mvrdv.com/projects/32/almere-oosterwold
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A Oosterwold sono i residenti a decidere come costruire …
LA “REGOLA DEL 3,5%”: COME UNA PICCOLA MINORANZA PUÒ CAMBIARE IL MONDO
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