“Il tempo di avere la precipitazione dell’ umidità dell’atmosfera sotto completo controllo è molto vicino …”  Nikola Tesla Giugno 1900

Di Nogeoingegneria

10 anni fa ho posto la domanda a Pat Mooney, presidente del Gruppo ETC, che era invitato a conferenze di alto livello come rappresentante della società civile ed era ben informato su progetti che non si conoscono. L’ ETC Group aveva cominciato a pubblicare le operazioni di geoingegneria degli ultimi decenni. Avevo chiesto a Mooney, ma come possono introdurre la geoingegneria globale se non hanno fatto test in campo aperto? Evidentemente lo fanno, lo stanno facendo da molti anni, e da quasi 20 anni lo vediamo ad occhio nudo. La cosa bizzarra è che i siti mainstream e anche quelli specializzati ci informano sulla necessità di operazioni future mostrando i cieli reali.

Ho indagato molto nel corso degli anni, i risultati di questa ricerca sono depositati in questo sito. 

Naturalmente, non sono una scienziata in questo settore, ma ho imparato a fare domande e a cercare risposte. E ho scoperto che se volete davvero capire perché il clima è disturbato, perché ci sono gravi disturbi, mentre la voce ufficiale ha trovato un solo colpevole, l’aumento delle emissioni di CO2, bisogna indagare su molti fattori. 

L’attuale siccità è considerata in questa cornice – è colpa della CO2 e del Climate Change. Se ne parla ormai ogni giorno, “Siamo all’ultima goccia”.

Della geoingegneria si parla meno, basta cercare online la voce geoingegneriaper rendersi conto che il dibattito è praticamente fermo,  fermo il dibattito, ma il problema è reale su cui si tace. E non si tratta solo di un problema pensato. La geoingegneria è in atto.

C’erano avvertimenti, uno degli effetti del rilascio costante e massiccio di particelle nell’atmosfera era la siccità. A lanciare l’allarme un’immagine proposta dal Guardian (presa dal ETC-Group) nella quale sono segnalati i paesi in cui il pericolo della geoingegneria è più allarmante. Tra questi, anche l’Italia.

Ripropongo, in versione tradotta, un articolo del Guardian del 2014 

La geoingegneria potrebbe portare una grave siccità…

Lo studio modella l’impatto sulle precipitazioni globali in caso di creazione di eruzioni vulcaniche artificiali nel tentativo di invertire il cambiamento climatico

Invertire il cambiamento climatico attraverso enormi eruzioni vulcaniche artificiali potrebbe portare gravi siccità in ampie regioni dei tropici, secondo una nuova ricerca scientifica.

Il controverso concetto di geoingegneria – cambiare deliberatamente il clima della Terra – viene considerato seriamente come un modo alternativo per evitare un pericoloso riscaldamento globale se gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra falliscono.

Ma il recente lavoro mostra che uno dei principali candidati – quello di pompare particelle di solfato nella stratosfera per bloccare la luce del sole – potrebbe avere effetti collaterali tanto gravi quanto gli effetti del riscaldamento stesso. Inoltre, gli impatti sarebbero diversi in tutto il mondo, sollevando la prospettiva di conflitti tra le nazioni che potrebbero beneficiare e quelle che subiscono più danni.

“Ci sono molte questioni riguardanti la governance – cioè chi controlla il termostato – perché gli impatti della geoingegneria non saranno uniformi dappertutto”, ha detto il dottor Andrew Charlton-Perez, dell’Università di Reading e membro del team di ricerca.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, è il primo a rappresentare in modo convincente ciò che accade alle precipitazioni se i solfati vengono distribuiti su vasta scala.

Mentre i modelli del computer hanno mostrato che i cambiamenti di temperatura potrebbero essere del tutto evitati, hanno anche mostrato tagli nella pioggia fino a un terzo in Sud America, Asia e Africa. Le conseguenti siccità colpirebbero miliardi di persone e anche le fragili foreste pluviali tropicali che agiscono come un importante deposito di carbonio. ” Vedremmo accadere i cambiamenti così rapidamente che ci sarebbe poco tempo per le persone per adattarsi”, ha detto Charlton-Perez.

Anche un altro membro del team di ricerca, la professoressa Ellie Highwood, ha sostenuto: ” Alla luce di questa ricerca, la geoingegneria dell’aerosol stratosferico non sta fornendo ai leader mondiali alcuna risposta facile al problema del cambiamento climatico”.

Lo studio ha considerato cosa accadrebbe se i livelli di anidride carbonica quadruplicassero nell’atmosfera – quel tipo di situazione estrema in cui la geoingegneria potrebbe essere seriamente considerata. Senza intervento, le temperature salirebbero di 4C, ben oltre il livello di 2C considerato pericoloso dai governi del mondo.

Questo aumento di temperatura veniva invece ridotto a zero qualora avesse avuto luogo un massiccio sforzo di geoingegneria. I 60 milioni di tonnellate di anidride solforosa pompati nella stratosfera ogni anno nella simulazione sono equivalenti a cinque eruzioni vulcaniche, ciascuna sulla scala del Monte Pinatubo, l’enorme eruzione del 1991 nelle Filippine che ha ridotto le temperature globali di circa 0,5 C nell’anno o due successivi.

Le particelle di solfato nel modello non solo riflettevano la luce solare in entrata, riducendo le temperature, ma assorbivano anche il calore che saliva dalla superficie terrestre. Questo ha ridotto la differenza di temperatura tra l’atmosfera inferiore e superiore, che è il motore che guida la formazione delle nuvole e le precipitazioni. La riduzione delle precipitazioni osservata in questo modello di geoingegneria è stata grande quanto l’aumento delle precipitazioni previsto se il riscaldamento globale rimanesse inalterato.

Il dottor Matthew Watson, ricercatore dell’Università di Bristol e sostenitore di ulteriori ricerche sulla geoingegneria, ha detto: “I ricercatori hanno scelto uno scenario climatico estremo, quindi non dovremmo essere sorpresi se questo, e qualsiasi tentativo di geoingegneria per contrastarlo, avesse impatti gravi e disomogenei”.

Ha aggiunto: “Rimane il fatto che la nostra unica strada garantita è quella di ridurre i livelli record di gas serra che continuiamo a pompare nell’atmosfera. È vitale che gli scienziati continuino la ricerca sulla geoingegneria; ma nessun governo serio sul cambiamento climatico dovrebbe vederla come una soluzione rapida”.

TRADUZIONE A CURA DI NOGEOINGEGNERIA –  CANALE TELEGRAM https://t.me/NogeoingegneriaNews

FONTE https://www.theguardian.com/environment/2014/jan/08/geoengineering-drought-tropics-climate-change-volcano

Sono in corso da più di sessant’anni tentativi di condizionare artificialmente il clima, controllare piogge e nevicate, alterare la temperatura atmosferica, generare tornado e tsunami. Chi conduce questi esperimenti?

Un articolo particolarmente istruttivo è del 2015 ed è di Dane Wigington

L’ingegneria del clima è l’arma più potente e più utilizzata dal gruppo al potere in Occidente per destabilizzare e rovesciare in tutto il mondo i paesi ed i governi che intende controllare. La geoingegneria è uno strumento primario che è stato usato dagli Stati Uniti o dalla NATO allo scopo di condizionare le nazioni e consentirne il controllo.

Se non credete che l’esercito americano sia interessato al clima, rifletteteci. Il complesso industriale militare ha sempre cercato di “controllare il clima”. Documenti storici dimostrano che gli Stati Uniti hanno pesantemente investito nella modifica del clima per molto tempo.

Quanti paesi hanno basi militari USA sul loro terreno? Ci sono almeno 156 paesi con circa 900 basi in tutto il mondo, occupati dagli USAQualcuno crede davvero che tutti questi paesi volevano essere occupati dagli Stati Uniti? E’ una coincidenza che molti, se non la maggior parte, di questi paesi hanno sofferto una sorta di cataclisma climatico prima di permettere l’occupazione? 

CONTINUA L’ingegneria climatica per controllare le popolazioni

 «Se partiamo dal presupposto che nel 2025 la nostra strategia di sicurezza nazionale includerà la modificazione del clima, il suo uso nella nostra strategia militare nazionale sarà la naturale conseguenza». Modificare il clima: era l’orizzonte a cui già nel lontano 1996 puntava la Air University, una dépendance dell’aviazione Usa con sede nella base aerea di Maxwell, in Alabama. A quanto pare, avvertono Giulietto Chiesa e Paolo De Santis citando fonti delle Nazioni Unite, la “conquista” del clima è già cominciata: per l’Ipcc, il panel scientifico dell’Onu sul clima, la creazione di uno “scudo termico” per proteggere la Terra dall’irraggiamento del sole sarebbe l’unica possibilità di scongiurare la catastrofe del surriscaldamento globale. Lavori già in corso da tempo? «Nessuno di noi ne deve sapere nulla, perché evidentemente la missione è stata interamente delegata ai militari». E mentre i “debunker” tentano di ridicolizzare chi parla di “scie chimiche”, il Palazzo di Vetro squarcia un velo sulle nuove frontiere della geo-ingegneria. E ammette: nessuno è in grado di valutarne gli “effetti collaterali” sul pianeta.

CONTINUA  SRM, SCUDO SOLARE CHIMICO: L’ALIBI PER LA GUERRA CLIMATICA

 

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