Di Nogeoingegneria

Ho letto questo commento e condivido lo stato d’animo qui espresso.

Sono così stufa dell’AI che è dappertutto

Apro i social e trovo solo arte AI. La mia amica insegna in un’università statale e metà dei compiti sono fatti con l’AI. Metà delle email che ricevo sono AI. Oggi mi sono collegata a una riunione Teams e c’erano 4 bot AI che prendevano appunti in una riunione di mezz’ora con PowerPoint e registrazione.

Mi sento una boomer. L’AI ha un buon utilizzo quando fa risparmiare un sacco di tempo che possiamo dedicare ad altro, e non ruba il lavoro alla gente o ha un impatto ambientale così negativo. Ma questo non è il caso. Mi sento letteralmente come se stessi cercando di parlare con persone che hanno un danno cerebrale, senza ironia, pensano con la stessa velocità e profondità di quando ho avuto il trauma cranico. La gente si comporta come se fossi Shakespeare solo perché riesco a scrivere un’email di 3 paragrafi senza AI.

 

La maggior parte delle persone che dice “io non uso l’IA” in realtà la usa decine o centinaia di volte al giorno, solo che non la vede perché è incorporata nei servizi che già usa. L’IA “visibile” (ChatGPT, Grok, Claude, Gemini) è solo la punta dell’iceberg; quella “invisibile” è già ovunque.

l’intelligenza artificiale non è più solo ChatGPT che risponde e scrive temi o “Grok che risponde su X”. È diventata una infrastruttura invisibile che usiamo senza nemmeno accorgercene.

Ecco un elenco di dove l’IA è già integrata nella vita quotidiana di una persona media in Italia/Europa nel 2025. L’elenco è stato fornito dall’IA. Si immagini quanto sia ampia la raccolta di dati che riguarda il nostro modo di pensare, agire ed essere. 

 

IA OVUNQUE

 

  1. Smartphone e assistenti vocali

    • Google Assistant, Siri, Alexa, Samsung Bixby: riconoscimento vocale, comprensione del linguaggio e risposte sono tutti basati su modelli di linguaggio grandi (LLM) o reti neurali simili.

    • La tastiera predittiva (Gboard, SwiftKey, tastiera Apple) usa IA per suggerire la parola successiva.

    • Il riconoscimento facciale per sbloccare il telefono (Face ID, riconoscimento iris Samsung).

  2. Social network e piattaforme video

    • Algoritmi di raccomandazione di TikTok, Instagram Reels, YouTube, Netflix, Spotify: sono tutti sistemi di IA (deep learning + reinforcement learning) che decidono cosa farti vedere dopo.

    • Moderazione automatica dei contenuti (rimozione di hate speech, nudo, violenza).

    • Traduzione automatica dei post e dei sottotitoli in tempo reale.

  3. Motori di ricerca

    • Google Search (Bert, MUM, Gemini) e anche la ricerca di Bing/ChatGPT usano IA per capire l’intento dietro la query e riscrivere risposte riassuntive (le famose “AI Overviews”).

  4. Navigazione e mappe

    • Google Maps e Waze prevedono il traffico in tempo reale, suggeriscono percorsi alternativi e stimano l’orario di arrivo grazie a modelli di machine learning che analizzano milioni di telefoni.

  5. Banche e pagamenti

    • Rilevamento frodi sulle carte di credito (ogni transazione viene valutata in millisecondi da un modello IA).

    • Approvazione mutui/prestiti (scoring creditizio automatico).

    • Chatbot bancari (Intesa, UniCredit, ING, Revolut, N26… quasi tutti usano IA conversazionale).

  6. E-commerce

    • Raccomandazioni Amazon (“clienti che hanno acquistato questo…”).

    • Chat di assistenza clienti (molto spesso sono bot prima, poi passa eventualmente all’umano).

    • Prezzi dinamici (Ryanair, Amazon, Booking cambiano prezzo in base a domanda e tuo storico).

  7. Automobile e mobilità

    • Frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, cruise control adattivo, riconoscimento cartelli stradali (anche su auto “normali” tipo Fiat 500e, Dacia, Renault).

    • Tesla, Waymo e (presto) robotaxi usano IA molto più avanzata, ma già oggi l’ADAS di livello 2 è ovunque.

  8. Sanità

    • Referti di radiologia (TAC, risonanze): algoritmi IA aiutano i radiologi a individuare tumori, microcalcificazioni, embolie polmonari (in molti ospedali italiani è già attivo).

    • App di monitoraggio salute (battito irregolare su Apple Watch, ossigenazione sangue, rilevazione cadute).

  9. Casa

    • Termostati intelligenti (Nest, Tado, Netatmo) che imparano le tue abitudini.

    • Aspirapolvere robot (Roomba e simili) con mappatura LiDAR + IA.

    • Telecamere di sorveglianza (Ring, Nest, Eufy) con riconoscimento persone/animali/veicoli.

  10. Lavoro e produttività

    • Microsoft Copilot, Google Duet AI, Grammarly, Notion AI, Zoom AI Companion (riassunto riunioni, trascrizione, traduzione in tempo reale).

    • Filtri anti-spam della mail (Gmail, Outlook).

  11. Pubblica amministrazione e servizi

    • INPS, Agenzia delle Entrate: modelli predittivi per individuare evasori fiscali.

    • 730 precompilato: gran parte dei dati viene estratta e incrociata automaticamente con algoritmi.

  12. Traduzione

    • Google Translate, DeepL, la traduzione automatica di WhatsApp, Telegram, browser: tutti basati su reti neurali (Transformer).

  13. Giochi e intrattenimento

    • NPC nei videogiochi moderni (soprattutto con modelli tipo Inworld AI o mod di Skyrim con LLM).

    • Generazione di immagini (Midjourney, DALL·E, Stable Diffusion) usata da grafici, editori, meme.

       

L’intelligenza artificiale è solo qualcosa di negativo?
No, ma la cosa che mi preoccupa è che stiamo esternalizzando tutto. I nostri pensieri, sentimenti, ricordi, le cose che facciamo, sogniamo di fare, le date importanti, i battiti del cuore, le nostre caratteristiche fisiche. Tutto è esternalizzato e delegato a dispositivi elettronici sempre più avanzati attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Ma se esternalizziamo tutto ciò che siamo in un dispositivo, che cosa resta di noi?  

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