In un nuovo documento [EFTA00740161] che emerge dalla ricerca costante negli Epstein Files (ormai è passato un mese dalla pubblicazione e ancora non si è riusciti ad avere un quadro completo almeno di quello che è stato desecretato dal Dipartimento di Giustizia americano), Jeffrey Epstein afferma di aver fatto bloccare i finanziamenti statali e privati alla ricerca sulla fusione a freddo (un processo che permetterebbe la creazione di energia illimitata dall’acqua).
Nell’ottobre 2009, il magnate pedofilo (appena scontata la sua prima condanna per prostituzione minorile) riceve un’email da Al Seckel (uno dei tanti scienziologi/TEDdisti da egli finanziati) nella quale costui parla di aver dissuaso “i nostri ingegneri miliardari della costa occidentale” ad investire milioni di dollari in nuovo dispositivo a fusione fredda, definendola come junk science.
In risposta, Epstein si vanta di aver “ucciso” Stanley Pons (l’inventore della fusione a freddo), tramite una serie di pressioni sul Congresso americano e sul senatore democratico Wayne Owens, primo patrocinatore delle ricerche dello scienziato assieme ai Mormoni (che finanziavano questi studi tramite la loro Brigham Young University), dei quali l’ex finanziere sostiene di aver “incontrato i vertici” per scoraggiare il sostegno a Pons.
Stanley Pons era un elettrochimico dell’Università dello Utah che, insieme a Martin Fleischmann, annunciò nel 1989 di aver ottenuto la fusione nucleare a temperatura ambiente, appunto la cosiddetta “fusione fredda” o “a freddo”. Immediatamente cominciò una guerra mediatica contro gli scienziati, la cui intensità costrinse lo stesso Pons a trasferirsi in Francia e rinunciare alla cittadinanza americana.
Per la cronaca, Seckel in un’altra email si congratula con Epstein per aver ricevuto “l’etichetta”, cioè l’inserimento del suo nome nei registri dei sex offender, comunicando al suo finanziatore di “aver ricevuto quella medaglia al merito da ogni donna con cui ci ho provato” [EFTA00740600]. FONTE
NOTA: Da tenere presente, che Robert Maxwell (padre di Ghislaine Maxwell), ufficiale di intelligence per il Mossad, gestiva una compagnia chiamata Pergamon Press, che era uno dei principali fornitori di articoli sottoposti a revisione paritaria, il che significa che controllavano ciò che veniva pubblicato e ciò che non veniva.
Robert Maxwell fondò e gestì Pergamon Press, una casa editrice accademica con sede a Oxford che divenne uno dei principali attori nel settore delle pubblicazioni scientifiche e mediche sottoposte a peer review (revisione paritaria) tra gli anni ’50 e ’90. Pergamon Press pubblicava centinaia di riviste scientifiche (da circa 59 nel 1960 a oltre 400 negli anni ’90 prima della vendita) .Come proprietario, aveva un controllo indiretto enorme sul sistema: decideva quali nuove riviste lanciare, quali acquisire, quali editor nominare, e modellava l’intero ecosistema per massimizzare i profitti.
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