Di Maria Heibel 

Da Wernher von Braun, «indubbiamente il più grande scienziato della tecnica missilistica e aerospaziale della storia», secondo Wikipedia, a Joscha Bach, considerato dagli esperti del settore e dalla comunità tecnologica come un visionario nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) e delle scienze cognitive (attualmente strategic advisor per Liquid AI e founding director del California Institute for Machine Consciousness): due figure emblematiche i cui contributi innovativi sono offuscati da gravi interrogativi etici.

E’ proprio Bach, con i suoi finanziamenti da Jeffrey Epstein e visioni espresse in email private, che mi ha riportato alla mente von Braun – non per un parallelo diretto, ma perché entrambi incarnano il rischio che l’ambizione scientifica, quando priva di un ancoraggio etico profondo, serva interessi di potere e/o personali a scapito della dignità umana.

Wernher von Braun, l’eroe della conquista dello spazio, veniva dall’inferno di Dora

Il campo di concentramento Mittelbau-Dora (noto anche come “Dora”), nella Turingia tedesca, fu creato nel tardo 1943 come sottocampo di Buchenwald per fornire manodopera schiavistica alla produzione dei missili V-2. Dopo i bombardamenti alleati su Peenemünde (base originaria del programma missilistico), la produzione fu trasferita nei tunnel sotterranei del Mittelwerk vicino a Nordhausen.

Circa 60.000 prigionieri – tra cui ebrei, prigionieri politici, resistenti francesi, polacchi, sovietici e altri deportati – passarono per il complesso tra il 1943 e il 1945. Le condizioni erano disumane: turni di 12-14 ore in gallerie buie, umide e polverose, senza ventilazione adeguata, con razioni da fame (spesso sotto le 1.000 calorie), pidocchi, tifo, percosse sistematiche, esecuzioni sommarie e impiccagioni pubbliche per presunto sabotaggio. Si stima che circa 20.000 persero la vita per esaurimento, malattie, fame o uccisioni deliberate – più vittime di quante ne causarono i V-2 stessi sui civili alleati.

Wernher von Braun, direttore tecnico del programma V-2, membro del Partito Nazista dal 1937 e delle SS (raggiungendo il grado di Sturmbannführer), beneficiò direttamente di questo sistema. Visitò il sito Mittelwerk almeno 12-15 volte tra fine 1943 e febbraio 1945 (testimonianza sua del 1969), inclusi incontri specifici nel gennaio e maggio 1944 per discutere modifiche tecniche e l’impiego di ulteriori prigionieri qualificati (es. 1.800 francesi). Selezionò ingegneri e tecnici da Buchenwald, accelerando la produzione grazie al lavoro forzato.

Pur definendo in privato le condizioni “repulsive” o “infernali”, negò di aver visitato il campo Dora vero e proprio o di aver assistito a esecuzioni. Storici come Michael J. Neufeld (Smithsonian) sottolineano però la sua consapevolezza: von Braun era in posizione di potere per sapere, e la sua ambizione per i razzi – motivata da una passione visionaria per lo spazio, ma anche da opportunità di carriera e risorse – lo rese complice attivo del sistema, pur non essendo un ideologo nazista fanatico né un gestore diretto delle atrocità (ruolo delle SS e di figure come Hans Kammler).

Dopo la guerra, l’Operazione Paperclip lo reclutò negli USA insieme a centinaia di scienziati tedeschi, priorizzando la superiorità tecnologica nella Guerra Fredda sulle responsabilità per crimini contro l’umanità. Nei processi Dora-Mittelbau (1947), il “Common Design” delle SS fu giudicato crimine sistematico di “sterminio attraverso il lavoro”, ma von Braun evitò ogni accusa.

Von Braun illustra come la passione degli scienziati per un obiettivo specifico – qui, il sogno dei viaggi spaziali – possa fornire il retroscena per derive etiche gravi quando si intreccia con interessi di regime, materiali o di fama. Von Braun priorizzò il progresso tecnico, minimizzando o ignorando i costi umani. La corsa allo spazio ebbe inizio con questa storia agghiacciante. Ulteriori passi avanti nel campo scientifico-tecnologico sono caratterizzati da irresponsabilità e mancanza di etica nei confronti dell’uomo e del pianeta. Basti pensare agli oltre 2000 test nucleari effettuati.

Oggi, poiché l’IA rafforza i giudizi e le decisioni umane senza integrare una “coscienza” etica – empatia, responsabilità, consapevolezza delle conseguenze – la scienza corre il rischio di servire ancora una volta interessi oscuri anziché l’umanità. L’attuale sviluppo è considerato ancora più pericoloso dell’ingresso nell’era atomica. I pericoli si sommano. L’IA sta diventando un fattore regolatore. Bach vuole creare una macchina dotata di coscienza, in grado di sostituire l’uomo. Quale coscienza rifletteranno le sue macchine, create da esseri umani privi di etica?

L’uomo che si pone al di sopra del creato, che vuole dominarlo in tutti i campi, corre verso un futuro distopico, o verso un non-futuro.

“Forse l’etica è una scienza scomparsa dal mondo intero. Non fa niente, dovremo inventarla un’altra volta.”
Jorge Luis Borges

FONTI

Axe, D. (2023).n wi The space race begath 16,000 Nazi prisoners slaving away on Wernher von Braun’s V-2 rockets. Forbes.
https://www.forbes.com/sites/davidaxe/2023/04/19/the-space-race-began-with-16000-nazi-prisoners-slaving-away-on-wernher-von-brauns-v-2-rockets/

United States Holocaust Memorial Museum. Mittelbau Main Camp (Dora).
https://encyclopedia.ushmm.org/content/en/article/mittelbau-main-camp-in-depth

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