Riproporre la Narrazione, non Capire il Punto: come il Movimento Anti-geoingegneria è Diventato il suo Peggior Nemico
Il COVID ha insegnato bene a chi detiene il potere: ripetere, attaccare, sopprimere. Come la stessa tattica occulta i cieli di “geoingegneria”. L’annuncio dell’EPA? Una grande distrazione.
Di Reinette Senum
La recente presentazione da parte dell’EPA dei suoi nuovi siti web dedicati alle scie di condensazione e alla geoingegneria avrebbe dovuto essere un momento di trasparenza, un’occasione per mettere tutte le carte in tavola davanti al pubblico.
Invece, questa mossa dell’EPA si è trasformata in una lezione magistrale su come far apparire la comunità anti-geoingegneria come squilibrata.
Offrendo una spiegazione annacquata, quasi ridicolmente superficiale, delle differenze tra scie di condensazione e scie persistenti, l’EPA è riuscita a evitare di affrontare i veri rischi ambientali e biologici, lasciando il pubblico con più domande che risposte.
Il loro “tutto quello che sappiamo” è, francamente, molto poco. E per chi, come noi, ha passato mesi a raccogliere quasi 80 studi per una petizione per una regolamentazione, è chiaro che l’EPA ha perso un’occasione d’oro per confrontarsi con la scienza sostanziale e le preoccupazioni pubbliche.
Ma non possiamo dare tutta la colpa all’EPA
In realtà, non possiamo neanche scagionare completamente il movimento anti-geoingegneria. Questo movimento soffre di un problema cronico di confusione, mescolando due fenomeni atmosferici molto diversi come se fossero la stessa cosa.
Finché persone come la benintenzionata Nicole Shanahan continueranno a dare spazio a questa falsa narrazione, senza distinguere chiaramente tra le due attività atmosferiche separate, i nostri sforzi anti-geoingegneria non porteranno da nessuna parte, e in fretta:
La legislazione che si sta spingendo avanti, ispirata da figure come Dane Wigington e altri, prende di mira programmi clandestini noti come iniezione di aerosol stratosferici, inseminazione delle nuvole e schiarimento delle nuvole marine, senza chiarire al pubblico che questi programmi non lasciano tracce visibili nel cielo.
Realmente.
Questi programmi di geoingegneria sono invisibili a occhio nudo.
Lascia che questo ti entri in testa…
I programmi di geoingegneria, sono invisibili a occhio nudo.
(ndr: e qui parla di Stratospheric Aerosol Injection (SAI) spesso illustrato in modo fuorviante dai media tradizionali con cieli striati da aeroplani quando informano sull’iniezione di aerosol stratosferico.Tuttavia, le scie degli aerei sono ufficialmente riconosciute come pericolose e dannose ( vedi qui). Cosa succede in via non ufficiale? Sicuramente molte cose. )
Quando Jim Lee di ClimateViewer.com (dai un’occhiata al suo nuovo sito) me lo ha spiegato in modo semplice e chiaro molte settimane fa, è stato uno di quei grandi momenti “aha”, di quelli che ti fanno chiedere come mai non te ne fossi accorto prima.
Finché attivisti e legislatori anti-geoingegneria continueranno a confondere queste cose, aspettati altro di questo genere:
Le striature, gli incroci, le cosiddette “chemtrails” di cui tutti parlano? Sono in gran parte il risultato dell’aviazione commerciale e militare nelle giuste condizioni atmosferiche, non di progetti governativi segreti.
Aggrapparsi a questa narrazione confusa ha condannato il movimento anti-geoingegneria al fallimento (ndr siamo sempre in tempo per imparare).
La legislazione sta martellando il chiodo sbagliato, e quando il cielo non si schiarirà dopo l’approvazione delle ultime leggi anti-geoingegneria in tutto il paese, la gente resterà perplesso. Nel frattempo, chi cerca di correggere il tiro, sottolineando che le scie persistenti e la geoingegneria clandestina sono questioni separate, viene accolto con diffamazioni, calunnie e una campagna di discredito degna dell’era COVID.
Il movimento è diventato così ossessionato dalla propria dottrina da ripetere lo stesso copione che molti dicevano di disprezzare durante gli anni del COVID: ripetere la narrazione, attaccare i dissidenti e, qualunque cosa accada, non mettere mai in discussione le assunzioni sacre.
La tragedia è che, rifiutandosi di separare queste due questioni atmosferiche, nessuna delle due sarà mai affrontata adeguatamente.
I legislatori continueranno a dare pugni alle ombre, gli attivisti alimenteranno la confusione e l’EPA continuerà a rimanere a guardare. Finché entrambe le parti, regolatori e attivisti, non impareranno a distinguere tra ciò che è visibile e ciò che non lo è, tra le emissioni dell’aviazione commerciale e gli esperimenti atmosferici segreti, continueremo a girare in tondo.
Il cielo rimarrà striato, la conversazione rimarrà tossica e le soluzioni significative rimarranno fuori portata.
Molto probabilmente per scelta.
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