Foto da casa mia
****************

Di Maria Heibel

Poiché l’analisi che ho pubblicato sul disegno di legge ha suscitato polemiche tra i promotori, ritengo opportuno precisare alcuni punti.

Mi occupo pubblicamente di questo tema da 15 anni, con uno studio costante. Chi mi segue sa che non parlo per partito preso, ma sulla base di dati ed esperienza accumulata. Il mio unico obiettivo è tutelare davvero l’atmosfera, la salute di tutti noi  e il pianeta.

Il problema di fondo: Una legge di iniziativa popolare non dovrebbe essere un “pacchetto chiuso” calato dall’alto. Avrebbe guadagnato molta più forza (anche popolare)  e legittimità se fosse stata preceduta da un confronto trasparente prima del deposito in Gazzetta Ufficiale. Ora che il testo è depositato, ogni critica costruttiva rischia di essere percepita come un attacco. Eppure resta vero che, se una proposta presenta difetti tecnici o lacune, non evidenziarli significa indebolirla.

Firmare non basta: Apporre una firma è solo l’inizio. Una legge di iniziativa popolare ha bisogno di un dibattito critico e di una comprensione profonda di ciò che si sta sostenendo. Solo così si può passare da una semplice adesione a un’azione realmente efficace.

Come rafforzare l’iniziativa: Anziché difendere il testo così com’è, sarebbe più utile:

– Preparare emendamenti mirati già durante la fase di raccolta firme, per arrivare eventualmente in Parlamento con un testo più solido.

– Invitare i sostenitori a inviare osservazioni concrete sui punti deboli (definizioni, priorità, aspetti tecnici).

– Lavorare in parallelo a versioni migliorate da usare come base per emendamenti o future iniziative.

È proprio in questa ottica – come chiarimento e contributo costruttivo – considero il mio impegnativo lavoro che ha portato alla pubblicazione del mio libro «Apriti Cielo». L’ho scritto per offrire uno strumento di orientamento in un campo complicato e pieno di confusione, e per aiutare a sviluppare strategie più efficaci. Leggerlo può permettere di capire meglio anche le ragioni delle mie osservazioni critiche.

I passi legislativi già intrapresi negli Stati Uniti dimostrano che i problemi nei cieli non si sono risolti. Questo indica che servono ulteriori approfondimenti, definizioni più precise e un approccio più efficace.

Siamo abituati a un bipolarismo sterile: o con noi o contro di noi. Credo invece che sia possibile – e necessario –  sviluppare una maggiore capacità di dialogo e collaborazione tra chi condivide l’obiettivo di tutelare l’atmosfera, pur con approcci e analisi diverse.

Non è solo il cielo che va schiarito.

Se volete essere aggiornati sulle ultime novità, iscrivetevi al CANALE TELEGRAM https://t.me/NogeoingegneriaNews

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.