Nello Sri Lanka oggi si fa benzina tramite Fuel Pass con Qr Code associato alla targa. Altre misure emergenziali e restrizioni ai consumi sono già in vigore da giorni nell’Asia Pacifico. Lavorare da casa, evitare gli spostamenti: l’Agenzia internazionale per l’energia, secondo cui a causa della guerra in Iran stiamo ora attraversando la peggiore crisi energetica della storia, ha addirittura pubblicato un decalogo per il risparmio dei combustibili, riaccendendo il dibattito pubblico sulla possibilità di eventuali “lockdown” energetici in stile Covid in Europa: sui media se n’era già parlato nel 2022, usando il termine “lockdown” perlopiù come sinonimo di insieme di forti limitazioni all’uso o alla disponibilità dell’energia, come si può evincere da una banale ricerca su Google News. C’era anche chi in alternativa parlava di eventuali blackout: ad esempio Il Sole 24 Ore in questo articolo del 20 febbraio 2022. Di seguito invece i consigli pubblicati il 20 marzo 2026 dall’Agenzia internazionale per l’energia: ogni punto è accompagnato da esempi concreti a uso dei governi. Numero uno: lavorare da casa il più possibile onde evitare di consumare i combustibili delle automobili private. I governi potrebbero premiare le imprese che lo consentono, obbligare i dipendenti pubblici a lavorare da casa e chiudere gli edifici pubblici in determinate giornate.

Numero due: ridurre i limiti di velocità in autostrada di almeno 10 chilometri all’ora, imponendolo per legge oppure sollecitandolo con campagne informative a tema. L’Agenzia suggerisce che i governi potrebbero iniziare chiedendo a tutti i dipendenti pubblici di abbassare volontariamente la loro velocità massima in autostrada di 10 chilometri orari. Tre: incoraggiare il trasporto pubblico, rendendolo gratuito oppure “incentivando un allontanamento dalle auto private”. Quattro: limitazioni al traffico con targhe e giorni alterni nelle grandi città. Cinque: aumentare il carpooling, ad esempio con corsie dedicate, e incoraggiare comportamenti di guida efficienti, ad esempio nell’uso dell’aria condizionata. Sei: idem per i veicoli commerciali, magari introducendo l’argomento “tecniche di guida ecologica” come parte degli esami per ricevere le apposite patenti. Sette: scoraggiare l’uso del GPL nei trasporti (in alcune regioni serve a cucinare ma è carente) ad esempio correggendone la tassazione rispetto alla benzina. Otto: evitare i voli; i governi possono fungere da modello con riunioni virtuali al posto di quelle che richiedono viaggi in aereo. Nove: promuovere con incentivi mirati la cottura con fornelli e dispositivi elettrici. Dieci: i governi possono incoraggiare le industrie petrolchimiche a sostituire il GPL con altri prodotti petroliferi e mantenere il GPL solo per usi essenziali.

Alcuni Paesi hanno già adottato misure emergenziali su modello di quelle esemplificate dall’Agenzia internazionale per l’energia: un elenco aggiornato al 25 marzo 2026, ma non esaustivo, è stato compilato dai giornalisti della Reuters, in un articolo intitolatoL’Asia ricorre alle strategie dell’era Covid per affrontare la crisi dei carburanti”. Nessun Paese dell’area ha ancora imposto in toto il lavoro da casa ma per alcuni è una riflessione in corso. La Sud Corea questa settimana ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per chiedere ai cittadini di ridurre il tempo della doccia, caricare i telefoni durante il giorno e usare gli aspirapolvere nei fine settimana. Sta inoltre valutando appunto il lavoro da casa. Le Filippine hanno ridotto la settimana lavorativa in alcuni uffici pubblici all’inizio di questo mese e dichiarato uno stato di emergenza energetica nazionale, che permettono tra le altre cose al presidente di intervenire in modo eccezionale sulle accise. Il Pakistan ha chiuso le scuole per due settimane e ha dichiarato che gli impiegati lavoreranno di più da casa.

Singapore esorta cittadini e imprese a usare elettrodomestici ad alta efficienza energetica, veicoli elettrici e impostare con parsimonia la temperatura dei condizionatori d’aria. La Tailandia ordina ai funzionari dello Stato uno stop ai viaggi all’estero nonché temperature dell’aria condizionata sopra i 25 gradi Celsius, ma anche di evitare abiti e cravatte, usare le scale invece degli ascensori, lavorare da casa. Lo Sri Lanka ha trasformato i mercoledì in giorni festivi. Lo Sri Lanka ha anche implementato un sistema digitale nazionale basato su codici QR per razionare le vendite di carburante: introdotto per la prima volta durante la crisi del 2022, è adesso tornato in funzione a partire da marzo 2026. Senza Fuel Pass, non si può fare benzina, in questo momento di crisi. Come si legge sulla stampa srilankese, tutti i possessori di veicoli (anche a due ruote) sono tenuti a registrarsi al programma nazionale Fuel Pass tramite apposito sito web. Alle stazioni di servizio c’è un sistema di riconoscimento digitale basato su Qr Code associato alle targa che verifica la quantità di carburante cui ciascun mezzo ha diritto, in base alle sue caratteristiche. L’erogazione del carburante viene consentita tenendo traccia dei consumi, in base a quote massime settimanali per ciascun veicolo.

La gestione dell’attuale crisi energetica nell’Asia Pacifico ricorda per certi versi le misure di austerità a seguito dello shock petrolifero del 1973, conseguenza della guerra arabo-israeliana del Kippur: a chiudere il transito alle navi petrolifere all’epoca fu il canale di Suez, come oggi accade con lo stretto di Hormuz. Solo che allora la gestione emergenziale era di tipo “analogico” e non digitale. In Italia c’era il governo di Mariano Rumor: era l’anno delle cosiddette domeniche a piedi, della fine anticipata dei programmi televisivi, della riduzione dell’illuminazione stradale e commerciale. All’epoca, come riassunto da Wikipedia citando ampia letteratura, il divieto di circolare con le automobili private nei festivi comportava sanzioni amministrative fino a un milione di lire. La pubblica illuminazione fu ridotta del 40%. Insegne e scritte pubblicitarie dovevano restare spente. Bar e ristoranti dovevano chiudere entro mezzanotte; trasmissioni televisive e locali di pubblico spettacolo entro le ore 23. La velocità venne limitata a 100 chilometri orari sulle strade extraurbane e 120 chilometri orari sulle autostrade. Prima di essere completamente superate, le restrizioni furono allentate nei mesi della primavera 1974 con l’introduzione della circolazione domenicale a targhe alternate per i mezzi privati. Nell’immagine di copertina: una scena della crisi del 1973 tratta dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti (crediti completi a questo link).

[l.g.] 

FONTE https://www.triesteallnews.it/2026/03/lombra-del-lockdown-energetico-oggi-e-lausterita-del-1973/

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