Foto fonte https://www.aa.com.tr/en/africa/death-toll-from-floods-in-southeastern-morocco-rises-to-18/3325062

 

Marocco, alluvioni e piogge torrenziali: 50.000 persone evacuate per precauzione

La provincia di Larache, nel nord del Marocco, è da giorni colpita da violente intempérie che hanno costretto le autorità locali a evacuare preventivamente oltre 50.000 persone. Le piogge torrenziali, che si sono abbattute sulla regione, hanno causato inondazioni e danni significativi alle infrastrutture, mettendo a rischio la sicurezza degli abitanti.

Le operazioni di evacuazione, coordinate dalle autorità marocchine, mirano a prevenire eventuali vittime e a garantire assistenza immediata alle popolazioni colpite. Le squadre di soccorso sono al lavoro per fornire riparo, cibo e cure mediche agli sfollati, mentre si monitorano costantemente le condizioni meteorologiche per valutare l’evoluzione della situazione.

Questo evento meteorologico estremo si inserisce in un contesto globale di cambiamenti climatici che stanno aumentando la frequenza e l’intensità di fenomeni atmosferici violenti. Il Marocco, come altri Paesi del Mediterraneo e del Nord Africa, è sempre più esposto a rischi idrogeologici che mettono alla prova la resilienza delle comunità locali e la capacità di risposta delle istituzioni.

FONTE https://www.focusonafrica.info/marocco-alluvioni-e-piogge-torrenziali-50-000-persone-evacuate-per-precauzione/

I RAINMAKER NON C’ENTRANO NIENTE? 

Nel 1985, il governo marocchino ha lanciato il programma “Al-Ghait” (o El Ghaith), uno dei primi in Africa dedicato all’inseminazione delle nubi per stimolare le precipitazioni. Utilizza due velivoli attrezzati con ioduro d’argento o altri agenti nucleanti per trattare le nuvole in aree aride.

Nel 1999, il programma è stato esportato: operativo in Burkina Faso fino al 2002 e in Senegal nel 2005 con il progetto Bawaan, in una collaborazione sud-sud che ha trasferito know-how marocchino per affrontare siccità severe.

Il Marocco  ha  significativamente ampliato il suo progetto di semina delle nuvole “Al Ghait” fino al 2025 per combattere la grave siccità, aggiungendo 12 nuovi siti e due centri per un totale di 47 siti. Sostenuto da un budget di 100 milioni di dirham, il programma mira a incrementare le precipitazioni fino al 20% per supportare la produttività agricola e le risorse idriche.

Sviluppi chiave del 2025 e contesto:

  • Espansione: Il progetto fa parte di un esforço pluriennale (dal 2023) che investe quasi 10 milioni di euro per migliorare le piogge, in particolare nelle regioni montuose.

  • Operazioni e controversie: Nel 2024 sono state condotte 70 operazioni. Nonostante le accuse che collegano il programma alle inondazioni del 2024-2025, i funzionari sostengono che viene utilizzato solo in condizioni di siccità per potenziare, non creare, le piogge.

  • Posizione scientifica: Gli esperti sottolineano che la semina delle nuvole è efficace solo in condizioni meteorologiche specifiche e non può causare le intense inondazioni osservate nel sud del Marocco nel 2025.

  • Preoccupazioni  internazionali: L’uso intensivo e crescente della semina delle nuvole in Marocco ha suscitato preoccupazioni da parte di paesi vicini come la Spagna riguardo a potenziali impatti atmosferici transfrontalieri. VEDI https://revolve.media/features/the-rainmakers-of-moroccohttps://unbiasthenews.org/the-rainmakers-of-morocco/

La domanda non è nuova: È possibile che l’inseminazione delle nuvole abbia un ruolo in queste catastrofi? c’entrano le inseminazioni delle nubi? La risposta in un caso precedente:   Morocco’s Weather Office denies Cloud Seeding Caused Deadly Floods

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CAOS CLIMATICO, CRISI DELL’OLIO D’OLIVA E DECENNI DI MANIPOLAZIONE ATMOSFERICA IN MAROCCO (E ALTROVE)

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