Sono molti i fattori che oggi contribuiscono alle catastrofi, ma raramente se ne discute. Di solito si ripete il mantra della crisi climatica. L’Indonesia adopera anche il tempo per prevenire inondazioni e spegnere gli incendi boschivi. Questo articolo invece focalizza un grande male… https://www.nogeoingegneria.com/timeline/progetti/il-cloud-seeding-e-la-gestione-del-tempo-in-indonesia/
La crisi delle inondazioni a Sumatra: come la deforestazione ha trasformato una tempesta ciclonica in una tragedia destinata a ripetersi
Pubblicato: 4 dicembre 2025
Autori
Dian Fiantis – Professoressa di Scienza del Suolo, Universitas Andalas
Budiman Minasny – Professore di Modellistica del Paesaggio e del Suolo, University of Sydney
Frisa Irawan Ginting – Docente di Scienza del Suolo e Risorse Territoriali, Universitas Andalas
Il ciclone Senyar ha colpito i paesi del Sud e del Sud-est asiatico a fine novembre. In Indonesia, l’isola di Sumatra – in particolare le sue zone settentrionali – è stata la più duramente colpita. La tempesta ha provocato inondazioni lampo e frane che hanno devastato città e paesi, causando centinaia di morti e costringendo migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie case. Molte abitazioni sono state sommerse fino al tetto o completamente spazzate via, mentre i fiumi si sono trasformati in torrenti improvvisi e violenti. Ma non si è trattato solo di un disastro naturale causato da piogge intense. Il maltempo è stato solo una parte della storia. Il vero danno si è verificato quando precipitazioni estreme si sono scontrate con un ecosistema già fortemente indebolito. Il risultato è stata una catastrofe mortale.
Quando le foreste vengono abbattute e il territorio degradato, l’ecosistema perde la sua naturale capacità di agire come una “spugna”. L’acqua piovana che un tempo penetrava lentamente nel suolo forestale ora scorre rapidamente in superficie, trasformandosi in deflussi torrentizi che si abbattono sulle case delle persone. Per questo le recenti inondazioni a Sumatra non devono essere intese soltanto come un fenomeno idrometeorologico, ma come un segnale di collasso ecologico: il ciclo suolo-foresta-acqua si sta deteriorando, aggravato da decenni di deforestazione e cambiamento d’uso del suolo.
Il suolo sano: un silenzioso assorbitore d’acqua
Un suolo sano funziona come una spugna. È ricco di sostanza organica e pieno di pori e canali creati da radici e organismi del suolo. Un suolo ben conservato può assorbire quantità d’acqua straordinariamente elevate.
Una foresta non è solo un insieme di alberi. È un sistema idrologico le cui funzioni si estendono dal sottosuolo all’atmosfera. Le radici creano vie per l’infiltrazione dell’acqua, la chioma rallenta la caduta della pioggia, la lettiera protegge la superficie dall’erosione. Gli alberi assorbono acqua dal suolo e la rilasciano tramite traspirazione, contribuendo a regolare l’umidità e i regimi pluviometrici. Quando le foreste vengono eliminate per far spazio a piantagioni, miniere o espansione agricola, la capacità del suolo di assorbire acqua crolla. Le radici che tenevano compatto il terreno marciscono. Il suolo perde la sua protezione. La lettiera scompare. La sostanza organica diminuisce, il suolo si compatta, si erode e si danneggia. Di conseguenza, il paesaggio perde la capacità di assorbire acqua, il deflusso superficiale aumenta e i pendii nelle zone collinari e montane diventano instabili. Nel frattempo, i fiumi ricevono enormi quantità d’acqua in poco tempo. Quando non riescono più a contenerla, straripano, scatenando inondazioni mortali.
Il caso di Sumatra
Nel Nord di Sumatra, il fiume Batang Toru, uno dei principali corsi d’acqua dell’altopiano di Tapanuli Selatan, scorre attraverso una delle catene montuose con la maggiore biodiversità. Il suo bacino idrografico fornisce acqua per l’irrigazione, l’uso domestico, la pesca e le micro-centrali idroelettriche. La foresta pluviale tropicale circostante è l’ultimo grande blocco di foresta primaria della regione, habitat di un’enorme biodiversità e cuscinetto naturale contro inondazioni e frane. Ma questa resilienza sta scomparendo rapidamente. La zona settentrionale del Batang Toru, a 300–400 metri di altitudine, è stata aperta all’attività mineraria dal 2010. La conversione in piantagioni di palma da olio è proseguita fino al 2024.
Le nostre ultime analisi satellitari mostrano che circa 1.550 ettari di foresta nell’area hanno perso la copertura vegetale, lasciando suolo nudo altamente soggetto a erosione nel bacino del Batang Toru. Pendi degradati come questi non riescono più ad assorbire la pioggia né a stabilizzare il bacino idrografico. Le comunità a valle diventano sempre più vulnerabili quando arrivano tempeste estreme.
A Sumatra Ovest, una settimana prima, piogge incessanti hanno saturato la città di Padang. L’intensità delle precipitazioni è aumentata drasticamente: da 37 mm il 19 novembre a 145 mm il 27 novembre 2025, con un accumulo totale superiore a 770 mm. Alla fine il suolo ha ceduto, incapace di trattenere altra acqua nei suoi pori.Si stima che 152 ettari di foresta siano stati persi nelle aree a monte dei fiumi Batang Kuranji e Batang Aie Dingin a Padang. Di conseguenza, l’intero ciclo idrologico è stato stravolto. La ricarica delle falde è diminuita, il deflusso superficiale è aumentato e i fiumi sono diventati “feroci”, con portate improvvisamente enormi che hanno provocato inondazioni. Quando piove, l’acqua è limpida. Durante le inondazioni diventa giallo-marroncino o addirittura nera: segno che il suolo eroso viene trasportato dalla corrente. A quattro giorni dalle inondazioni lampo, i fiumi Batang Kuranji (19,68 km) e Batang Aie Dingin (14,27 km) a Padang erano ancora di colore giallo-marrone e scorrevano rapidamente verso la spiaggia di Padang.
Le comunità subiscono le conseguenze, mentre gli ecosistemi costieri vengono sempre più soffocati dai sedimenti.
I quattro fiumi di Padang nascono nelle montagne Bukit Barisan, dove le superfici di suolo esposto vengono facilmente lavate via durante le piogge intense. Adattamento ai disastri basato sugli ecosistemiSpesso consideriamo deforestazione e degrado del suolo come problemi locali. Ma la scala degli impatti dimostra che queste problematiche hanno conseguenze nazionali.Man mano che le precipitazioni estreme diventano più frequenti, ogni bacino idrografico danneggiato diventa un moltiplicatore di rischio. Nelle aree con suoli sani e foreste intatte, le tempeste possono comunque causare danni, ma l’ecosistema assorbe parte dell’impatto. Nelle aree criticamente degradate, la stessa tempesta può trasformarsi in un disastro di grande portata.La lezione di Sumatra dimostra che una strategia di resilienza climatica non può basarsi solo su argini, dighe o risposte di emergenza. Dobbiamo ricostruire l’infrastruttura ecologica che regola il flusso dell’acqua.Mantenere intatto il rapporto suolo-foresta-acqua è essenziale per la nostra sicurezza, oggi e in futuro.
Per questo dobbiamo:
proteggere le foreste rimanenti, in particolare i bacini di captazione e le torbiere;
ripristinare i suoli degradati aumentando la sostanza organica, espandendo l’agroforestazione e promuovendo pratiche agricole sostenibili;
includere indicatori di salute del suolo e copertura vegetale nella pianificazione del rischio alluvioni.
L’adattamento basato sugli ecosistemi – dalla riforestazione alla piantumazione di vegetazione lungo gli argini dei fiumi – deve procedere di pari passo con le soluzioni ingegneristiche.Se reagiamo ai disastri senza ripristinare i cuscinetti ecologici che li prevengono, le prossime inondazioni saranno ancora più grandi e letali.Il maltempo estremo ci sarà sempre. Ma possiamo ridurne l’impatto ripristinando le foreste e migliorando le condizioni dei suoli sotto i nostri piedi, affinché la prossima tempesta non debba necessariamente diventare la prossima tragedia.
FONTE https://theconversation.com/sumatras-flood-crisis-how-deforestation-turned-a-cyclonic-storm-into-a-likely-recurring-tragedy-271302
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