La NATO ha un ruolo più importante di quanto si possa pensare, ha una grande influenza sugli sviluppi tecnologico-scientifici, il che significa che questi sono soggetti a un ‘impostazione orientata agli interessi bellici’, perché l’approccio nel caso delle ‘minacce alla pace’ è orientato alla “difesa” e al controllo. La stessa NATO descrive il suo ruolo come segue:

La sicurezza nella nostra vita quotidiana è fondamentale per il nostro benessere. Scopo della NATO è garantire la libertà e la sicurezza dei Paesi membri attraverso mezzi politici e militari.

POLITICA – La NATO promuove i valori democratici e consente ai membri di consultarsi e collaborare in materia di difesa e sicurezza per risolvere i problemi, creare fiducia e, nel lungo termine, prevenire i conflitti.

MILITARE – La NATO si impegna a risolvere pacificamente le controversie. In caso di fallimento degli sforzi diplomatici, ha il potere militare di intraprendere operazioni di gestione delle crisi. Tali operazioni devono essere condotte in base alla clausola di difesa collettiva presente nel trattato fondativo della NATO – Articolo 5 del Trattato di Washington o dietro mandato delle Nazioni Unite, da soli o in collaborazione con altre organizzazioni internazionali.

Vedi: https://www.nato.int/nato-welcome/index_it.html

” La pace è guerra… ” Il motto di Orwell in “1984” riassume l’intera essenza dell’esercito e della sua filosofia.

L’articolo che segue è del 2023

La Nato studia la guerra del futuro: l’umanità di fronte alla rivoluzione

Lorenzo Vita

La Nato studia il presente e il futuro della guerra. Un complesso e approfondito studio sulle tendenze dal 2023 al 2043 (NATO Science and Technology Organization’s 2023-2043 Trends Report, vol. 1 e vol. 2) analizza quello che sta avvenendo nel campo scientifico e industriale collegato al mondo della difesa. Non si tratta, come specificato nei documenti, di un parere ufficiali dell’Alleanza Atlantica, ma di studi che analizzano le varie tendenze e “fornisce consigli ponderati alla leadership della Nato e delle nazioni su questioni scientifiche e tecnologiche significative“. Tuttavia, il fatto che a dare risalto al rapporto sia stato il segretario generale delegato dell’Alleanza, Mircea Geoană, ovvero il vice di Jens Stoltenberg, indica l’importanza di questo studio anche in rapporto alle prossime sfide del blocco euroamericano. Geoană, parlando a Bruxelles, ha spiegato che le nuove tecnologie stanno “trasformando il modo in cui le guerre vengono combattute e vinte”. E tutto questo conferma che gli sviluppi scientifici incidono sia a livello tattico che strategico, potendo cambiare radicalmente la lotta tra potenze.

Come sintetizzato da Mattia Bernardo Bagnoli su Ansa, il report si focalizza in particolare su dieci aree: “AI, robotica e sistemi autonomi, biotecnologia e bioingegneria, big data, elettronica ed elettromagnetica, energia e propulsione, ipersonica, nuovi materiali e manifattura d’avanguardia, tecnologie quantistiche e tecnologie spaziali”. Non si tratta solo di comprendere gli sviluppi di queste tecnologie – che in ogni caso confermano il fatto che l’umanità stia entrando in una complessa e ancora indefinita rivoluzione industriale – ma anche di capire come esse possono ormai entrare in contatto tra loro e soprattutto coesistere con l’essere umano.

Si tratta di tecnologie che interagiscono fra esse per supportarsi a vicenda, ma soprattutto che iniziano ormai a essere parte integrante non solo dell’attività umana, ma dello stesso essere umano. Gli sviluppi della biotecnologia così come l’interazione tra intelligenza artificiale e cervello umano fino alle implicazioni psicologiche dell’uso di alcune tecniche manipolatorie sono solo gli esempi più eclatanti, ma quello che scaturisce da questo rapporto è che l’uomo si trova di fronte a un campo potenzialmente sterminato di nuove scoperte e nuove tecnologie in grado di modificare in modo anche radicale gli equilibri sociali e geopolitici.

Il punto di osservazione della Nato, in questo caso, non è solo quello eminentemente tecnologico, ma anche etico. Il dubbio, infatti, non riguarda più soltanto la corsa al raggiungimento di un determinato standard scientifico, ma anche le implicazioni che tutto questo può avere sul piano del rapporto tra queste nuove scoperte e la vita dell’uomo. Dubbi etici che diventano, come spiegato da Ansa, anche punti interrogativi di carattere politico. Ci si chiede infatti come si possa fronteggiare una superpotenza in grado di gestire queste nuove tecnologie senza che essa utilizzi i medesimi standard etici che potrebbe adottare il rivale, in particolare l’Occidente.

Se infatti alcune armi rientrano perfettamente nella logica della modernizzazione delle forze armate, per quanto di carattere al momento quasi cinematografico, su altre frontiere, ad esempio il potenziamento dell’essere umano attraverso la biotecnologia, il dubbio è che ci possa trovare di fronte a una competizione tra standard completamente diversi rispetto alla percezione dell’umanità. E questo non può che comportare anche delle domande su fino a che punto la tecnica possa modificare l’apparato umano per renderlo sempre più completo e “indistruttibile” sul campo di battaglia.

Non significa ovviamente che questi sviluppi li vedremo compiuti tutti insieme e in modo repentino da qui al 2043. Lo studio, come ogni analisi di questo genera, approfondisce le tendenze, che potranno dunque subire variazione in senso positivo come negativo. Il tema però è comprendere come parallelamente alla percezione della guerra “tradizionale” che abbiamo con l’esplosione del conflitto in Ucraina, esistono una serie di sviluppi in senso completamente diverso, che puntano su tecnologie all’avanguardia e che al momento appaiono quasi fantascientifiche (se non distopiche).

Da un lato le armi laser, satelliti in grado di distruggere obiettivi con un raggio di pochi centimetri, esoscheletri, interventi sul Dna dei soldati, calcoli quantistici, missili ipersonici. Dall’altro lato, i militari che combattono nel fango delle trincee, i carri, i cingolati, l’assenza di munizioni, i vecchi Mig sovietici richiesti per fermare i caccia russi, le bombe che cadono sulle case dei civili, i grandi nodi della logistica. Tutto questo non rappresenta necessariamente una contraddizione: siamo solo agli inizi di una enorme rivoluzione tecnologica e scientifica che si colloca inevitabilmente nella lotta tra potenze e superpotenze. La Nato, così come Cina e Russia, si porta però avanti, iniziando a comprendere le tendenze di questa nuova corsa dove inevitabilmente rientrano anche i grandi colossi privati della tecnologia. Vere e proprie potenze scientifiche che non a caso, da qualche tempo, chiedono un freno ad alcune tecniche ancora troppo conosciute ma in grado di cambiare la vita dell’umanità.

FONTE https://it.insideover.com/guerra/la-nato-studia-la-guerra-del-futuro-lumanita-di-fronte-alla-rivoluzione.html

THE FUTURE OF WARFARE

L’Istituto Reale Elcano e la NATO collaborano in vari ambiti, con l’Istituto Reale Elcano che si occupa di studi e analisi sulle questioni di sicurezza e difesa, inclusi quelli relativi alla NATO. Hanno organizzato eventi e pubblicato studi per approfondire il ruolo e il futuro della NATO, come ad esempio un incontro sul Summit di Madrid e il concetto strategico della NATO. Un video su YouTube mostra un esempio di questa collaborazione, con un incontro pubblico organizzato dall’Istituto Reale Elcano in collaborazione con la Divisione di Diplomazia Pubblica della NATO

Se volete essere aggiornati sulle ultime novità, iscrivetevi al CANALE TELEGRAM https://t.me/NogeoingegneriaNews.

 

LA NATO DEL 2030 – VERSO UNA NATO MONDIALE?

IL RIARMO DELLA NATO – AUMENTO DELLE EMISSIONI DI 200 MILIONI DI TONNELLATE ALL’ ANNO

L’AGENDA 2030 DI ONU E NATO, ENTRAMBE SOTTO LA GUIDA DEGLI USA

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.