ARTICOLO NOGEOINGEGNERIA

Falso! dicono i debunker, mostrando vecchie foto. Secondo le loro affermazioni le cosiddette scie di condensazione che riempiono il cielo ci sono da quando volano gli aerei e quindi  si tratta di un fenomeno ‘normale’,  inteso come ‘naturale’. Un’indagine ci conferma che in varie circostanze scie di aerei sono state documentate fin da molti decenni fa. Ma solo da una ventina di anni sono diventate un’ incubo (almeno per noi che le denunciamo). Le  foto  sventolate  dai debunker ci mostrano aerei militari in azioni di guerra che risalgono agli anni quaranta.  Andando ancora più indietro nel tempo ne vediamo altre, troviamo documentate  scie davvero spettacolari. Sempre di aerei militari si tratta, che creano ‘smoke curtains’, una ‘tenda di fumo’. Parliamo degli anni venti. L’intento era quello di stendere un velo in modo di non far vedere determinate cose al nemico.

 

100 ANNI FA – scie create con un mix di solfuro di ammonio e potassio persolfato

1920s Battleship Smoke Curtain from gifs

Rilasci intenzionali con scopi particolari sono stati prodotti nel 1944 prima dello sbarco in Normandia. Furono create nuvole artificiali rilasciando una cortina di fumo, un dettaglio rilevante e poco conosciuto.

Ma le operazioni tramite rilasci degli aerei non finiscono qui. 

La diffusione di sostanze per modificare il tempo meteorologico diventa una realtà consistente a fine anni quaranta.  Infatti è in quegli anni che il cloudseeding prende il via.  All’inizio degli anni cinquanta è coinvolto in questo tipo di operazioni il 10% del territorio degli Stati Uniti, mentre in Italia le sperimentazioni hanno inizio nel 1947.  

L’aereo serve da molto tempo anche ad irrorare i campi, con la diffusione  degli insetticidi e dei fungicidi negli anni quaranta e lo sviluppo delle tecniche di fertilizzazione aerea  e di distruzione in casi di guerra (in genere si tratta di piccoli aerei).

Cosa provano realmente queste immagini datate di scie?  Mostrano semplicemente che gli aerei sono multifunzionali. Portano bombe, trasportano merci, portano persone, bruciano carburante, inquinano ‘naturalmente’ e avvelenano con intenzione. La storia ci racconta  QUI   e QUI

 Il traffico aereo civile si evolve rapidamente dopo la seconda guerra mondiale. Ma è soprattutto dagli anni settanta-ottanta che, aumentando in modo esponenziale, ci si dovrebbe aspettare un cambiamento vistoso dei cieli. Ma non sembra che sia stato così.

Sull‘ottimo sito di Jim Lee troviamo una interessante raccolta di dati  su questo argomento: articoli degli anni quaranta- cinquanta che parlano di Jet Trails, Sky Trails in cui si pongono interrogativi sulla natura dei rilasci.

Nel marzo 1943 Popular Science, una nota rivista, spiega perché gli aerei fanno le scie, pagina 55: 

Più tardi le scie che non si dissolvono hanno avuto altri nomi:  scie persistenti o persistent contrails – contrail Cirrus – Contrail Induced Clouds (CIC) – Aviation Induced Clouds( AIC) – Aviation Induced Cirrus – Induced Cirrus… insomma nubi artificiali e conseguente nuvolosità artificiale. 

Nel 1967 troviamo foto di scie di aerei nel libro “Cloud Studies in Colour”, scritto da Richard Scorer e HarryWexler.

Cosa provano? 

Wexler, co-autore del libro, era un uomo di spicco in ambito manipolazioni atmosferiche. Un suo progetto proponeva di creare un buco dell’ozono sopra l’Artico per sciogliere i ghiacci. L’inserimento di fenomeni artificiali nel suo libro delle nubi è stato precursore. Oggi è il WMO a proseguire ed aggiornare il tema: le scie degli aerei  sono stati chiamati HOMOMUTATUS e HOMOGENITUS 

Anche in passato le scie di  aerei non  erano considerate tanto normali. Lo mostrano gli articoli, ma lo mostra anche un fatto. Nel 1970 il trasporto aereo è stato denunciato da parte dello Stato dell’Illinois e del New Jersey per scie aeree definite “inquinamento di fumo” (smoke pollution) del cielo. La corte aveva ordinato di trovare rimedio, ma nulla fu fatto. 10 anni dopo, i cieli di Chicago erano ancora coperti da ‘nuvole’ create da aerei.

La rilevanza degli aerosol in atmosfera è ben nota da tempo. L’uso intenzionale di sostanze per tracciare e modificare nubi, correnti e venti è l’applicazione di queste conoscenze. Molti studi lo mostrano, uno dei primi è stato il progetto CIRRUS  negli anni cinquanta.

Gli studi che analizzano coperture artificiali create da aeri aumentano notevolmente negli anni novanta. Ma ricerche significative ci sono anche prima. 

1970

Una pubblicazione del 1970: Wallace B. Murcray, “On the possibility of weather modification by aircraft contrails” (reference completa: MURCRAY, W.B., 1970: ON THE POSSIBILITY OF WEATHER MODIFICATION BY AIRCRAFT CONTRAILS. Mon. Wea. Rev., 98, 745–748.)

Riporto il paragrafo introduttivo di questo studio: Aircraft contrails first attracted public attention during World War II; but as air traffic has built up to its present level, they have come to be accepted as part of the environment. Even during World War II, it was difficult to watch the cloud cover laid down by a large bomber formation without wondering what it might be doing to the weather; at present, there is widespread belief among the general public and some feeling among scientists (Fletcher 1969, Reinking 1968, Livingston 1969, and Schaefer 1969) that contrails are increasing cloudiness, if nothing more, in some regions. The writer himself has seen instances in which a single contrail seemed to grow until it became an overcast covering the whole sky. If the contrail were indeed responsible, which is by no means certain, this would constitute definite proof that contrails are capable of a significant effect on local weather, and even possibly on global climate, if such occurrences are widespread and frequent. It seems worthwhile, in view of all this, to quantitatively whether or not there is reason to believe contrails are capable of exerting a significant influence on weather.

1975 si propone lo studio delle contrail rilevate in alcune immagini satellitari dell’isola di Cipro (completo: JH Joseph, Z Levin, Y Mekler, G Ohring, J Otterman, “Study of contrails observed from ERTS-1 satellite imagery”, J. Geophys. Res, 1975, vol. 80, no. 3, 366-372). L’ articolo riporta come la formazione di scie di condensa e la copertura nuvolosa influenzano il tempo e il clima.
In some areas of heavy jet traffic, contrails released by a number of aircraft may spread to cover a portion of the sky With thin cirrus-type clouds. The possibility that such contrails may lead to an increase in the average amount of high cloudiness and that such an increase of clouds may affect the earth’s weather and climate has been raised [Murcray,1970; Machta and Carpenter, 1971].

 

Altro esempio è uno studio del 1970, sempre focalizzato su come le scie di condensazione possano influire sul clima ( PM Kuhn, “Airborne Observations of Contrail Effects on the Thermal Radiation Budget”,Journal of the Atmospheric Sciences, 1970, vol. 27, 937-942).  Nell’articolo si riportano alcune fotografie di contrails, in territorio statunitense. Un esempio qui

Un altro esempio è un articolo risalente al 1974, dedicato all’analisi di una serie di scie osservate sui cieli americano; reference completa: TG Konrad, JC Howard, “Multiple Contrail Streamers Observed by Radar”, Journal of Applied Meteorology, vol. 13, 563-572, 1974.

Una serie di foto presenti in esso (con relative didascalie): QUI e QUI e QUI

Due ulteriori fotografie di scie di aerei  –  QUI e QUI – sono contenute in uno studio del 1972RG Knollenberg, “Measurement of the growth of the ice budget in a persisting contrail”, Journal of the Atmospheric Sciences, vol. 29, 1972.

NEL 1980 la NBC NEWS

presenta questo servizio su scie di aerei e la copertura artificiale.Il video cerca di convincere che le scie di condensazione siano una buona cosa!

A differenza di molti cambiamenti nell’atmosfera causate dall’uomo, questo è uno benefico.”, lo ha detto Richard Semonin presso l’Illinois Institute of Natural Resources. “Nessuno sta cercando di fare le nuvole ora utilizzando motori a reazione, ma questo studio suggerisce che il viaggio in aereo rende inavvertitamente le nostre giornate più nuvolose e un giorno, i ricercatori atmosferici potrebbero anche essere in grado di utilizzare i jet di proposito per cambiare il nostro tempo“.

L’undici di settembre del 2001 

L’11 settembre 2001 tutti gli aerei erano a terra e gli scienziati hanno potuto fare osservazioni sugli effetti delle scie (cirri e l’influenza sull’escursione termica giornaliera) . 

Nel 2006 la CBS News ha diffuso la cattiva notizia in un pezzo intitolato “ Sky Graffiti Warming Up Terra? . 

Contrails rilasciate dagli aerei potrebbero essere divertenti da guardare mentre attraversano il cielo. Ma, come riporta Anthony Mason, alcune persone pensano che potrebbe significare guai per il pianeta. Insomma belli ma nocivi?

Altra occasione di osservare e valutare il problema dei cirri artificiali  è stata l’eruzione del 2008 Eyjaffjalljokull nel 2008 e conseguente flightstop .

Un aereo radar US Air Force  E3 AWACS stava volando sopra il Regno Unito creando cirri che coprivano l’intera isola. La domanda fu d’obbligo sulle conseguenze dei cirri.“Un singolo aeromobile che opera in condizioni favorevoli per la formazione delle scie persistenti sembra esercitare un forza radiativa 5000 volte superiore rispetto a recenti stime della media radiativa scia di condensazione persistente forcing (*) l’intera flotta dell’aviazione civile…“.

A single aircraft operating in conditions favorable for persistent contrail formation appears to exert a contrail-induced radiative forcing some 5000 times greater than recent estimates of the average persistent contrail radiative forcing from the entire civil aviation fleet. This study emphasizes the need to establish whether similar events are common or highly unusual for a confident assessment of the total climate effect of aviation to be made.”

 

Nel 2015 Chuck Long da CIRES della NASA ha detto che le compagnie aeree stanno creando foschia ghiaccio che sta schiarendo il cielo e ha chiamato questo fatto “geoingegneria accidentale” (jet aircraft are creating ice haze that is brightening the sky).

Le scie degli aerei sono sempre riferite come collaterali, accidentali o non intenzionali, ma questo sta cambiando.  E siamo in un punto di traguardo, il rilascio di aerosol sta diventano una misura ufficializzata e promossa su larga scala. Trump ‘apre le porte’ per ufficializzare la geoingegneria del pianeta?

Le reazioni a questo annuncio sono scarse. 

Coincidenza: è dal 2000 circa che vediamo il pianeta avvolto da una ragnatela di scie.

E casualmente è stato osservato e documentato in uno studio della NOAA un aumento consistente degli aerosol in stratosfera tra il 2000 e 2010. Sarebbe la causa di un rallentamento del surriscaldamento del pianeta.. Ne abbiamo parlato in questo articolo: Geoingegneria: la prova arriva dalla NASA?

Cosa vuole mostrare questa carrellata di dati?  

C’è da constatare un punto importante: non abbiamo nessun controllo democratico su quello che succede sopra le nostre teste. Con grande fatica si riesce a cucire un puzzle di informazioni. Questi dati dicono però con chiarezza che le conseguenze delle modifiche atmosferiche ( intenzionali e no) sono enormi e da ogni punto di vista. Non sono tema in discussioni pubbliche, tutto quello che succede nei nostri cieli ha ripercussioni su aria-acqua-cibo, ma si copre questa realtà. Questa ‘cortina di fumo’ , di informazioni depistanti, false o assenti, deve essere abolita. 

(*) Termine tecnico: Si definisce forcing radiativo la differenza netta, espressa in watt/m2, tra la radiazione entrante ed uscente all’altezza della tropopausa dovuta a modifiche di…FONTE Il vocabolario del clima

 VEDI ANCHE

LA PAROLA COME ARMA – THE WORD AS WEAPON

IL GRANDE BLUFF

 

 

IMPORTANTE!: Il materiale presente in questo sito (ove non ci siano avvisi particolari) può essere copiato e redistribuito, purché venga citata la fonte. NoGeoingegneria non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale ripubblicato.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.