FOTO MARIA HEIBEL
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Cosa ci aspettavamo per il 2025 sui temi di questo sito? La homepage di NoGeoingegneria da un idea nel sottotitolo: «La corsa al controllo del clima entro il 2025 – Una guerra silenziosa è in corso».
L’anno 2025 volge al termine. A che punto siamo?
In molti documenti ufficiali e non, il 2025 era indicato come una data chiave di arrivo. Quest’anno, però, abbiamo parlato meno di clima e molto di più di guerre e «conflitti». Si è verificato un vero mutamento di scenario sul fronte climatico: Greta Thunberg si è spostata su nuovi temi (soprattutto pro-Palestina) e non le viene più steso il tappeto rosso; al contrario, è stata arrestata più volte nel 2025, l’ultima a Londra durante una manifestazione pro-palestinese. Bill Gates ha attenuato i toni allarmistici sul clima, dichiarando che non porterà alla fine dell’umanità e spostando l’attenzione su povertà e salute globale. Larry Fink di BlackRock si è decisamente ritirato dall’enfasi su ESG e clima, con la sua lettera annuale 2025 che non menziona nemmeno questi temi, dopo aver abbandonato coalizionicome Net Zero.
La CO₂ rimane comunque centrale, usata persino come parametro per quantificare i danni causati dalle guerre.
Nel frattempo, sono passate in primo piano le guerre e i “conflitti”. In Ucraina, sono i droni lo strumento dominante su entrambi i fronti. A Gaza, operavano droni, bombe e cyberwarfare in una devastazione in diretta senza precedenti.
«Cielo sporco»: così i soldati ucraini chiamano gli sciami di droni sul campo di battaglia. Un tempo, i fanti nelle trincee temevano pioggia e vento; oggi li ringraziano, perché ostacolano i letali quadricotteri. Tempeste, grandine o turbolenze ne compromettono il funzionamento: le precipitazioni offuscano i sensori e aumentano i rischi. Il tempo meteorologico viene sfruttato come arma? I russi sembrano in vantaggio nella creazione di condizioni avverse (nebbia, neve), ma anche la NATO potrebbe intervenire. Operazioni del genere sono per natura difficili da dimostrare: sono, appunto, guerre silenziose. Quest’arma offre un grande vantaggio: non è facilmente attribuibile.
Il 2025 era indicato come obiettivo in vari documenti, tra cui il celebre «Owning the Weather in 2025» (Possedere il clima entro il 2025), il paper dell’US Air Force del 1996 che immaginava il controllo meteorologico come moltiplicatore di forza militare.
Rispetto a 15 anni fa, quando ho iniziato a raccogliere informazioni per questo blog, la situazione è cambiata molto. Molti paesi, soprattutto asiatici, non nascondono l’uso di tecniche di modificazione meteorologica (come il cloud seeding). La manipolazione del tempo è vista come sempre più indispensabile.
Basta una ricerca su Google: l’IA fornisce subito riassunti e fonti.
Ecco due esempi di panoramica fornita dall’IA:
AI Overview sul ontrollo del tempo:
Il “controllo del tempo” si riferisce principalmente a due concetti: la gestione del tempo personale (time management), per aumentare efficienza e produttività attraverso la pianificazione, e la modificazione del meteo/clima, un campo scientifico che include tecniche come l’inseminazione delle nuvole e la geoingegneria per influenzare le condizioni atmosferiche, spesso in risposta al cambiamento climatico, sebbene con implicazioni etiche e ambientali complesse e dibattute.etcetc
AI Overview sul controllo del clima
Il “controllo del clima” si riferisce a due concetti principali: la gestione del clima locale in edifici (HVAC, umidità, purificazione) e la modificazione intenzionale su larga scala del clima terrestre tramite tecniche di geoingegneria (rimozione CO2, gestione radiazione solare) o strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici globali, supportate da piani nazionali come quello italiano… E vi spiega altro…
Dopo anni di ricerca, il mio desiderio era riassumere i punti principali e offrire una guida per comprendere gli aspetti più discussi, controversi, screditati o ignorati.Il frutto di questo impegno sarà pubblicato tra poche settimane.

[bozza ]
Alla fine dell’anno, non voglio limitarmi a questo annuncio, ma esprimere un proposito: spostare il mio focus. Questa decisione è maturata proprio scrivendo il libro. Possiamo analizzare, lamentarci, denunciare, ma credo sia fondamentale cercare vie di cambiamento positivo. In ogni ambito della vita osserviamo un mutamento di valori, una perdita di senso, danni pianificati e prevedibili.
Identificando le aree di devastazione, però, si aprono anche strade d’uscita: le soluzioni emergono in ogni settore.
In tutto il mondo, un tema centrale sta emergendo un aspetto cruciale: basta guerre. Le guerre sono semplicemente criminali. Con le attuali tecnologie distruttive, sono diventate più che mai del tutto obsolete. Gli strumenti di distruzione hanno superato una linea di demarcazione che impone una cambiamento radicale del pensiero.
Le guerre sono crimini, e questo nuovo paradigma deve diventare la norma, la guida.
Non è possibile?
Lo diventerà, se decideremo che lo sia.
Auguro a tutti noi che nel 2026 si aprano sempre più strade in questa direzione.
Maria Heibel
BUON ANNO!
AGENDA ONU 21/2030: DAL CONTROLLO METEOROLOGICO AL CONTROLLO GLOBALE
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