La salute mentale di bambini e ragazzi dopo l’emergenza Covid – Openpolis

 

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Il Ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Unificata il nuovo “Piano di Azione Nazionale” frutto del lavoro del Tavolo tecnico. Al centro della proposta vi sono sei ambiti principali di intervento: dalla promozione della salute mentale alla prevenzione e cura dei disturbi, passando per l’infanzia e l’adolescenza, l’ambito penale e forense, la gestione del rischio clinico, l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, e infine la formazione e la ricerca.

Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030 – PDF ufficiale

Un nuovo modello integrato, in ottica One Health, per affrontare la salute mentale, il riconoscimento dello psicologo di primo livello, da integrare nei dipartimenti di salute mentale, ma anche l’indivisuazione di percorsi diagnostico terapeutico assitenziali per i pazienti autori di reato. Senza escludere, sul piano organizzativo, anche il potenziamento dei posti letto nelle Rems. Sono diverse le novità contenute ne nuovo Piano di azione nazionale per la salute mentale (Pansm) 2025 -2030 curato dal tavolo tecnico ad hoc istituito presso il ministero della Salute. Un piano che Nursind Sanità ha visionato e che proprio oggi è stato trasmesso alla Conferenza unificata. Si tratta di 96 pagine in tutto con sei macro aree di intervento, dai percorsi di prevenzione, promozione e cura al focus su infanzia e adolescenza, dalla salute mentale per le persone detenute all’attenzione al risk mangment e sicurezza all’interno dei processi di salute mentale. Non manca infine il capitolo sull’integrazione socio-sanitaria (il supporto all’abitare e l’inclusione lavorativa) e neppure quello dedicato alla formazione e alla ricerca. L’obiettivo è quello di implementare – si legge nel documento – i percorsi formativi pre e post laurea con le nuove sfide della salute mentale. A cominciare per esempio dai disturbi adolescenziali.

VEDI  https://nursetimes.org/salute-mentale-pronto-il-piano-di-azione-nazionale-2025-2030-ecco-cosa-prevede

Digitalizzazione e innovazione tecnologica

Il Piano apre anche all’uso della tecnologia: verranno implementati strumenti di telepsichiatria, cartelle cliniche elettroniche integrate, applicazioni per il monitoraggio da remoto e percorsi di psicoterapia digitale, in linea con le linee guida internazionali. Un’innovazione necessaria per raggiungere aree periferiche o scarsamente servite.

Monitoraggio, valutazione e formazione

Infine, il Piano prevede un sistema di monitoraggio e valutazione periodica per garantire trasparenza, efficacia e qualità. Verranno definiti indicatori standardizzati (es. tempi di attesa, tassi di ricovero, tasso di abbandono), mentre a livello professionale si investirà nella formazione continua di psichiatri, psicologi, educatori e infermieri.

Fonti 

  • Ministero della Salute – Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030 (Documento ufficiale)
    (Sezione ufficiale dedicata alla Salute Mentale sul sito del Ministero della Salute)

  • Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Sezione Salute Mentale
    (Pagina ISS con dati, progetti e pubblicazioni sulla salute mentale)

  • OMS – Mental Health Action Plan 2023–2030
    (Piano d’azione globale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la salute mentale)

  • Conferenza Nazionale Salute Mentale – Relazione 2024
    (Sito ufficiale della Conferenza Nazionale per la Salute Mentale con report e materiali)

  • Società Italiana di Psichiatria (SIP)
    (Sito ufficiale della società scientifica di riferimento per la psichiatria italiana)

  • European Psychiatric Association – Position Statement on Mental Health Care in Europe
    (Sezione dedicata ai documenti ufficiali e linee guida della EPA)

  • The Lancet – Commission on Global Mental Health (2023)
    (Rapporto della Commissione Lancet sulla salute mentale globale)

 

Critica: “La sua lettura restituisce un quadro confuso, anacronistico e distante dalle reali esigenze della collettività”

Comunicato Stampa

Un linguaggio datato e un impianto confuso

Uno dei primi elementi che colpiscono è il linguaggio: vetusto, per certi versi ancora ancorato a una visione psichiatrica degli anni ’70.

Un’altra deriva: il sistema sanitario a servizio del sistema giudiziario

Preoccupa, inoltre, un altro aspetto che emerge con crescente frequenza: la tendenza a richiamare il sistema sanitario, e in particolare le professioni psicologiche, a supporto del sistema giudiziario. Così facendo, si crea una pericolosa commistione tra ambiti diversi, in cui luoghi deputati alla prevenzione, come i Consultori, vengono progressivamente trasformati in spazi di gestione di problematiche giuridiche, dove spesso la cura non è nemmeno prevista….


Leggi tutto: https://www.lameziaterme.it/piano-nazionale-salute-mentale-2025-2030-aupi-occasione-mancata/

Nell’elenco delle patologie troviamo da qualche anno

il complottismo nel quale incappiamo ormai piuttosto frequentemente nelle normali conversazioni non è propriamente classificabile nella categoria dei classici deliri psicotici. Potremmo piuttosto pensarlo come un delirio a bassa intensità, caratteristica che lo rende socialmente condivisibile e piuttosto contagioso. Come tutti i deliri contiene dei dati di realtà che tutti accettiamo: l’esistenza del 5G, dei chips che possono essere impiantati nel corpo umano, il potere delle lobby o la diffusione dei virus pandemici, solo per elencarne alcuni molto attuali.

Leggi qui  https://www.stateofmind.it/2021/06/complottista/

È partito in Germania un progetto: “Beratungskompass” è una linea di “assistenza nazionale” per chi è “colpito” dal cosiddetto “pensiero cospirazionista. https://beratungskompass-verschwoerungsdenken.de/

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