l test è avvenuto a fine novembre 2025 sopra la Pennsylvania, con un Cessna Caravan che volava a oltre 5.000 metri (circa 16.500 piedi) in condizioni meteo difficili (venti trasversali fino a 70 nodi!). Hanno trasmesso energia tramite un laser nel vicino infrarosso (near-infrared), a bassa intensità e “eye-safe” (sicuro per gli occhi e la pelle – la densità è paragonabile o inferiore a quella del sole diretto. Il ricevitore a terra? Pannelli solari standard commerciali, già esistenti – non serve costruire nulla di speciale, questo è un vantaggio enorme rispetto ad altri sistemi.

La compagnia è uscita dallo stealth a dicembre 2025 annunciando il risultato, e ha raccolto $20 milioni per andare avanti.

Se la DARPA prende appunti…

“C’è un dettaglio in questa storia che mi fa drizzare le antenne più della tecnologia stessa. È il fattore umano. Paul Jaffe non è uno scappato di casa: ha passato trent’anni al Naval Research Laboratory e gestiva programmi alla DARPA. Per capirci: è gente che di solito ha accesso a giocattoli molto costosi e molto riservati.

Jaffe ha sentito il piano di Overview basato sui raggi infrarossi a una conferenza, è tornato a casa e ha detto alla moglie: “Penso che abbiano risolto il problema”. E si è licenziato per unirsi alla startup.

Quando un burocrate della tecnologia di alto livello lascia il posto fisso governativo per una scommessa privata, di solito significa due cose: o è impazzito (cosa sempre possibile, comunque), o ha visto qualcosa che funziona davvero. Il test del Cessna serve a dimostrare proprio questo: che si può mantenere un raggio puntato su un bersaglio a terra anche mentre la sorgente si muove e balla nel vento. Se ci riesci con un aereo sballottato dalle correnti, figurati con un satellite in orbita” VEDI QUI 

Fino a ieri, la risposta era: microonde Il guaio è che le frequenze delle microonde sono quella che Paul Jaffe, ora capo ingegnere di Overview, chiama la “proprietà fronte mare” dello spettro elettromagnetico. È la zona vip. Ci passa il 5G, ci passano i segnali GPS, ci passa mezza economia digitale. Se accendi un raggio a microonde abbastanza potente da illuminare una città, rischi di mandare in tilt le comunicazioni di un intero emisfero. Non proprio il massimo della vita.

La soluzione di Overview è usare i raggi infrarossi. Non disturbano le frequenze radio, sono più facili da focalizzare e, dettaglio non da poco, i pannelli solari che abbiamo già sui tetti o nei campi riescono a catturarli senza bisogno di costruire rettenne chilometriche dedicate (come servirebbe per le microonde).VEDI QUI 

Energia dal cielo anche di notte: il test che apre al solare dallo spazio

Negli state è stato portato avanti un test davvero interessante sul fronte delle rinnovabili, attraverso un piccolo aereo che ha sorvolato la Pennsylvania. Lo scopo? Cambiare drasticamente il modo in cui produciamo energia. A fine novembre una startup americana, Overview Energy, ha portato a termine un test di trasmissione dell’energia elettrica a terra senza fili, affidandosi solamente a un velivolo in movimento e usando un laser a infrarossi.

La prova è stata portata a termine grazie a un Cessna a turboelica che volava a circa 5.000 metri di quota, e durante quell’esperienza il velivolo ha inviato energia a un ricevitore installato a terra, dimostrando che il sistema riesce a funzionare anche quando la fonte non è ferma. Poco importa la quantità di energia elettrica prodotta, non era questo lo scopo, ma si è potuto verificare che tutti i componenti potessero dialogare tra loro in condizioni reali e non solo su carta o in laboratorio.

Dietro questo test c’è un’idea piuttosto ambiziosa e non del tutto nuova, come già raccontatovi in passato. Overview punta a posizionare satelliti dotati di pannelli solari in orbita geosincrona, a circa 35.400 chilometri dalla Terra, considerando che da lassù, i satelliti resterebbero illuminati dal Sole in modo continuo, giorno e notte. L’energia raccolta verrebbe poi inviata verso il basso tramite fasci laser, puntati direttamente sugli impianti fotovoltaici già esistenti.

La novità sta nel fatto che, invece di costruire nuove e costose infrastrutture di ricezione, l’azienda vuole sfruttare quelle che già producono energia solare. Ed è così che di giorno i pannelli continuano a fare il loro lavoro abituale, mentre di notte potrebbero ricevere energia dallo spazio. La startup parla inoltre dell’uso di fasci a bassa densità, che come ulteriore effetto positivo renderebbero anche il sistema più sicuro rispetto alle soluzioni basate sulle onde radio.

Si è già lavorato a soluzioni simili e lo scorso anno la Defense Advanced Research Projects Agency aveva stabilito un record trasferendo 800 watt via laser su una distanza di 8,6 chilometri. Sappiamo che Overview è riuscita a spingersi oltre, mostrando che la tecnologia può funzionare anche da una piattaforma in movimento

Naturalmente, tra un aereo e un satellite c’è di mezzo parecchia strada, ma si sta già lavorando a un dimostratore in orbita bassa, la cui messa in opera è prevista intorno al 2028. Solo se quella fase andrà come previsto, l’azienda tenterà il salto verso l’orbita geosincrona, e se tutto filerà senza ritardi si parla di iniziare a inviare energia dallo spazio entro il 2030. Finora Overview ha raccolto circa 18,6 milioni di euro da investitori privati. Non si parla di cifre importanti, ma è un inizio. FONTE

Il solare spaziale è in fermento. Il Caltech ha già dimostrato che si può inviare energia via onde radio dallo spazio. Oppure scopri i piani della Cina per una gigantesca centrale orbitale, o i primi test terrestri di trasmissione laser a corto raggio.

https://www.overviewenergy.com/

Il 2026-2030 potrebbe essere il periodo in cui si capirà davvero se lo space-based solar power decolla sul serio.

ENERGIA SOLARE DALLO SPAZIO: LA CALTECH TESTA IL SUO PROTOTIPO

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