Nugoli di barchini di assalto dei pasdaran sono stati visti agire nei giorni scorsi nel Golfo. Era successo già nel 2019.  

Questo è il titolo introduttivo su Repubblica, accessibile solo agli abbonati. https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/25/news/flotta_zanzare_hormuz_iran_pasdaran_mosquito_fleet-425305713/

Le scie visibili nella foto satellitare suscitano curiosità: cosa significano?

Lascio che sia Grok a spiegare di cosa si tratta. 

L’articolo della Repubblica (di Gianluca Di Feo, 25 aprile 2026) parla della cosiddetta “flotta delle zanzare” (in inglese “mosquito fleet”) dell’Iran, un’arma navale asimmetrica dei Pasdaran (le Guardie Rivoluzionarie Islamiche, IRGC).

Di cosa si tratta esattamente?

È una flotta composta da centinaia (o migliaia, secondo stime variabili) di piccole imbarcazioni veloci — barchini, motoscafi d’assalto — molto leggere, agili e capaci di raggiungere velocità elevate (fino a 70-100 nodi, cioè oltre 130-180 km/h). Queste barche “volano” sull’acqua, sono difficili da individuare e colpire con i sistemi tradizionali delle grandi marine.La loro forza non sta nella potenza di fuoco individuale (sono armate con mitragliatrici pesanti, missili antinave leggeri, razzi, a volte siluri o capacità kamikaze), ma nella tattica di sciame (“swarm tactics” o “guerra a sciame”): operano in nugoli, attaccando da più direzioni contemporaneamente con manovre “mordi e fuggi”. Possono:

Harassare (disturbare) navi grandi.

Lanciare attacchi rapidi.

Posare mine.

Sequestrare imbarcazioni.

Saturare le difese di portaerei o cacciatorpediniere.

Sono nascoste in basi fortificate, grotte, tunnel e cavità naturali lungo la costa iraniana e su isole nel Golfo Persico, rendendole difficili da distruggere preventivamente.

Perché “delle zanzare”?

Il soprannome deriva proprio dal comportamento: come uno sciame di zanzare che punge un animale molto più grande, infastidendolo senza affrontarlo frontalmente. Una singola barca è insignificante contro una nave da guerra moderna, ma decine o centinaia insieme creano un problema sistemico, soprattutto nello Stretto di Hormuz, un passaggio strettissimo e strategico dove transita circa il 20% del petrolio mondiale.Il riferimento storico e “ispirata ai persiani”

L’articolo richiama un episodio del 2019 (sotto la prima presidenza Trump): un nugolo di questi barchini si avvicinò pericolosamente alla portaerei USS Abraham Lincoln mentre attraversava Hormuz, visibile persino dalle immagini satellitari per le scie ad alta velocità. Era già successo in passato con manovre di harassment.

L’“ispirazione ai persiani” probabilmente allude alla storia antica: i Persiani (sotto l’Impero achemenide) usarono tattiche navali asimmetriche e flotte leggere contro nemici più potenti (come i Greci nelle guerre persiane), sfruttando la conoscenza del terreno e la mobilità. Qui è adattata alla guerra moderna asimmetrica: un Paese con risorse limitate contro superpotenze navali (USA in primis).

Contesto attuale (aprile 2026)

L’articolo esce in un momento di forte tensione nello Stretto di Hormuz, con recenti avvistamenti di questi barchini in azione. Nonostante Trump abbia rivendicato di aver “distrutto” gran parte della flotta navale convenzionale iraniana (navi più grandi), la mosquito fleet dei Pasdaran rimane intatta e operativa. È stata usata di recente per attacchi o sequestri di mercantili (es. navi del gruppo MSC), minacce di mine e azioni di disturbo. Rappresenta la principale leva di Teheran per rendere il Golfo “ostile” e controllare/ricattare il traffico marittimo senza bisogno di una marina tradizionale.

In sintesi, è un esempio classico di guerra asimmetrica: l’Iran trasforma una debolezza (flotta convenzionale limitata) in un punto di forza, rendendo lo Stretto di Hormuz un collo di bottiglia pericoloso per chiunque. L’articolo della Repubblica lo descrive come l’“arma segreta” che continua a minacciare la navigazione nonostante i colpi subiti dalla marina regolare iraniana.

L’immagine satellitare che lo conferma

Un’immagine satellitare Sentinel-2 (dell’Agenzia Spaziale Europea, programma Copernicus), scattata il 22 aprile 2026 vicino alla costa di Kargan (a nord dello Stretto di Hormuz), mostra chiaramente uno sciame di almeno 33 piccole imbarcazioni in formazione. L’immagine, diffusa da Reuters e ripresa da vari media internazionali, è stata catturata proprio nei giorni in cui i Pasdaran hanno condotto operazioni di sequestro e attacco contro navi mercantili (due container ship sequestrate e una terza danneggiata).

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