Milano paralizzata dai trattori. Decine di mezzi agricoli hanno raggiunto il centro città bloccando il traffico e trasformando piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, in un presidio di protesta contro il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur.
Gli agricoltori hanno scaricato balle di fieno davanti alla stazione, suonato i clacson e sventolato bandiere tricolori, portando nel cuore finanziario del Paese una protesta che riguarda tutta l’Europa. La mobilitazione è stata indetta da Coapi e Riscatto Agricolo Lombardia, che contestano duramente la possibile firma dell’accordo.
Secondo i manifestanti, il trattato Mercosur favorirebbe la grande industria agroalimentare e la speculazione internazionale, mettendo fuori mercato agricoltori e allevatori italiani ed europei, costretti a competere con produzioni provenienti dall’America Latina realizzate con standard ambientali, sanitari e sul lavoro più bassi. Un dumping, sostengono, che colpisce non solo chi produce, ma anche i cittadini, esposti a prodotti meno controllati e a un progressivo impoverimento della filiera locale.
Quello che chiedono è un prezzo giusto per chi produce e per chi consuma, spiegano dal presidio seguiti dal nostro inviato Andrea Tomasi.
Al centro delle rivendicazioni ci sono trasparenza sull’origine dei prodotti, controlli efficaci e sanzioni reali contro trust e speculazione. Non un rifiuto ideologico del commercio internazionale, ma un no netto a un modello che, denunciano, scarica i costi su agricoltori, territori e consumatori.
La protesta dei trattori a Milano è solo l’ultima di una serie di mobilitazioni che, in tutta Europa, mettono sotto accusa le politiche commerciali dell’Unione. Il messaggio è chiaro: senza tutele, l’agricoltura diventa la variabile sacrificabile di accordi pensati altrove, lontano dai campi e dalle stalle.
La firma dell’accordo Mercosur
L’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) per cui sono scesi in piazza a Milano gli agricoltori e gli allevatori alla fine è stato approvato con il voto positivo della maggioranza qualificata dei Paesi membri. Cinque governi hanno votato contro: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio si è astenuto. Ora occorre l’approvazione da parte del Parlamento europeo. L’accordo arriva dopo più di 25 anni di trattative anche grazie al nostro Paese che, da una posizione contraria, ha modificato il voto. FONTE – VIDEO
Mercosur: il tradimento degli agricoltori e dei consumatori europei
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